Quasi il 70% delle aziende italiane non trova personale. Ecco le professioni più ricercate

Andrea Fabbri

24 Dicembre 2025 - 00:22

Una ricerca di mercato di Confindustria svela che quasi il 70% delle aziende non trova lavoratori. Mancano tecnici, operai specializzati e competenze digitali

Quasi il 70% delle aziende italiane non trova personale. Ecco le professioni più ricercate

Il mercato del lavoro in Italia sta vivendo una fase di trasformazione profonda con un problema estremamente complesso da risolvere: le aziende hanno sempre più bisogno di lavoratori ma non riescono a trovarli.

A far luce sull’argomento è stata una recente indagine targata Confindustria che ha affermato che il 67,8% delle aziende italiane fatica a reperire i professionisti di cui ha bisogno.

Stupisce la distribuzione della “carenza” di lavoratori. Nell’industria la quota di aziende che non riesce a trovare personale è del 72,9%, mentre nel settore dei servizi scende al 61,3%. Il problema, a sorpresa, colpisce più le grandi imprese rispetto a quelle piccole.

Le aziende hanno bisogno di tecnici e operai specializzati

Lo studio di Confindustria ha evidenziato che le competenze tecniche sono attualmente le più difficili da reperire. Il 57,1% delle imprese fatica a trovare esperti di manutenzione, installatori di impianti, addetti alla logistica, all’informatica di base e alla gestione dei processi industriali.

Un altro dato sorprendente è la scarsità di lavoratori specializzati in mansioni manuali. Gli operai con queste particolari competenze sono difficili da trovare per oltre il 46% delle aziende. Una percentuale che nel settore industriale sale addirittura al 57,6%.

In Italia mancano le competenze digitali

Uno dei dati più significativi che emerge dall’analisi è che, oltre a tecnici ed operai, in Italia mancano lavoratori con competenze trasversali (adattabilità a lavorare in team, capacità di comunicazione e problem solving, gestione delle situazioni di rischio e pericolo) e con competenze digitali, più o meno avanzate.

Per entrambe le categorie la percentuale di difficoltà di reperimento si avvicina al 20%, ma in questo caso sono le aziende specializzate nei servizi a denunciare i problemi maggiori. Un segnale importante, quest’ultimo, di come il terziario sia sempre più digitalizzato e basato sulle piattaforme informatiche.

La risposta delle aziende

Per provare a porre un freno al problema della carenza di personale, circa l’84% delle aziende ha messo in campo almeno una mossa strategica per completare l’organico.

La strada più diffusa (scelta dal 56% delle imprese) è stata quella di formare i lavoratori già in organico con nuove competenze.

Un’altra strada molto battuta è quella di affidare alcune particolari mansioni a consulenti e collaboratori specializzati, mentre altri ancora hanno deciso di allargare il proprio bacino di ricerca sia a livello geografico che di modalità di rectruitment.

I risultati dello studio fanno emergere un quadro generale abbastanza preoccupante. Il bisogno di lavoratori e la difficoltà a trovarli, in un Paese come l’Italia in cui la disoccupazione continua a essere un problema, segnala una discrepanza notevole tra percorsi formativi, mercato del lavoro e rapidità dell’innovazione tecnologica.

La partita del futuro si gioca sulle competenze. Per questo motivo, mai come prima d’ora, servono investimenti sistemici sull’orientamento e sulla formazione tecnica. Ma soprattutto sul miglioramento delle abilità digitali della forza lavoro, fondamentali in un futuro sempre più tecnologico e interconnesso.

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