Quest’uomo è diventato ricco con i calzini sporchi. Oggi fattura oltre €31 milioni

Ilena D’Errico

14 Maggio 2026 - 19:45

È possibile diventare ricchi anche con i calzini sporchi se si hanno le idee giuste. Quest’uomo ha fondato un’azienda che fattura 31 milioni di euro.

Quest’uomo è diventato ricco con i calzini sporchi. Oggi fattura oltre €31 milioni
Ricevi le notizie di Money.it su Google
Aggiornamenti, approfondimenti e analisi direttamente su Google.
Segui

A volte per avviare un business di successo e guadagnare tanti soldi bastano idee semplici, ma ben gestite. Sono proprio gli oggetti che diventano di uso comune a garantire una domanda ampia e costante da parte dei consumatori, basta pensare a prodotti come la carta igienica o gli stuzzicadenti. Immaginare di diventare ricchi vendendo calzini non è così strano in quest’ottica, ma pensare di arricchirsi grazie alle calze sporche potrebbe sembrare più insolito, un risultato riservato alle menti più geniali e fortunate.

In realtà, è tutto molto più scontato di quanto si potrebbe immaginare, a dimostrazione che spesso a distinguere chi tenta da chi riesce è proprio la giusta visione del mondo. Per un’azienda che funzioni grazie a calzini sporchi, o qualsiasi altro capo d’abbigliamento in realtà, non serve ricorrere a stratagemmi strampalati, basta offrire un servizio di lavaggio affidabile ed efficiente. Prima di pensare che questo sia un progetto banale bisogna conoscere la storia di Deyan Dimitrov, la cui azienda oggi fattura più di 31 milioni di euro l’anno ed è ricca di insegnamenti.

Quest’uomo fattura 31 milioni di euro l’anno grazie ai calzini sporchi

Una volta scoperto che l’azienda di Deyan Dimitrov è essenzialmente una lavanderia, con molte filiali naturalmente, si tende a sottovalutare il caso. Eppure, i risultati economici non lasciano spazio a fraintendimenti. Tutti sanno che c’è la necessità di lavare i vestiti ed esistono già molte aziende che se ne occupano, ciononostante l’azienda di Dimitrov è un successo mondiale. Se Laundryheap, fondata da Dimitrov insieme a Mayur Bomai, oggi fattura oltre 31 milioni di euro ogni anno, quindi, vuol dire che qualcosa è stato fatto davvero bene. Il modo di pensare e la formazione dei cofondatori hanno fatto la differenza più di altre iniziative, magari più sofisticate e particolari ma meno efficaci.

Di fatto, l’industria della lavanderia, sia ad acqua che a secco, rappresenta oggi un settore in forte crescita. Si stima che tra una decina d’anni supererà i 100 miliardi di dollari, anche se ovviamente sono ben poche le multinazionali che hanno risultati veramente eccezionali. Si tratta di un settore molto frammentato, con moltissime aziende ma ancora decisamente aperto a miglioramenti, tanto che Dimitrov non ha faticato ad aprirsi uno spiraglio per aprire un’attività che ha rapidamente scalato tutte le vette.

Forte degli studi in finanza e delle varie esperienze lavorative fatte in tutto il mondo, Dimitrov ha capito che moltissime persone avrebbero avuto necessità di un servizio di lavanderia efficiente e veloce. Si è unito all’ingegnere Mayur Bomai, che è diventato il primo dipendente dell’azienda, ed entrambi hanno cominciato ad approfondire il funzionamento del lavoro.

Laundryheap, la lavanderia internazionale milionaria

Dopo prove e test, i due hanno affinato un metodo che accoglie le richieste dei consumatori e attira parecchi investimenti. Così, è stato ideato un sistema di lavaggio che include il ritiro dei capi d’abbigliamento, il lavaggio ovviamente e la consegna dei vestiti al cliente. Quest’ultimo può tracciare le spedizioni in tempo reale, proprio come avviene con la maggior parte degli e-commerce, e ricevere consegne anche a sole 24 ore dall’ordine. Un sistema che nel 2025 ha fruttato Laundryheap 25 milioni di sterline, visto che la sede dell’azienda è nel Regno Unito, pari appunto a più di 31 milioni di euro.

Non sono solo i numeri del fatturato a fare scalpore, ma anche e soprattutto la velocità con cui Laundryheap ha raggiunto questi risultati. In pochi mesi sono state assunte centinaia di persone e raccolti 20 milioni di euro di investimenti. Ora l’azienda ha già annunciato il lancio in altri quattro mercati, ossia in Colombia, Messico, Malesia e Scozia, che aggiungeranno altre attività ai punti operativi (oggi presenti in 28 città e 16 Paesi), servendo più di 400.000 clienti in tutto il mondo.