Immaginiamo un capitale di medie-piccole dimensioni da impegnare sul reddito fisso a medio termine. Sul mercato le alternative non mancano, un discorso valevole sia sul fronte dei prodotti di investimento che dei servizi di consulenza. Ovviamente il nostro invito è di rivolgersi alla propria banca e/o gestore di fiducia per intavolare strategie di portafoglio mirate alle proprie esigenze.
Soffermiamoci a fare un’analisi e comparazione acritica sui principali, ma non unici, prodotti del reddito fisso più in voga tra i risparmiatori. Nel dettaglio, ecco quanto rendono 7.000 € in 60 mesi alle Poste o BTP, sul conto deposito o fondo monetario.
Vincolare un capitale di 7mila euro in banca per 60 mesi
Partiamo dagli istituti di credito e dai depositi a vincolo (alternativi a quelli liberi o semiliberi) offerti alla clientela. Sull’orizzonte a 5 anni abbiamo incontrato una sola banca online che offre ancora il 3,50% annuo lordo, il 2,59% al netto del 26% di ritenuta fiscale. Poi ci sono 70 € di imposta di bollo complessiva (su 7mila di capitale) da versare al Fisco nel quinquennio, frutto dello 0,2% annuo sul nominale depositato. Di contro non prevede spese di gestione, ma la funzionalità del conto deposito è riservata ai soli correntisti. Cioè bisogna prima aprire un c/c con l’istituto di credito in questione, con relativi costi e canoni di gestione, per accedere al suo conto deposito.
Su ipotetici 7mila euro il guadagno netto sarebbe sui 837 € complessivi accreditati secondo la periodicità prevista dalla banca. La stessa, inoltre, non apre allo svincolo anticipato del capitale, il che vuol dire che prima dei 5 anni i soldi iniziali sono 100% indisponibili.
Concludendo, i pro sono l’assenza dei costi di gestione, la garanzia FITD fino a 100mila €, la facilità di comprensione del prodotto, il buon tasso annuo lordo. Di contro presuppone l’apertura di un nuovo c/c con associati costi e tasse di tenuta, e il capitale è indisponibile, da dimenticare fino a scadenza.
Andando oltre questa singola offerta, vi sono più istituti di credito che offrono sul 3% annuo lordo sui loro prodotti, con condizioni da valutare caso per caso.
Il BTP con la garanzia dello Stato
Sul fronte obbligazionario le alternative aumentano a dismisura data la molteplicità di emittenti che coprono l’asset. Per semplicità consideriamo l’obbligazione targata MEF, senza rischi di cambio e con garanzia dello Stato Italiano sul capitale. Un altro vantaggio è che l’aliquota fiscale su interessi (e capital gain) è del 12,50% e non del 26%. Di contro prevede spese bancarie, cioè la commissione di compravendita più l’eventuale dossier titoli se oneroso, e la gran parte lo è.
Il BTP Fx 3.5% Feb31 con identificativo ISIN IT0005580094 oggi rende meno del tasso cedolare annuo. Al prezzo di mercato di 103,44 il rendimento effettivo a scadenza è sceso al 2,78% lordo (2,35% netto; dati: Borsa Italiana). Ancora, da aprile ’25 ad oggi il bond viaggia in area 102,75-104, mentre a marzo ’25 scese a 100,5 circa.
Morale, al momento i “bei rendimenti” del titolo sono andati, con i ritorni sgonfiati rispetto ai massimi del recente passato. Tuttavia, secondo i gestori patrimoniali restano un buon parcheggio di medio termine a rischio contenuto (duration modificata del BTP Fx 3.5% Feb31: 4,51). Ancora, offre piena libertà di ingresso e di uscita del capitale anche prima della scadenza, il che è un pro. L’importante è tenere a mente che il prezzo di rivendita sarà quello di mercato al tempo della liquidazione, mentre a naturale scadenza (15/02/’31) il Tesoro lo rimborserà a 100.
Investire sul buono fruttifero
Sul fronte del risparmio postale, invece, ecco la novità dal 10/11/’25 del buono a Cedola di durata quinquennale, serie TC005A251110. Rispetto agli altri buoni qui gli interessi sono corrisposti tramite cedole semestrali accreditate direttamente sul conto di regolamento. Il taglio minimo è di 1.000 € (al pari dei BTP) incrementabile per multipli di 50 €, e non prevede spese di gestione, né dossier titoli. L’aliquota sugli interessi è al 12,50% mentre l’imposta di bollo è applicata nei casi, tempi e modi di Legge. Un altro pro è che l’emittente ne ammette il rimborso anticipato in qualsiasi momento, e che non vi è mai rischio di mercato, cioè di un rimborso sotto cento.
Tutti questi pro si scontrano tuttavia con l’esiguità dei rendimenti, di cui quello annuo lordo a scadenza è dell’1,59%. Non solo, ma le cedole più ricche arrivano solo alla fine, per cui un eventuale riscatto anticipato ne comprime il potenziale ritorno. Su 7mila € tenuti fino al termine, il totale cedole corrisposte nel lustro è di quasi 490 € (fonte: Poste Italiane) al netto della sola ritenuta fiscale.
Quanto rendono 7.000 € in 60 mesi alle Poste o BTP, sul conto deposito o fondo monetario
Chiudiamo con l’ETF monetario, che tuttavia va inteso più come alternativa diretta alla liquidità pura infruttifera sul c/c. Questi fondi passivi legano il loro ritorno al trend del tasso overnight, quel tasso d’interesse applicato alle banche nello spazio di una notte. Se il sottostante dell’ETF è composto prevalentemente da bond sovrani allora la ritenuta è del 12,5%, altrimenti del 26% come per i conti deposito.
Tuttavia, sotto più aspetti sarebbe meglio intenderlo come un prodotto “residuale” sull’orizzonte a 5 anni. Cioè considerato che un lustro non è come investire per 5 o 10 o 15 mesi, sarebbe meglio gestire un capitale su prodotti più redditizi e sfruttare il tempo, invece di “attendere il tempo”.
Detto ciò vediamo quanto hanno reso nell’ultimo lustro solo i primi 5 ETF (in ordine di massa gestita) con almeno 5 anni di storico. Sul portale JustETF incontriamo:
- +9,03% sull’Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap UCITS ETF 1C, ISIN LU0290358497 e data lancio 25 maggio 2007;
- +10,01% sull’Amundi Smart Overnight Return UCITS ETF Acc, matricola LU1190417599 e data lancio al 2 marzo 2015;
- +8,61% sull’Amundi EUR Overnight Return UCITS ETF Acc, data lancio 13 settembre 2007 e ISIN FR0010510800;
- +9,05% sull’Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap UCITS ETF 1D, identificativo ISIN LU0335044896 e lancio all’11 marzo 2008;
- invece l’iShares EUR Cash UCITS ETF EUR (Acc) ha notevole massa gestita ma non ha i 5 anni di storico, essendo nato il 21 novembre 2024;
- +7,61% sull’Amundi Euro Government Bond 0-6 M UCITS ETF Acc, data lancio 22 giugno 2009 e ISIN FR0010754200.