Questa azione del Ftse Mib accelera e guida il rialzo di Piazza Affari, con un +7,5% in una sola seduta. Secondo gli analisti, può salire ancora, ma attenzione ad alcuni segnali.
Per capire se si tratta di un nuovo rally o di un’ultima fiammata, occorre analizzare da una parte l’attuale contesto globale, segnato da incertezza geopolitica e manovre monetarie attendiste. Dall’altra parte, l’andamento dell’indice principale di Piazza Affari continua a essere promettente, con una performance tra i migliori d’Europa da inizio anno.
La resilienza del comparto bancario e la vivacità del settore industriale e difesa hanno catalizzato l’interesse degli investitori internazionali, che guardano con sempre più attenzione al listino italiano. E tra i titoli più effervescenti spicca un nome che negli ultimi dodici mesi ha registrato una crescita monstre, trainata da nuove commesse, visione strategica e cambio di pelle industriale.
Fincantieri brilla tra commesse e strategia militare
Il titolo in questione è Fincantieri, il colosso italiano della cantieristica navale guidato da Pierroberto Folgiero. Negli ultimi mesi ha mostrato una velocità in borsa degna di una fregata lanciamissili. Solo nell’ultimo anno ha messo a segno un progresso superiore al +252%, conseguenza diretta di una trasformazione profonda del business e del boom globale della spesa per la difesa.
Ora arriva una ulteriore conferma: una nuova commessa da circa 700 milioni di euro per la costruzione di due unità Multipurpose Combat Ship destinate alla Marina militare italiana. Le navi saranno realizzate nei cantieri di Riva Trigoso e Muggiano, con consegne previste tra il 2029 e il 2030. La commessa si inserisce in una strategia di lungo termine che punta a consolidare il posizionamento di Fincantieri nei segmenti a più alto margine, come la cantieristica militare e le tecnologie subacquee avanzate.
La vision di Folgiero è meno focalizzata sul business delle crociere, ciclico e a margine più basso, e più concentrata sulla componente tecnologica della difesa. È in questa ottica che si inseriscono le recenti acquisizioni di Remazel e dell’ex divisione Wass di Leonardo, con l’obiettivo di rafforzare la neonata divisione Subacquea, destinata a generare 820 milioni di ricavi e 152 milioni di ebitda nei prossimi anni. Una quarta gamba industriale che promette di diversificare il portafoglio, alimentare nuove linee di ricavo e, soprattutto, intercettare la crescente domanda di sistemi unmanned e protezione dei fondali.
A spingere ulteriormente l’appeal del titolo sono arrivate anche le valutazioni degli analisti. Banca Akros ha alzato la raccomandazione ad “accumulate”, sottolineando come il contesto di incremento della spesa militare al 5% del PIL per i Paesi Nato rappresenti una leva di crescita strutturale. Mediobanca ha rivisto al rialzo il target price da 16 a 19 euro, sottolineando le opportunità nel Medio Oriente e in Asia, unite ai progressi in termini di efficienza industriale. Il titolo ora tratta con multipli superiori alla media storica, ma in uno scenario profondamente mutato rispetto al passato.
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Grafico azioni Fincantieri
Fonte Tradingview
Il movimento di Fincantieri non è passato inosservato nemmeno agli occhi più attenti degli analisti tecnici, che ora si interrogano se siamo davanti a una prosecuzione del trend o a un possibile punto di svolta. Dopo una corsa ininterrotta partita a fine 2023, il titolo è tornato nuovamente sopra i 15 euro, aprendo la strada a un ulteriore strappo rialzista verso i record di inizio giugno a 16,68 euro e poco sopra a 17 euro. La seduta del 26 giugno, in particolare, si è distinta per un’impennata nei volumi, segnale che da un lato conferma l’interesse crescente sul titolo, ma dall’altro lascia trasparire anche un certo fermento speculativo nel breve periodo.
Gli indicatori di momentum come l’RSI si stanno muovendo nuovamente verso la zona di ipercomprato, suggerendo che una fase di fisiologica correzione potrebbe non essere lontana. Anche l’oscillatore MACD mostra un segnale di possibile divergenza negativa, mentre la volatilità implicita sui derivati è tornata sui massimi degli ultimi sei mesi. Tutti elementi che, pur non invertendo il trend di fondo, potrebbero preludere a una pausa o a un pullback tecnico verso i supporti tra 12,50 e 14 euro.
In altre parole, il movimento rialzista sembra ancora ben impostato sul medio-lungo periodo, sorretto da fondamentali robusti e da una pipeline ordini in espansione. Ma nel brevissimo, attenzione a eventuali prese di profitto, soprattutto da parte di quegli investitori che hanno cavalcato il titolo dai minimi di inizio 2023.
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