Quanti soldi perde l’Italia non qualificandosi ai mondiali 2026?

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1 Aprile 2026 - 09:50

Alla fine è andata ancora così, per la terza volta consecutiva: l’Italia non parteciperà ai mondiali 2026. Ecco le enormi conseguenze economiche della mancata qualificazione

Quanti soldi perde l’Italia non qualificandosi ai mondiali 2026?

Per la terza volta consecutiva l’Italia dice addio ai mondiali di calcio ancor prima di iniziare la competizione. Dopo Svezia (nel 2018) e Macedonia del Nord (nel 2022), stavolta è toccato alla Bosnia il ruolo di giudice degli azzurri. A Zenica, la nazionale guidata dal CT Gennaro Gattuso esce a testa bassissima, dopo una partita improponibile sotto tutti gli aspetti, contro un avversario nettamente inferiore sulla carta ma che invece si è rivelato uno scoglio insormontabile in campo.

Una debacle sportiva che non ha precedenti dalle nostre parti e che, a dire il vero, non ha precedenti nemmeno a livello globale per le nazionali reputate big. L’Italia, va detto, non è più una big del calcio, né a livello nazionale né di club. E la presa di coscienza (vera) di questa realtà potrebbe essere il primo passo della ripartenza. Sempre che qualcosa cambi.

Ma alla debacle sportiva se ne aggiunge anche un’altra prettamente economica. Non qualificandosi, tutto il movimento calcistico nostrano accuserà il colpo dei soldi persi. Dalle competizioni, certamente, ma anche dagli sponsor e dalle attività di contorno (marketing, investimenti, immagine etc etc) che, per un calcio in crisi come il nostro, rappresentano un’ancora di salvataggio. Proviamo a fare un punto della situazione.

Italia fuori dai mondiali: ecco il montepremi che va in fumo in una notte

Pochi giorni fa avevamo scritto che “un’altra mancata qualificazione sarebbe devastante per l’intero panorama calcistico nazionale”. Devastante per il morale, per l’ambiente e anche per la nostra tradizione calciofila, che vede oramai tantissimi bambini e ragazzi che non sanno cosa sia un mondiale di calcio. Ora che l’eliminazione è realtà, possiamo tranquillamente dire che non disputare i mondiali è la più tragica delle ipotesi per la nazionale italiana, non solo perché l’ambiente - ancora di più stavolta - faticherà a digerire il terzo mondiale consecutivo a casa. Poi ci sono i mancati introiti per il movimento calcio.

I primi a venire meno sono quelli che la FIFA eroga alle nazionali partecipanti al mondiale. Per l’edizione 2026 sono stati ufficializzati premi record: il montepremi complessivo sarà di 655 milioni di dollari distribuiti tra le 48 squadre. La mancata qualificazione significa quindi rinunciare ad almeno 10,5 milioni di dollari garantiti (1,5 milioni per i costi di preparazione più almeno 9 milioni per la partecipazione). In ogni caso, tutti i prize money sono stati rivisti verso l’alto rispetto al mondiale già faraonico del 2022. Nel dettaglio, i premi previsti sono i seguenti:

  • Eliminazione ai gironi (33°-48° posto): 9 milioni di dollari
  • Sedicesimi di finale (17°-32° posto): 11 milioni di dollari
  • Ottavi di finale (9°-16° posto): 15 milioni di dollari
  • Quarti di finale (5°-8° posto): 19 milioni di dollari
  • Quarto posto: 27 milioni di dollari
  • Terzo posto: 29 milioni di dollari
  • Finalista: 33 milioni di dollari
  • Campione: 50 milioni di dollari
  • Bonus preparazione (tutte le qualificate): 1,5 milioni di dollari

Altro tema riguarda i ricavi commerciali. In alcuni contratti di sponsorizzazione sono inseriti malus e clausole di way-out in caso di mancata qualificazione, sinonimo di vetrina internazionale nulla. Di conseguenza verranno meno gli introiti dagli sponsor, a cui va aggiunto il mancato incasso di altri sponsor che potrebbero sottoscrivere accordi in caso di qualificazione. Ci sono poi gli accordi con le emittenti televisive per i diritti, anche quelli verrebbero meno.

Stando alle stime della Gazzetta delle Sport, tutto l’indotto (campo ed extra campo) porta a una perdita tangibile di almeno 30 milioni di euro, più del 22% del fatturato FIGC attribuibile alla nazionale (dati 2024). Un’enormità.

E poi c’è l’effetto anch’esso reale ma indiretto su attività commerciali come bar, pub, ristoranti, pizzerie. Tutte attività che quando ci sono i mondiali si organizzano per trasmettere le partite degli azzurri.

La mancata partecipazione dell’Italia incide per quasi il 7% sugli incassi. Meno incassi significa anche meno tasse e meno gettito all’Erario. Insomma, la mancata qualificazione ha già fatto partire la macchina delle pesanti conseguenze, non solo a livello sportivo.

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