Quanto costa una perizia immobiliare per far valutare casa?

Emanuele Di Baldo

21 Settembre 2026 - 17:02

Ci sono diversi fattori che incidono sul prezzo di una perizia immobiliare, tra stime e spese vive che bisogna sostenere. Ecco cosa sapere

Quanto costa una perizia immobiliare per far valutare casa?

Far valutare casa non ha un prezzo unico. Chi chiede un mutuo, chi deve dividere un’eredità o chi finisce in tribunale per una lite sul valore di un immobile ha bisogno di documenti diversi e, quindi, paga parcelle diverse. Per un appartamento standard si parte da circa 200-300 euro, ma si superano facilmente i 1.000 euro quando servono verifiche approfondite, un giuramento o un incarico del giudice.

E non è affatto una questione di nicchia. Secondo il Rapporto Immobiliare 2026 dell’Osservatorio del mercato immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, nel 2025 in Italia sono state compravendute 766.757 abitazioni (+6,4% sul 2024) e il 45,9% degli acquisti delle persone fisiche è passato da un mutuo ipotecario, cioè da una perizia bancaria. Nel secondo trimestre 2026 la quota è salita al 46,6%, proprio mentre la BCE tornava a stringere: il 10 settembre ha alzato i tassi di 25 punti base, portando quello sui depositi al 2,50%. Quando il credito costa di più, è normale che ogni voce di spesa possa risultare ancora più delicata nel computo totale. Ecco, allora, quanto costa davvero una perizia immobiliare.

Quanto costa una perizia immobiliare: le fasce di prezzo

Partiamo da un assunto: in Italia non esiste un tariffario unico. Il compenso del tecnico (geometra, architetto o ingegnere) si concorda liberamente, con l’unica eccezione delle consulenze disposte dal giudice. Le fasce di mercato, però, sono abbastanza coerenti. Una stima orientativa costa poco o nulla: quella dell’agenzia immobiliare è spesso gratuita o compresa nella provvigione se le si affida la vendita.

Una perizia privata con sopralluogo e relazione scritta su un appartamento standard si colloca in genere tra 300 e 600 euro, mentre per ville, immobili da ristrutturare, negozi o capannoni si può andare oltre i 1.000 euro. Occhio, poi, all’IVA al 22% e al contributo della cassa previdenziale del professionista, non sempre inclusi nella cifra annunciata.

Perizia per il mutuo: quanto costa e cosa rischia chi compra

È la perizia più diffusa. Il perito lo sceglie la banca e, per legge, deve essere competente e indipendente dal processo di commercializzazione del credito: lo prevede l’articolo 120-duodecies del Testo unico bancario, introdotto nel 2016 per recepire la direttiva europea sui mutui. Il prezzo lo fissa l’istituto: nelle simulazioni di MutuiOnline le spese di perizia oscillano tra 200 e 400 euro. Di norma le paga chi chiede il finanziamento, insieme alle spese di istruttoria, e rientrano nel TAEG, l’indicatore del costo complessivo del mutuo. Alcune banche le incassano già al sopralluogo: se la pratica poi salta, quei soldi potrebbero restare a carico del cliente. Fa eccezione la surroga del mutuo, dove la legge 40/2007 vieta di addebitare costi al mutuatario.

In realtà, però, il vero costo non è la parcella ma l’esito. La banca finanzia di solito fino all’80% del valore più basso tra prezzo e perizia. Se il perito valuta 230mila euro una casa comprata a 250mila, il mutuo massimo scende da 200mila a 184mila euro. Tanto per fare un esempio (ma molto realistico), si tratta di 16mila euro da coprire con risparmi propri, rinegoziando il prezzo o contestando la valutazione.

Perizia asseverata o giurata: le spese vive

Quando la relazione deve avere valore legale, per esempio in una successione, in una divisione tra eredi o in una causa, il tecnico la assevera con giuramento davanti al cancelliere di un ufficio giudiziario. Oltre alla parcella serve una marca da bollo da 16 euro ogni 4 facciate o 100 righe, verbale di giuramento compreso. Si aggiungono 0,52 euro per ogni allegato originale inserito dopo il verbale, come foto e disegni. Alcuni tribunali, come Palermo e Cagliari, chiedono anche 3,92 euro di diritti di certificazione. Numeri alla mano: 20 pagine più il verbale fanno 6 marche, cioè 96 euro di soli bolli. Si tratta, di fatto, di obblighi di legge molto salati, perché la mendace attestazione giurata espone il professionista al reato di falso.

