Secondo le stime il costo è lievitato abbondantemente rispetto alle previsioni iniziali. A pesare diversi motivi.
Venerdì 6 febbraio, con la cerimonia di apertura allo stadio San Siro, si sono ufficialmente aperti i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Una cerimonia spettacolare che ha visto la presenza di numerosi ospiti di caratura internazionale, delegazioni di diversi Paesi sugli spalti, compreso il vicepresidente degli Stati Uniti Vance, ed esibizioni mozzafiato al centro del campo, trasformato per l’occasione in una grande passerella scenografica.
Da venerdì 7 si è iniziato a fare sul serio, con le prime gare in programma e le prime medaglie assegnate. C’è grande attesa per la delegazione italiana, composta da 196 atleti, un numero record. Saranno due settimane di competizioni intense, con l’Italia al centro dell’attenzione mondiale fino alla cerimonia di chiusura prevista per domenica 22 febbraio. Dopo qualche giorno di pausa, l’attenzione si sposterà poi sui Giochi Paralimpici. Nel complesso, organizzare un’edizione delle Olimpiadi invernali in Italia è costato moltissimo, ben oltre le stime iniziali.
Quanto sono costate le Olimpiadi di Milano-Cortina
Ad analizzare i numeri e a formulare una prima valutazione è stata Standard & Poor’s, che ha stimato i costi complessivi in circa 6 miliardi di euro, una cifra decisamente superiore alle previsioni del 2019, anno in cui l’Italia si aggiudicò l’organizzazione dei Giochi. Il budget iniziale ruotava infatti attorno a 1,3 miliardi di dollari, poi saliti a 1,7 miliardi, ai quali si sono aggiunti 3,5 miliardi di fondi pubblici destinati alle infrastrutture.
A far lievitare i costi hanno contribuito diversi fattori. In primo luogo l’inflazione, cresciuta in modo significativo nel biennio 2022-2023 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. A questo si sono aggiunti il contesto geopolitico instabile, le tensioni commerciali e l’approvazione di progetti infrastrutturali aggiuntivi, inizialmente esclusi perché ritenuti non indispensabili. Con il passare del tempo, però, si è capito che tali interventi erano necessari e sono stati inseriti nel cronoprogramma delle opere, costringendo il Governo a rifinanziare le casse.
Complessivamente, dal ministero parlano di 3,5 miliardi di euro di investimenti, con il coinvolgimento di 340 imprese, la realizzazione di 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto. Per fare alcuni esempi, la costruzione del villaggio olimpico di Cortina è costata circa 40 milioni di euro, mentre quello di Milano ha richiesto un investimento di 140 milioni.
Per quanto riguarda invece i costi operativi, e quindi non infrastrutturali, la gestione è affidata alla Fondazione Milano-Cortina. Il 60% delle spese è coperto dai contributi del Comitato Olimpico Internazionale, oltre agli introiti derivanti dai diritti televisivi e dagli sponsor. Accanto ai partner internazionali figurano anche importanti sponsor italiani, come Enel, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Ferrovie dello Stato, che hanno sostenuto in modo significativo l’organizzazione dei Giochi.
Un’ulteriore fonte di entrate arriva dalla vendita dei biglietti, che però non sta andando come previsto. Gli organizzatori stimano circa 2 milioni di biglietti venduti, ma al momento sulle piattaforme ufficiali ne risulterebbero circa 900.000. Anche per la cerimonia di apertura, lo stadio San Siro non appariva completamente esaurito.
Nonostante i costi elevati, il conto finale resta comunque inferiore a quello sostenuto per l’Expo di Milano 2015, spesso utilizzato come termine di paragone. Va inoltre considerato l’impatto positivo sull’economia italiana e sui territori coinvolti: tra turismo e infrastrutture permanenti, l’indotto economico complessivo dei Giochi è stimato in circa 6,1 miliardi di euro, una cifra sostanzialmente in linea con la spesa complessiva.
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