Quanto vale la ricchezza finanziaria degli italiani?

Alberto De Pasquale

11/11/2024

Rappresenta il 45% dei possedimenti netti complessivi e consiste soprattutto in depositi, polizze vita e fondi comuni di investimento.

Quanto vale la ricchezza finanziaria degli italiani?

La casa, innanzitutto. A seguire depositi bancari, polizze vita, fondi comuni e (ben poche) azioni quotate.

Come noto, gli italiani amano il mattone: nel nostro Paese soltanto immobili e terreni valgono oltre 5.175 miliardi di euro e rappresentano la metà della ricchezza netta complessiva delle famiglie. Proprio a causa dell’elevata incidenza delle abitazioni, in Italia la ricchezza è soprattutto di natura non finanziaria: su 10.248 miliardi di ricchezza netta complessiva (nel primo trimestre del 2024), per il 55% si tratta infatti di ricchezza non finanziaria (5.596 miliardi), mentre per il restante 45%, circa 4.652 miliardi, consiste in attività finanziarie.

Mettendo quindi da parte la cospicua ricchezza immobiliare, è interessante analizzare nel dettaglio quali sono i principali asset della ricchezza finanziaria degli italiani. Oltre che amanti degli immobili, il luogo comune li descrive grandi risparmiatori, anche se diffidenti nei confronti degli strumenti finanziari. E in effetti qualche fondo di verità c’è. La ricchezza finanziaria degli italiani si trova soprattutto sui conti bancari; poi nelle assicurazioni sulla vita e nei fondi comuni di investimento, mentre quella legata ai fondi pensione e alle azioni quotate è nettamente più bassa della media.

Secondo Efama, l’associazione europea del settore della gestione del risparmio, nel 2022 gran parte della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, il 44% del totale, consisteva in depositi: siamo a un livello poco più alto rispetto alla media europea (41%) e allineati a Francia e Belgio (entrambi al 44%) e poco sotto la Germania, dove i depositi rappresentano il 46% della ricchezza finanziaria. I paesi del Nord sono quelli con le quote più basse di depositi: la Danimarca è al 20%, la Svezia al 21% e i Paesi Bassi al 25%. Al contrario, sono quelli dell’Europa del Sud a concentrare le più consistenti fette della propria ricchezza finanziaria in banca: Cipro è al 79%, mentre la Grecia è all’83%.

Un ambito nel quale gli italiani dimostrano particolare interesse è quello delle assicurazioni sulla vita, che rappresentano il 20% della ricchezza finanziaria nazionale (tre punti percentuali sopra la media europea), a un livello che ci pone dietro solo a Francia (41%) e Danimarca (37%). Vanno forte, ben oltre la media europea del 10%, anche i fondi comuni di investimento, che valgono il 18% della ricchezza finanziaria delle famiglie. E anche gli investimenti in obbligazioni risultano sopra la media: rappresentano il 7% del totale, ponendo l’Italia al terzo posto in Europa, dietro Ungheria (23%) e Malta (7%).

In tre delle sei principali categorie di attività finanziarie (assicurazioni sulla vita, fondi comuni di investimento e obbligazioni) l’Italia si posiziona quindi su livelli molto superiori alla media, mentre sui depositi è più allineata. Al contrario, ci sono due attività finanziarie che rispetto agli altri paesi europei risultano piuttosto marginali in Italia: i fondi pensione e, soprattutto, le azioni quotate.

Secondo la Banca d’Italia, le azioni quotate rappresentano solo il 3,3% della ricchezza finanziaria degli italiani e appena l’1,6% della loro ricchezza netta complessiva. Lo stesso dato è confermato anche dai numeri di Efama, dai quali l’Italia risulta molto indietro rispetto al resto d’Europa, dove in media le azioni quotate rappresentano il 6% del totale della ricchezza finanziaria dei cittadini. In ogni caso, il valore delle azioni quotate detenute dalle famiglie italiane è in crescita: nel primo trimestre 2024 era pari a 162 miliardi di euro, mentre nel 2019 non superava i 99 miliardi.