Quanto rendono il Deposito Supersmart di Poste, conti deposito e BTP oggi su un capitale investito di €50.000?

Gerardo Marciano

26 Giugno 2026 - 11:48

Con i tassi BCE al 2,25%, la liquidità torna a rendere. Ma il confronto tra Deposito Supersmart Premium, conti deposito e BTP mostra una sorpresa: il rendimento lordo non basta per capire quale soluzione lasci davvero più soldi al risparmiatore.

Quanto rendono il Deposito Supersmart di Poste, conti deposito e BTP oggi su un capitale investito di €50.000?

Per molto tempo i risparmiatori hanno dovuto fare i conti con tassi d’interesse prossimi allo zero, ma oggi lo scenario è completamente diverso. Con i tassi della Banca Centrale Europea al 2,25%, la liquidità è tornata a generare rendimenti interessanti e il mercato offre diverse alternative per chi intende impiegare una somma per circa dodici mesi. Il quadro economico resta però in continua evoluzione e inflazione, crescita e tensioni internazionali possono modificare rapidamente le aspettative sui prossimi interventi della BCE. Più che cercare di prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi, è quindi più utile confrontare le offerte oggi disponibili.

Tra queste, una delle più interessanti è rappresentata dal Deposito Supersmart Premium di Poste Italiane, dedicato alla nuova liquidità versata sul Libretto Smart. Il prodotto riconosce un rendimento annuo lordo del 3,25% su una durata di 366 giorni, collocandosi ai vertici delle offerte dedicate alla gestione della liquidità.
A prima vista il rendimento lordo del 3,25% sembra lasciare poco spazio ai titoli di Stato di breve durata, che oggi offrono rendimenti intorno al 2,65%, quando però si tiene conto della diversa tassazione, il divario si riduce drasticamente. Su un investimento di 50.000 euro, la differenza tra il Deposito Supersmart Premium e un BTP con rendimento lordo del 2,65% è di appena 44 euro, prima dell’imposta di bollo e degli eventuali costi di acquisto.

Accanto al Supersmart Premium resta disponibile anche il Deposito Supersmart Plus, riservato ai clienti che hanno aderito all’Opzione Risparmio Smart. La durata è di 181 giorni e rappresenta un’alternativa per chi preferisce un vincolo più breve. Più contenuto, invece, il rendimento del Buono per un Buono, che su sei mesi riconosce un interesse lordo dell’1,50% e appare oggi meno competitivo rispetto alle altre soluzioni considerate.

Anche i conti deposito bancari continuano a offrire rendimenti interessanti. Le formule libere si collocano generalmente tra il 2,5% e il 3%, mentre quelle vincolate arrivano nella maggior parte dei casi tra il 3% e il 3,5%.

Il confronto, però, non può limitarsi al rendimento lordo. Gli interessi maturati sui conti deposito e sui Depositi Supersmart sono infatti tassati al 26%, mentre BOT e BTP continuano a beneficiare dell’aliquota agevolata del 12,5%. Il tasso lordo è il numero che compare nelle offerte commerciali. Il rendimento netto è quello che determina quanto denaro rimane realmente nelle tasche del risparmiatore.

La sorpresa emerge quando si passa dal rendimento lordo a quello netto

Per capire quanto incida realmente la fiscalità può essere utile trasformare le percentuali in euro.
Ipotizzando un investimento di 50.000 euro, mantenuto fino alla naturale scadenza e considerando esclusivamente gli interessi e la relativa tassazione, senza tenere conto dell’imposta di bollo e delle eventuali commissioni, il Deposito Supersmart Premium genera interessi lordi pari a 1.625 euro. Dopo l’applicazione della ritenuta del 26%, il rendimento netto si riduce a circa 1.203 euro.

Un conto deposito tradizionale con un rendimento lordo del 3% produce invece circa 1.500 euro di interessi, pari a poco più di 1.110 euro netti.

Il confronto cambia quando si passa ai titoli di Stato. Un BTP con rendimento lordo del 2,65% genera su 50.000 euro un rendimento lordo teorico di circa 1.325 euro. Grazie alla tassazione agevolata del 12,5%, il rendimento netto teorico si colloca intorno a 1.159 euro. Il divario rispetto al Deposito Supersmart Premium è quindi molto più contenuto di quanto possa apparire osservando soltanto i tassi pubblicizzati.
A rendere ancora più interessante il confronto sono i dati dei singoli BTP.

Il BTP Fx 3,45% luglio 2027 quota circa 100,84. Il titolo offre un rendimento effettivo a scadenza del 2,65% lordo e del 2,21% netto. Il BTP Fx 2,10% agosto 2027, invece, quota circa 99,40. Anche in questo caso il rendimento effettivo lordo è pari al 2,65%, ma il rendimento netto sale al 2,38%.

A prima vista potrebbe sembrare più interessante il BTP con la cedola del 3,45%. In realtà accade l’opposto: pur distribuendo una cedola più bassa, il BTP con cedola del 2,10% offre oggi un rendimento netto superiore.

La spiegazione è semplice. Tutti i BTP vengono rimborsati dal Tesoro al valore nominale di 100 euro, indipendentemente dal prezzo al quale sono stati acquistati sul mercato. Acquistare il BTP Fx 2,10% agosto 2027 a 99,40 significa quindi comprarlo sotto la pari. Su un acquisto di 50.000 euro di valore nominale l’esborso iniziale sarebbe di circa 49.700 euro, ai quali si aggiungono il rateo maturato e gli eventuali costi di negoziazione. Alla scadenza, però, il rimborso sarà comunque pari a 50.000 euro.

Il BTP Fx 3,45% luglio 2027 presenta invece la situazione opposta. Quotando 100,84, viene acquistato sopra la pari. L’investitore sostiene quindi un esborso iniziale leggermente superiore rispetto al valore che riceverà alla scadenza, ma viene compensato da una cedola più elevata.

Anche il rateo evidenzia una differenza tra i due titoli. Sul BTP Fx 3,45% luglio 2027 il rateo lordo è pari a 1,57251, mentre sul BTP Fx 2,10% agosto 2027 è pari a 0,71354. Si tratta della quota di interessi già maturata che l’acquirente riconosce al venditore e che recupererà con la successiva cedola. Il rateo non modifica il rendimento finale dell’investimento, ma incide sull’importo necessario per acquistare il titolo.

Il rendimento lordo non basta per stabilire quale investimento convenga

Il confronto tra le principali alternative oggi disponibili mostra come il rendimento pubblicizzato rappresenti soltanto uno degli elementi da considerare. Il Deposito Supersmart Premium di Poste Italiane continua a collocarsi tra le offerte più interessanti per chi desidera impiegare la liquidità per circa un anno, grazie al rendimento lordo del 3,25%.

Allo stesso tempo, il confronto con i BTP dimostra che la diversa tassazione, il prezzo di acquisto e il rimborso a 100 euro possono ridurre sensibilmente il vantaggio iniziale dei depositi.
È proprio questa la sorpresa che emerge dai numeri: strumenti che sembrano molto distanti osservando i tassi lordi finiscono per offrire risultati economici molto più vicini quando si guarda al rendimento netto.

La fotografia del mercato racconta quindi una realtà meno scontata di quanto possano suggerire le sole percentuali. Quando si confrontano prodotti destinati alla gestione della liquidità, il rendimento netto e il funzionamento dello strumento meritano la stessa attenzione del tasso pubblicizzato.