Quanto rende investire €100 al mese a giugno 2026?

Claudia Cervi

10 Giugno 2026 - 16:49

Con il rialzo dei tassi in arrivo, investire €100 al mese può portare a risultati molto diversi rispetto al passato. Ecco cosa scegliere tra ETF, BTP, Buoni Fruttiferi Postali e Conti Deposito.

Quanto rende investire €100 al mese a giugno 2026?

La BCE si prepara ad alzare i tassi per la prima volta da settembre 2023. Una stretta di 25 punti base che porterà il tasso sui depositi al 2,25%.

Da settimane se ne parla e i prezzi hanno già incorporato la notizia, ma chi vuole iniziare a investire 100 euro al mese proprio adesso potrebbe avere dei dubbi sul timing d’ingresso.

Chi ha investito negli ultimi tre anni in un PAC azionario ha visto numeri spettacolari. L’ETF su S&P 500 ha guadagnato il 71% in tre anni, circa il 24% di media annua. Quello sul Nasdaq ha reso in media il 30% l’anno. Sono performance difficilmente ripetibili, specie con i mercati sui massimi assoluti. E a giugno 2026, con le condizioni che stanno cambiando, questo è particolarmente vero.

L’ipotesi di un rialzo tassi rimette in discussione quale strumento sia davvero efficace per investire 100 euro al mese.

Investire 100 euro in un PAC azionario, perché non è il momento migliore

Il PAC azionario è uno degli strumenti più efficaci per investire gradualmente, anche con 100 euro al mese. Permette di ridurre il rischio di investire tutto in un unico momento e sfrutta l’interesse composto.

Ma comprare un ETF azionario oggi, con i mercati sui massimi storici e tassi in crescita, significa accettare volatilità al ribasso a breve termine.

Non è detto che ci sia una correzione significativa, ma è molto probabile che accada, domani o tra qualche mese. Mercati che salgono il 20% all’anno non reggono quando le banche centrali stringono il credito.

Il rendimento medio annualizzato degli ETF su S&P 500 è il 10%-11% (storicamente). A giugno 2026, entrare sui massimi con tassi in salita e aspettarsi lo stesso rendimento è illusione. Chi inizia oggi a investire in un PAC potrebbe dover aspettare almeno il 2027-2028 prima di vedere un rendimento positivo.

PAC obbligazionario, l’opportunità che pochi vedono

Investire 100 euro al mese in un ETF obbligazionario a partire da giugno 2026, mentre i tassi salgono, potrebbe invece essere un’opportunità interessante.

Quando i tassi salgono, chi possiede obbligazioni con cedola al 2% si trova una perdita in portafoglio. Accade perché sul mercato i nuovi bond rendono il 3%. Per chi versa 100 euro al mese in un PAC obbligazionario, però, quella perdita diventa un’opportunità. Ogni versamento permette di comprare quote a un prezzo più basso perché, nel frattempo, il fondo sostituisce le vecchie obbligazioni (emesse quando i tassi erano al 2%) con nuove (che offrono il 3%, 3,5%). Di conseguenza, il rendimento medio del portafoglio sale.

Questo effetto è particolarmente marcato su titoli con scadenza compresa tra 5 e 7 anni: all’inizio soffrono di più quando i tassi salgono, ma per chi versa ogni mese significa comprare molte quote a sconto e assicurarsi un rendimento futuro migliore.

Per fare un esempio, se oggi il prezzo di una quota di ETF è di 10 euro, a luglio, dopo il rialzo dei tassi, potrebbe scendere a 9,80 euro. Con 100 euro compri 10,2 quote invece di 10. Se a settembre i tassi salgono ancora, le quote scendono e con 100 euro compri ancora a sconto, abbassando il costo medio nel tempo.

Sebbene il rendimento sia inferiore a quello dell’azionario, questa strategia permette di sfruttare una fase di rialzo dei tassi.

Investire 100 euro al mese in un conto deposito

Molti potrebbero pensare che convenga aspettare il rialzo dei tassi per aprire un conto deposito.

Oggi un conto deposito offre fino al 4% lordo. Dopo il rialzo BCE, le banche potrebbero alzare ulteriormente i tassi nei mesi successivi. In realtà, già nelle ultime settimane i rendimenti offerti sono saliti. Dunque questo meccanismo potrebbe non essere così lineare come ci si aspetta.

In attesa di un rialzo dei rendimenti, però, il denaro rimane bloccato sul conto corrente, eroso dall’inflazione al 3,2%.

Su 50.000 euro investiti oggi al 4% lordo (2,96% netto), il guadagno è di circa 1.380 euro. Se si aspetta un anno per avere il 4,5%, il guadagno è zero. Dal secondo anno si potrebbe spuntare un rendimento del 4,5%, ma nel frattempo l’inflazione ha bruciato 1.600 euro.

Con 100 euro al mese funziona allo stesso modo. Investire oggi al 3%-4% paga un rendimento costante. Aspettare tre mesi per avere lo 0,5%-1% in più significa perdere interessi.

Investendo 100 euro al mese con un rendimento lordo medio del 3%, il capitale finale potrebbe essere:

Orizzonte Capitale versato Capitale stimato netto
5 anni €6.000 circa €6.400
10 anni €12.000 circa €13.700
15 anni €18.000 circa €21.800

Quanto rende investire 100 euro al mese in Buoni Fruttiferi Postali

I Buoni Fruttiferi Postali sono la scelta più conservativa. Con il capitale garantito dallo Stato italiano e una tassazione agevolata al 12,5% non riservano sorprese.

Nel 2026 i rendimenti sono più bassi rispetto ai picchi visti durante la fase di rialzo dei tassi, ma la tassazione agevolata al 12,5% resta uno dei principali vantaggi rispetto a molti altri strumenti finanziari.

Con un rendimento medio lordo intorno al 2,5%, investendo 100 euro al mese si potrebbe ottenere:

Orizzonte Capitale versato Capitale stimato netto
5 anni €6.000 circa €6.300
10 anni €12.000 circa €13.400
15 anni €18.000 circa €21.000

Se l’inflazione rimane sopra il 2% per molti anni, il rendimento reale è negativo: guadagni meno di quanto l’inflazione sottrae. Se accumuli 100 euro al mese per 15 anni, arriverai a circa 21.000 euro. Ma se l’inflazione è stata mediamente 3,2% l’anno, quei 21.000 euro nel 2041 varranno come 15.000 euro di oggi.

Conviene investire 100 euro al mese nel 2026?

Investire 100 euro al mese non cambia la vita nel giro di pochi anni. Sul lungo periodo, però, può fare molta differenza.

Nel 2026 il punto centrale non è tanto trovare il rendimento più alto, ma capire quale livello di rischio si è davvero disposti a sopportare. Perché le fasi di forte volatilità, dopo anni relativamente facili per i mercati, sono tornate molto più frequenti.

ETF azionari e PAC restano le soluzioni con il potenziale di crescita maggiore, ma a giugno, con i mercati sui massimi con tassi in salita, il timing non è ideale. Però rimane razionale se l’orizzonte è lungo. Giugno potrebbe invece essere il momento migliore per iniziare a investire in PAC obbligazionari.

Conti deposito e Buoni Fruttiferi Postali offrono invece più stabilità, ma spesso faticano a proteggere davvero il potere d’acquisto.

Una soluzione potrebbe essere quella di combinare strumenti diversi, costruendo portafogli più equilibrati anche partendo da somme piccole come 100 euro al mese.

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