Quanto potrebbero rendere 1.000 € sul nuovo BTP Valore?

Stefano Vozza

20 Febbraio 2026 - 12:20

Investire o no nel nuovo titolo di Stato di Stato con cedole crescenti durante i 6 anni di investimento complessivo?

Quanto potrebbero rendere 1.000 € sul nuovo BTP Valore?

Venerdì 27 conosceremo i tassi cedolari minimi garantiti che si potranno guadagnare sul neo Valore 2032. A quel punto tutti i dati saranno noti per fare confronti, valutazioni e giungere a decisione: comprare o declinare l’offerta MEF?
Non spetta a noi dire se sì o no, anche perché “investire” è un verbo complesso che si porta dietro una marea di considerazioni. Di contro possiamo provare a fare dei ragionamenti a voce alta sulla base di scenari ipotetici. Ad esempio quanto guadagno se compro € 1.000 di BTP Valore marzo 2026 a interessi fissi e costanti?

I punti chiave del neo BTP Valore 2032

La prima cosa da sapere è che si tratta di un prodotto finanziario con cui lo Stato propone un debito ai risparmiatori a certe condizioni, di cui due in particolare:

  • la garanzia del capitale nominale sottoscritto è solo a scadenza e non prima (rischio mercato), e sempre che il debitore (lo Stato Italiano, appunto) non fallisca;
  • nel frattempo l’emittente s’impegna a riconoscere un tasso di interesse noto a priori che svelerà venerdì 27 in tarda mattinata. Nella stessa giornata si conoscerà anche l’ISIN speciale che darà diritto al premio fedeltà finale.

Al pari di altre emissioni retail, il BTP è rivolto espressamente a investitori individuali, cioè famiglie e persone fisiche. Il collocamento avverrà da lunedì 2 a venerdì 6 marzo (salvo chiusura anticipata), non prevede aste di riparto e tutta la domanda sarà soddisfatta. La data di regolamento e godimento sarà il 10/03/’26, avrà una durata di 6 anni per cui scadrà il 10/03/’32. I sei anni, in particolare, sono divisi in 3 step, in 3 bienni ad ognuno dei quali sarà accostato un interesse annuo. In pratica è lo stesso meccanismo dei buoni fruttiferi postali di medio-lungo termine.

Le condizioni economiche di questo titolo di Stato a 6 anni

Ad oggi sono proprio i tassi ufficiali effettivi l’incognita del prodotto ma questione di giorni e si sapranno. Sulla base del contesto attuale del mercato obbligazionario, immaginiamo noi delle possibili cedole e facciamo due calcoli.
Oggi il rendimento effettivo a scadenza del BTP pari vita residua è del 2,81%, e si tratta del Tf 1,65% (cedola fissa e non step-up) scadenza 01/03/’32. Per cui il coupon medio ponderato del neo Valore ‘32 dovrà garantire almeno un rendimento pari. In verità ce lo attendiamo a premio rispetto al 2,81% dato l’obiettivo MEF di tenere alta la domanda del titolo. Usiamo la fantasia e immaginiamoli pari a:

  • 2,35% lordo annuo per il 1° e 2°, cioè il 2,056% al netto dell’imposta sostitutiva al 12,50%;
  • 2,85% p.a. nel 2° biennio (netto annuo: 2,493%);
  • 3,35% lordo nel 5° e 6°, ultimo anno di vita (2,931% netto).

A scadenza, e solo per i titolari del codice ISIN di collocamento, arriverà anche lo 0,8% di premio fedeltà finale (0,7% netto), ed è l’unico dato certo, sicuro, ufficiale MEF. In questa sequenza immaginaria la cedola ponderata anche di premio fedeltà sarebbe del 2,983% annuo lordo, non male. Abbiamo peccato in eccesso? È probabile, ma ripetiamo che si tratta solo di nostre ipotesi e niente più, dato che il MEF non ha comunicato a nessuno i tassi cedolari minimi garantiti.

Quanto guadagno se compro € 1.000 di BTP Valore marzo 2026 a interessi fissi e costanti?

In questo scenario immaginario 1.000 € di capitale renderebbero 20,56 € netti (di sola ritenuta fiscale) l’anno nel 1° e 2°, 24,93 €/anno nel 3° e 4° e 29,31 €/anno nel 5° e 6°. In totale, un monte cedole di 149,60 € a cui poi si sommerebbero i 7 € di extra bonus conclusivo.

Come si evince non sono ritorni da urlo, ma neanche da scartare se l’alternativa dovesse essere l’immobilismo infruttifero. Sui c/c i rendimenti attesi sono prossimi allo 0,00%, a cui si sommano le spese di gestione bancaria e la perdita da inflazione. Sulla liquidità giacente sul libretto di risparmio l’emittente riconosce interessi attivi solo nella misura in cui si attivano accantonamenti (in genere a 1 anno). Ad ogni modo i guadagni sarebbero inferiori a quelli del BTP Valore e giungerebbero tutti alla fine, mentre sul Valore la liquidazione è trimestrale.

Tradotto, una piccola fonte di rendita passiva ma a fronte di un rischio che il libretto non ha, quello di mercato. Da emissione a scadenza i corsi del BTP fluttueranno, per cui in caso di liquidazione anticipata potrebbe capitare di venderlo in guadagno come in perdita in conto capitale. Un rischio che, a onor del vero, scemerà (che non vuol dire: scomparirà) con gli anni, man mano si avvicinerà il rimborso e saliranno i tassi nominali annui.