Quanto valgono €50.000 dopo 5 mesi tra liquidità o BTP, oro o valute e azioni di Borsa?

Stefano Vozza

9 Giugno 2025 - 07:49

Chi lo ha detto che i risparmi una volta costituiti non possano poi a loro volta generare ulteriore ricchezza? Diamo la parola ai numeri

Quanto valgono €50.000 dopo 5 mesi tra liquidità o BTP, oro o valute e azioni di Borsa?

I bilanci generalmente si fanno a fine anno, ma chi ha fretta di migliorarsi di solito anticipa i tempi per accertarsi di essere sulla retta via. Vale nel processo di crescita personale e/o di coppia, nello sport come nel lavoro, negli studi come nella gestione dei risparmi.

Quest’ultimo passaggio potrebbe apparire forte e/o inappropriato dato che, è opinione assai diffusa, tutti sanno come si gestiscono i soldi. Forse.

Per non essere di parte diamo direttamente la parola ai numeri che per loro natura non conoscono il compromesso. Vediamo allora quanto valgono dopo 5 mesi € 50.000 tra liquidità o BTP, oro o valute e azioni di Borsa.

Un capitale tenuto liquido e infruttifero

Iniziamo dalla forma di investimento più diffusa, la liquidità. Al contrario di quel che si pensa anche la ricchezza tenuta cash è una chiara scelta di investimento.

Per semplicità immaginiamo sia detenuta sul c/c, postale, online o bancario tradizionale è (quasi) indifferente. Al netto delle eccezioni, di solito l’emittente non prevede un interesse attivo, mentre vanno messi in conto le spese di gestione e l’imposta di bollo. Nel primo caso tutto dipende da un intermediario all’altro: i c/c più economici sono quelli online e i più costosi i bancari tradizionali. Ipotizzando un canone medio di € 6/mese (72 €/anno) ecco serviti i primi 30 € di spese da gennaio a maggio. Quanto all’imposta di bollo, i calcoli sono i seguenti:
34,20 €/anno : 12 mesi x 5 mesi = 14,25 €.

In più dobbiamo aggiungere la perdita di potere d’acquisto legata all’inflazione media dei primi 150 giorni del 2025, più il costo opportunità, spesso bistrattato. Morale, l’investimento è in perdita sotto tutti i punti di vista.

Investire un capitale sul reddito fisso

Ora invece immaginiamo di aver investito quel capitale sul reddito fisso, tipo titoli di Stato, conto deposito o risparmio postale. Impossibile fare i calcoli precisi data la vastità di prodotti potenzialmente sottoscrivibili.
Ragioniamo per sommi capi e per semplicità immaginiamo che il 1° gennaio 2025 la scelta fosse ricaduta su uno strumento dal rendimento del 3% annuo. Pertanto il ritorno lordo maturato ad oggi sarebbe pari al 42% scarso del payout annuo, ossia all’incirca € 630 lordi su potenziali 1.500 € annui.

Ragioniamo volutamente in termini di lordo e non di netto date le divergenze di tassazioni e di costi di gestione tra un prodotto e l’altro. Infine bisogna considerare se il prodotto in questione conserva sempre il valore di emissione o meno (cioè va sotto cento) e se è possibile o meno liquidarlo anzitempo.

Morale, la scelta avrebbe almeno ripagato dalle spese e lasciato invariato il potere d’acquisto del capitale nel tempo.

Investire 50mila euro sul capitale di rischio

All’estremo opposto ecco il capitale di rischio, vale a dire gli investimenti azionari. Consideriamo quanto avrebbero reso 50mila € investiti a inizio anno sul Ftse Mib, l’Euro Stoxx 50 e l’MSCI World. Ad oggi i rispettivi rialzi in 5 mesi sarebbero stati del +17,46%, del +10,76% e del +5,2%.

Tuttavia, malgrado l’ottima performance dell’indice nazionale è meglio diversificare su indici mondiali in base al PIL (USA, UE e Asia) invece di restare concentrati geograficamente. Ancora, le performance non si misurano mai dopo uno o pochi mesi, ma su timeframe pluriennali.

Convertire i soldi in euro in valute estere: una mossa vincente?

E se invece la scelta fosse ricaduta su un asset di nicchia tipo l’oro? Per semplicità di trattazione consideriamo il Gold Future e vediamo come si è comportato dal 1° gennaio ad oggi. Di quanto si è apprezzato o deprezzato l’indice su questo bene rifugio per eccellenza? L’apertura d’anno è stata a 2.641 punti mentre al momento quota a 3.380, un rialzo di quasi il 28%.

Qui il modo migliore per investire nell’asset è quello di farlo tramite i fondi, attivi (fondi comuni di investimento) o passivi (ETC) in base alle strategie operative.

Quanto alle valute, invece, consideriamo il trend del cross valutario €/$ USA dei 150 appena passati. Bene, dal cambio €/$ di 1,0351 di allora siamo passati all’attuale 1,1378, una perdita del 10% circa. Tradotto, quei 50mila di partenza oggi riconvertiti in euro varrebbero scarsi 45mila €.

Quanto valgono dopo 5 mesi € 50.000 tra liquidità o titoli di Stato e azioni di Borsa?

Qual è l’asset migliore per portare a casa un ritorno reale positivo e quanto più ricco possibile? Non esiste risposta univoca, ma tante quante sono le singole preferenze personali e strategie potenzialmente perseguibili.
Di certo la liquidità non è vincente, anzi, è quasi sempre perdente sotto molti (o tutti?) i punti di vista.

Le uniche volte in cui esce “vincente” da un confronto è quando quest’ultimo è fatto con investimenti di fondo sbagliati e/o mal impostati in uno o più parametri. In tal caso, tra due segni negativi l’essere rimasti cash si può rilevare come meno dannoso rispetto all’alternativa presente sul tavolo.