Quanto guadagna Gianluigi Buffon: ottimo portiere ma pessimo imprenditore?

Un campione tra i pali, meno lungimirante come imprenditore: dalla Zucchi fino alla Carrarese e agli stipendi incassati durante la sua attività, le cifre riguardanti i guadagni di Gianluigi Buffon.

Quanto guadagna Gianluigi Buffon: ottimo portiere ma pessimo imprenditore?

Gianluigi Buffon è da sempre considerato uno dei migliori portieri della storia del calcio mondiale. Anche se all’appello manca la Champions League, per il resto il figlio d’arte ha vinto tutto nella sua carriera che ancora va avanti nonostante le 41 candeline spente lo scorso gennaio.

Dopo la separazione con il PSG, l’avventura Oltralpe è durata solo un anno dove comunque ha vinto la Ligue 1, adesso Buffon è pronto a tornare a vestire la maglia della Juventus nella speranza di poter battere il record di presenze in Serie A, gli mancano 8 partite per superare Paolo Maldini, oltre che lanciare un nuovo assalto alla Champions.

Se nella sua lunga carriera ha portato a casa lauti guadagni visti gli stipendi milionari incassati negli anni, oltre ai soldi derivanti dalle sponsorizzazioni, come imprenditore però la sua attività è molto meno brillante con una serie di insuccessi che gli sono costati parecchi milioni di euro.

Dalla storica società tessile Zucchi alla squadra di calcio della Carrarese, passando poi anche per una serie di società operanti nel settore immobiliare, negli affari extra-calcistici Gianluigi Buffon ha inanellato una serie di delusioni.

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Gli stipendi di Gianluigi Buffon

Dopo i rumors delle ultime settimane, Gianluigi Buffon è ora ufficialmente tornato alla Juventus: per lui adesso c’è uno stipendio da 1,5 milioni più bonus, oltre alla scrivania da dirigente una volta appesi i guantoni al chiodo.

L’esperienza in Francia, tra alti e bassi, è durata quindi soltanto un anno per il portiere. Oltre alla sempre gradevole atmosfera parigina, Buffon ha goduto anche di un assegno da 5 milioni per la sua stagione passata al PSG.

Prima del suo addio ai bianconeri nell’estate del 2018, il portiere alla Juventus guadagnava 4,5 milioni netti a stagione mentre, in precedenza al rinnovo del 2016, prendeva invece 4 milioni.

In passato però Gianluigi Buffon è stato anche il giocatore più pagato della nostra Serie A. Nel 2012 per esempio, a pari merito con Daniele De Rossi e Wesley Sneijder, percepiva dalla Juventus uno stipendio da 6 milioni netti.

Negli anni inoltre è stato, oppure è tuttora, testimonial di diverse aziende: dalle patatine alle acque minerali, passando anche per il poker online, i veicoli commerciali e gli shampoo giusto per citarne alcuni.

Gli investimenti

Nel mondo del calcio esistono una lunga serie di regole non scritte. Una di queste ricorda agli atleti di cercare di investire in maniera oculata i soldi guadagnati, visto che la carriera media di un giocatore ha una durata di circa 15 anni.

Appese le scarpette al proverbiale chiodo, il calciatore si trova di fronte al doversi mettere in gioco nel mondo lavorativo. Sono in tanti quelli che comunque rimangono a gravitare nel mondo del pallone, diventando allenatori, dirigenti oppure opinionisti.

Altri invece preferiscono occuparsi delle aziende e delle attività che nel frattempo hanno tirato su mentre erano ancora in attività. Tra pizzerie, ristoranti, tabaccherie, locali e scuole calcio, è ampio il ventaglio degli esercizi gestiti da ex calciatori.

Gianluigi Buffon è uno di quei campioni di cui si parlerà anche fra cento anni. Dopo aver vinto praticamente tutto con le maglie della Juventus e della Nazionale, manca però la ciliegina della Champions League, per lui con il ritorno in bianconero si parla già di un futuro da dirigente con la Vecchia Signora.

Nonostante questo, Buffon negli ultimi anni ha cercato anche di entrare nel mondo dell’imprenditoria, cimentandosi in una serie di investimenti che però con il tempo non hanno dato i risultati sperati.

Tutto iniziò con la famosa e storica azienda tessile Zucchi, con il portiere che nel 2009 acquista il 2% delle azioni per una cifra che dovrebbe essere stata di poco superiore ai 350.000 euro.

Attraverso la sua finanziaria, la Gb Holding srl, Buffon dopo un anno arriva a possedere il 10% delle azioni. A seguito di una serie di ricapitalizzazioni dove il numero uno della Juventus mette pesantemente mano al portafoglio, arriva ad acquisire il pacchetto di maggioranza con il 56,3% delle quote societarie in suo possesso.

Le cose però per la Zucchi non vanno per il meglio, così quando nel 2016 Buffon esce di scena cedendo il controllo alla finanziaria francese Astrance Capita, si stima che nell’azienda tessile il portiere abbia negli anni perso circa 25 milioni.

Oltre all’esperienza poco felice con la Zucchi, la Gb Holding srl è tuttora attiva anche nel settore immobiliare. In partecipazione spesso con i familiari, Buffon ha anche il 20% della Gvg Immobiliare e della Suolo & Ambiente srl, oltre al 17% dell’Hotel Stella della Versilia a Marina di Massa.

Anche qui però i bilanci in rosso sono spesso stati ripianati con assegni staccati da Buffon, tanto che nel bilancio 2015 la Gb Holding srl ha fatto segnare un rosso di 8,8 milioni, in gran parte dovuto alla svalutazione delle azioni Zucchi.

La vicenda Carrarese

Oltre che nel tessile e nell’immobiliare, Gianluigi Buffon ha anche investito nel calcio. Nel 2010 infatti, il portiere acquisisce il 30% delle quote della Carrarese, la squadra di calcio della sua città che milita in Lega Pro.

Nel 2012 poi Buffon assieme ai familiari diventa il proprietario unico della società di calcio. I bilanci però anche qui sono in perenne perdita e la gestione del club comincia a essere un costo difficilmente gestibile dal portiere.

Nel 2015 quindi Buffon cede il 70% delle azioni della Carrarese all’imprenditore edile romano Raffaele Tartaglia, tornando così ad essere il socio di minoranza. Dopo pochi mesi però, a novembre il nuovo presidente molla.

Nel marzo 2016 quindi il Tribunale di Massa non può far altro che dichiarare fallita la società, con una cordata di imprenditori locali che poi all’asta andranno a rilevare il titolo sportivo salvando la categoria.

Un’altra brutta pagina imprenditoriale quindi questa per Gianluigi Buffon, che negli ultimi anni in pratica spesso ha dovuto mettere mano al portafoglio per porre rimedio alle cospicue perdite delle società dove era socio.

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