Perizia CTU: tariffe ferme dal 2002 (ma forse ancora per poco)

Discorso a parte per la consulenza tecnica d’ufficio, disposta dal giudice. Qui il compenso segue il DM 30 maggio 2002. Per le stime immobiliari l’onorario è una percentuale calcolata per scaglioni sul valore stimato, con un minimo di 145,12 euro. Per un appartamento da 200mila euro, applicando gli scaglioni, si arriva a una forbice tra circa 850 e 1.700 euro, spese escluse. Come dividere il costo tra le parti lo decide il giudice.

Quelle tabelle, però, non sono mai state aggiornate. E pensare che l’articolo 54 del DPR 115/2002 prevede un adeguamento ISTAT ogni tre anni. Con la sentenza 14327/2026, pubblicata il 19 agosto, il TAR Lazio ha ordinato ai ministeri della Giustizia e dell’Economia di provvedere entro 120 giorni, pena l’intervento di un commissario ad acta. Il ricorso era stato presentato dall’Ordine degli ingegneri di Genova. Secondo i calcoli alla sua base, la rivalutazione potrebbe essere nell’ordine del 60%, ma resta una stima indicativa: il nuovo decreto è ancora all’esame del MEF.

Cosa fa salire (o scendere) il preventivo

Più dei metri quadrati pesa il lavoro necessario per arrivare a un valore difendibile. Pensiamo a un appartamento con documenti in ordine, molte compravendite comparabili in zona e una situazione urbanistica pulita. Richiede molto meno tempo di un immobile con difformità catastali, abusi da verificare, pertinenze o destinazioni d’uso particolari.

Contano anche la finalità, l’urgenza della consegna e le trasferte. Per un primo orientamento si possono consultare gratis le quotazioni OMI dell’Agenzia delle Entrate. Indicano però valori di larga massima e non sostituiscono la stima puntuale del singolo immobile.

Come leggere il preventivo del perito?

Prima di firmare l’incarico conviene chiedere un preventivo scritto che indichi:

  • il tipo di perizia: orientativa, privata, asseverata o bancaria;
  • le attività incluse, dal sopralluogo ai controlli catastali e urbanistici;
  • gli elaborati consegnati, con foto, planimetrie e calcoli;
  • le spese escluse: IVA, cassa previdenziale, bolli, trasferte, accessi agli atti;
  • i tempi di consegna, decisivi se c’è di mezzo un rogito o un’udienza.

Due preventivi molto distanti raramente includono lo stesso livello di analisi. La perizia, in ogni caso, va messa a budget insieme ai costi del rogito e dell’atto di mutuo. È solo una delle voci che determinano quanti soldi servono davvero per comprare casa.

FAQ, domande sui costi della perizia immobiliare

Quanto costa una perizia immobiliare per il mutuo?

  • In genere tra 200 e 400 euro, ma l’importo lo stabilisce ciascuna banca e va verificato nei documenti di trasparenza dell’offerta.

Chi paga la perizia?

  • Nel mutuo la paga di norma il richiedente, tranne in caso di surroga. Nelle perizie private la paga chi incarica il tecnico. Nella CTU la ripartizione la decide il giudice.

Le spese di perizia si possono detrarre?

  • Sì, se il mutuo serve all’acquisto dell’abitazione principale. Rientrano tra gli oneri accessori detraibili al 19% insieme agli interessi passivi, entro un tetto complessivo di 4.000 euro (circolare 13/E/2019 dell’Agenzia delle Entrate).

La valutazione online basta?

  • Come primo orientamento sì. Non sostituisce però una relazione tecnica quando servono sopralluogo, responsabilità professionale o un uso formale del documento.

Si può contestare la perizia della banca?

  • Sì. Si può presentare una richiesta formale di revisione, motivata con documenti aggiuntivi o con una perizia indipendente. In alternativa si può valutare un altro istituto.