Questa app paga gli studenti che non usano lo smartphone. In palio sconti per palestre e cinema

Laura Pellegrini

8 Maggio 2026 - 17:48

Per ogni minuto passato offline, lo studente guadagna soldi virtuali che può spendere in palestre e negozi convenzionati. Come funziona la nuova iniziativa?

Questa app paga gli studenti che non usano lo smartphone. In palio sconti per palestre e cinema
Ricevi le notizie di Money.it su Google
Aggiornamenti, approfondimenti e analisi direttamente su Google.
Segui

L’Università Federico II di Napoli ha lanciato un nuovo progetto innovativo per spingere i giovani verso la disconnessione e verso un utilizzo più consapevole delle piattaforme digitali. Grazie a un’applicazione scaricabile sui propri dispositivi mobili, si potranno guadagnare soldi virtuali da spendere in diversi punti vendita fisici.

L’iniziativa mira a ridurre l’utilizzo degli smartphone non solo durante le lezioni, ma anche a casa quando gli studenti sono impegnati nello studio. L’applicazione è stata sviluppata proprio da due ragazzi poco più che ventenni: Giulia Violati, 24 anni, e Simone D’Amico, 23, con l’obiettivo di trasformare la disconnessione da scelta individuale a pratica misurabile, riconosciuta e premiata.

Per partecipare all’iniziativa basta scaricare l’applicazione da qualsiasi store sul proprio cellulare e autenticarsi con le credenziali dell’Università di Napoli, A quel punto, per ogni minuto trascorso offline, gli studenti possono guadagnare dei soldi virtuali da spendere per libri, abbonamenti alle palestre, acquisti vari in negozi convenzionati e molto altro.

Studenti universitari pagati per non usare lo smartphone

L’uso degli smartphone tra i giovani è pervasivo ed estremamente diffuso, al punto che moltissimi governi si stanno muovendo per limitare l’utilizzo di questi dispositivi non solo nelle scuole ma anche nella vita quotidiana. In Giappone, per esempio, si può utilizzare lo smartphone solo 2 ore al giorno, mentre sempre più Stati europei stanno valutando l’introduzione di limiti di età per utilizzare i social network.

Dall’Università Federico II di Napoli, invece, arriva un’iniziativa singolare: è stata presentata un’applicazione che premia gli studenti che restano offline e scelgono di disconnettersi. Più tempo si trascorre lontano dagli smartphone e più premi e voucher si possono guadagnare nel tempo.

Un segnale importante di fronte a un utilizzo dei dispositivi elettronici ormai smisurato ed esagerato, con una media che raggiunge le 6 ore giornaliere (350 minuti) tra gli adolescenti. Il 77% dei ragazzi si dichiara dipendente, con effetti negativi su sonno, rendimento scolastico e salute mentale. Ma invertire la rotta è possibile.

Come funziona l’app che paga gli studenti per restare offline

Il cuore del progetto è l’applicazione LockBox, che consente di bloccare volontariamente le applicazioni che creano più distrazioni durante le sessioni di studio, aiutando gli studenti a ridurre le interruzioni e a migliorare concentrazione, rendimento e benessere psicologico. In questo modo si possono bloccare ad esempio i social network (Facebook, Instagram, TikTok, ecc), che solitamente impegnano i ragazzi in uno scrolling infinito.

Ogni minuto passato offline permette di guadagnare delle monete virtuali che vengono poi trasformate in premi reali: dai voucher per palestre, ai biglietti per il cinema, ma anche libri, eventi culturali, esperienze e viaggi messi a disposizione dai partner del progetto.

Il funzionamento è molto semplice: lo studente decide in autonomia quali applicazioni bloccare e inizia a guadagnare monete virtuali nel momento in cui si disconnette e in misura proporzionale al tempo trascorso offline. Esistono tre modalità diverse:

  • Hard Mode, che prevede zero distrazioni, solo chiamate e SMS e permette di guadagnare 60 monete all’ora;
  • Music Mode, cioè la possibilità di ascoltare musica durante lo studio e guadagnare 50 monete all’ora;
  • Easy Mode, la più semplice, consiste nella personalizzazione totale delle app da bloccare e fa guadagnare 12 monete all’ora.

Una volta raggiunta la soglia delle 1.500 monete, pari a circa 25 ore di disconnessione, lo studente potrà riscattare l’Open Badge “Benessere digitale”, cioè una certificazione digitale per attestare una serie di competenze utili anche per il mondo del lavoro: autodisciplina, concentrazione, gestione del tempo, uso consapevole della tecnologia e costruzione di abitudini sostenibili.

Questo badge può essere inserito nel proprio curriculum sul proprio profilo LinkedIn e rappresenta un riconoscimento concreto e verificabile. L’iniziativa è al momento limitata solo agli studenti dell’Università Federico II di Napoli, ma potrebbe costituire un esempio anche per altri atenei italiani.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.