Quanto guadagna Banksy, ecco quanti soldi ha Robin Cunningham

Ilena D’Errico

16 Marzo 2026 - 18:53

Sembra che sia stata svelata l’identità di Banksy, un certo Robin Cunningham, ma i misteri restano tanti. Proviamo però a capire quanto guadagna e quanti soldi ha accumulato.

Quanto guadagna Banksy, ecco quanti soldi ha Robin Cunningham

Dopo anni di mistero è stata svelata l’identità di Banksy o almeno così sembrerebbe dalla lunga e meticolosa inchiesta di Reuters. Secondo l’agenzia britannica lo street artist conosciuto in tutto il mondo sarebbe un certo Robin Cunningham, nato nel 1973 a Bristol. La scoperta ha di fatto una portata minore di quella che si potrebbe credere, atteso che aggiunge poche informazioni all’identità dell’artista, come appunto il nome di battesimo e il luogo di nascita.

Sembra infatti che Robin Cunningham abbia cambiato nome in questi anni, scegliendo niente di meno che David Jones, non solo il nome di nascita di David Bowie ma anche uno dei più comuni nel Regno Unito. Resta un ago in mezzo a un pagliaio, per quanto il nuovo reportage aggiunga vari elementi dei suoi trascorsi (un premio per i fumetti disegnati vinto alla Bristol Cathedral School, un arresto nel 2000…) al vero nome di Banksy, che era stato ipotizzato quasi vent’anni fa da The mail on Sunday.

Questi nuovi pezzi del puzzle possono sicuramente creare una traccia da seguire e far conoscere meglio il popolare artista, ma non incontrano il favore dei suoi legali. Secondo l’avvocato di Banksy, Mark Stephens, l’anonimato deve essere preservato per il beneficio dell’artista e della collettività, come forma di tutela verso gli interessi sociali difesi dalla sua arte. L’agenzia di stampa britannica ritiene invece che proprio in vista dell’influenza sociale e politica sarebbe opportuna più trasparenza, ma al momento sono solo aumentati i nomi coperti dalle ombre.

Così, mancano ancora dati certi per rispondere a un’altra forte curiosità riguardante l’artista, ossia quanto guadagna Banksy. Possiamo provare a ipotizzarlo, proprio grazie alla notorietà che lo circonda.

Quanto e come guadagna Banksy

Banksy, come e più di ogni altro artista, ha sicuramente fonti di entrata economica molto diversificate. Non ha un vero e proprio stipendio, ma molte attività remunerative, spesso intrecciate tra loro. Proprio in virtù del mistero che avvolge la sua figura non sappiamo se tale Robin Cunningham, ora David Jones, svolga una seconda professione o abbia delle attività ulteriori rispetto a quella artistica. Non sarebbe assurdo, considerando che Banksy tiene volutamente l’offerta dei suoi pezzi molto limitata e potrebbe quantomeno avere il tempo di dedicarsi ad altro, magari proprio a livello sociale. Allo stesso tempo, la protezione dell’anonimato e le cifre derivate dall’arte sembrano suggerire che non abbia altri impegni professionali su pianta stabile. Di sicuro non gli servirebbero, considerando che le sue opere ricevono valutazioni milionarie.

La bambina con il palloncino, a mani basse l’opera più famosa di Banksy (Love is in the Bin) è stata rivenduta nel 2021 a 22 milioni di euro, mentre Game changer (dedicata agli operatori sanitari) è stata venduta a 19,4 milioni di euro. Siamo intorno a una media di 12 milioni di euro anche per Sunflowers from Petrol Station, Devolved Parliament e Love is in the Air. Se queste sono le cifre delle opere più famose di Banksy è del tutto logico che le altre tele originali abbiano un valore tra 3 e 6,5 milioni di euro, comunque molto elevato. La valutazione delle stampe firmate, invece, è più contenuta, oscillando tra 40.000 e 80.000 euro l’una.

Game changer Game changer Banksy, 2020

Non bisogna però fare l’errore di sommare questi numeri da capogiro per stimare il patrimonio di Robin Cunningham. Sappiamo infatti che l’artista, coerentemente con il proprio impegno sociale, dona in beneficenza la maggior parte dei propri guadagni. Cambiamento climatico, rifugiati di guerra e ospedali sono solo alcuni dei temi che hanno beneficiato del ricavato delle opere di Banksy, senza contare che - come dichiarato dallo stesso street artist - non ha controllo sulla vendita e sui ricavi delle opere.

La maggior parte di loro viene realizzata sui muri pubblici, pertanto quando vengono rimosse per la vendita (ora che è così famoso praticamente sempre) non è neanche facile gestire la questione. Banksy, quantomeno, non crea problemi rivendicando la paternità delle opere, visto che ne critica aspramente anche il commercio. Resta comunque assai difficile pensare che l’artista conduca una vita frugale, visti gli altri canali di guadagno. Ci sono le opere su commissione, che prevedono senza dubbio un pagamento importante e l’amatissimo merchandising con il negozio online.

C’è poi da considerare che una massiccia fetta di beneficenza viene effettuata direttamente con le installazioni artistiche, come quella apparsa al Walled Off Hotel di Betlemme. Contando quindi che ha donato decine di milioni di euro, una stima ribassata tenendo conto dei dati ufficiali, ha senso ipotizzare che il suo patrimonio si aggiri almeno intorno al milione di euro.

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