Da gennaio 2026 è aumentato il costo della patente B, che non è uguale per tutti. Tra tasse, guide e oneri vari, i prezzi negli ultimi anni sono lievitati
La patente B è uno di quei traguardi che si aspettano con ansia, l’emblema del “grande passo” dopo i 18 anni (e in alcuni casi anche prima): più autonomia, più libertà e spesso anche più opportunità di lavoro. Ma nonostante l’entusiasmo, tanti giovani si fanno la domanda più concreta: quanto costa la patente B in Italia?
La risposta non è «una cifra sola»: il totale cambia in base a città e autoscuola, a quante guide ti servono davvero, a quanto sei preparato agli esami e perfino ai tempi con cui riesci a organizzarti.
E nel 2026 c’è una variabile in più da considerare: tra novembre 2025 e gennaio 2026 sono scattati una serie di rincari ufficiali che stanno già spostando verso l’alto il budget medio. Ecco, allora, la guida aggiornata alle voci di spesa da considerare e tutti i metodi disponibili ancora oggi per evitare costi inutili.
In breve: quanto costa fare la patente B nel 2026?
Prima di capire nel dettaglio come si strutturano i prezzi, è importante avere in mente un range realistico di “costi vivi”.
- Le spese fisse (visite più versamenti) si aggirano oggi sui 130-180 €, ma vanno tenute presenti almeno 20 € in più legati all’adeguamento dei diritti di Motorizzazione partito a gennaio 2026.
- Il percorso «risparmio» (teoria da privatista più pratica in autoscuola) resta spesso tra 700 e 900 €, se bastano poche guide extra.
- Il percorso più comune, con autoscuola e qualche ora di guida in più, oggi si colloca più realisticamente tra 850 e 1.250 €.
- Se servono molte guide o si ripete l’esame pratico, si può superare tranquillamente 1.350 €.
I prezzi restano indicativi e cambiano da zona a zona: il modo migliore per stimare il proprio totale è sommare i costi fissi a un numero realistico di ore di guida, considerando che proprio le ore obbligatorie sono al centro di una riforma ancora in fase di attuazione.
I costi burocratici e medici: le spese fisse per tutti
Prima di lezioni e quiz ci sono spese che non si possono evitare, sia che si scelga l’autoscuola sia che si parta da privatista. Il certificato anamnestico del medico di base, che attesta l’assenza di condizioni incompatibili con la guida, costa in genere 30-50 € come prestazione libero-professionale.
La visita medica per la patente, spesso chiamata «visita oculistica» perché il controllo della vista ne è la parte più visibile ma che in realtà valuta i requisiti psico-fisici complessivi, costa in media altri 30-50 €, più le foto tessera.
Sul fronte dei versamenti, oggi tutto passa dal sistema PagoPA tramite il Portale dell’Automobilista.
Tra la tariffa N067 per l’esame di teoria (circa 16 €), la N019 per il rilascio della patente (circa 42,90 €) e i diritti di Motorizzazione sul conto 4028 (16 €), il totale dei soli bollettini obbligatori si aggira tra 58 e 75 €.
A questi si può aggiungere la marca da bollo da 16 € dove richiesta. Il totale indicativo per aprire la pratica resta quindi attorno ai 130-180 €, come anticipato, ma da gennaio 2026 un decreto interministeriale ha adeguato proprio questi diritti di Motorizzazione: il risultato, secondo le stime circolate alla vigilia del provvedimento, è un aumento di almeno 20 € sul totale, con variazioni legate a città e tariffe applicate dalle singole autoscuole.
Autoscuola o privatista? Dove cambia davvero il totale
La differenza più grande nei costi della patente B è qui: non tanto nell’esame in sé, ma in come ci si prepara, e in chi gestisce la burocrazia.
Con l’autoscuola si paga un servizio «chiavi in mano»: pratiche, lezioni di teoria, supporto quiz e gestione delle prenotazioni. Il prezzo di iscrizione varia molto da città a città, ma spesso si colloca tra 300 e 500 €, e include gestione delle pratiche amministrative, lezioni di teoria in aula, simulazioni quiz e prenotazione/assistenza per l’esame teorico. È una buona scelta se manca il tempo per organizzarsi da soli, se serve un ritmo di studio «obbligato» o un aiuto costante.
Studiare da privatista significa preparare i quiz in autonomia, con manuale e app, e presentare di persona i documenti in Motorizzazione Civile. Le spese restano quelle di visite e versamenti, senza la quota teoria dell’autoscuola: il risparmio, quindi, è soprattutto sulla teoria, non sull’intero percorso.
Attenzione: una volta superata la teoria, anche chi sceglie la strada da privatista deve comunque appoggiarsi a un’autoscuola autorizzata per le ore di guida certificate, che restano obbligatorie per tutti.
Costi e procedura per la pratica: foglio rosa, guide ed esame su strada
È qui che molte persone sottostimano il budget: la pratica fa la differenza più di qualsiasi altra voce, e proprio su questo fronte sono arrivate le novità più importanti del 2026.
Il foglio rosa, l’autorizzazione che permette di esercitarsi alla guida prima dell’esame, resta valido per un anno, periodo durante il quale si hanno a disposizione tre tentativi per la prova pratica. In caso di tre bocciature consecutive entro l’anno, è possibile chiedere una proroga di altri dodici mesi con altri due tentativi; se anche questi falliscono, l’intero percorso riparte dall’esame di teoria, con relativa nuova spesa.
Sulle ore di guida obbligatorie il quadro è in piena transizione. Il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 294 del 17 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre 2025, porta le ore minime da 6 a 8, suddivise in quattro moduli sequenziali:
- il Modulo A (2 ore) dedicato a funzionamento del veicolo, sistemi ADAS e gestione delle emergenze;
- il Modulo B (3 ore) sulla guida urbana;
- il Modulo C (2 ore) su autostrade e strade extraurbane;
- il Modulo D (1 ora) sulla guida notturna.
Con il nuovo impianto, inoltre, le guide private con familiari o amici saranno consentite solo dopo aver completato l’intero ciclo in autoscuola e ottenuto una certificazione digitale tramite la piattaforma CED della Motorizzazione Civile, pena sanzioni che vanno da 430 a 1.731 €.
C’è però un punto fondamentale da chiarire: a oggi queste nuove regole non sono ancora pienamente operative ovunque. Quando il sistema entrerà a regime, però, l’impatto sui costi sarà concreto: con tariffe orarie che oscillano tra 35 e 60 € a seconda della zona, il passaggio da 6 a 8 ore comporta una spesa aggiuntiva stimata fino a 100-120 € solo per le lezioni obbligatorie. Per arrivare sereni all’esame, peraltro, molti candidati continuano comunque a fare 15-20 ore complessive: chi sa già di avere bisogno di più pratica può chiedere pacchetti di guide, che spesso abbassano il prezzo medio rispetto alla singola ora.
Il costo del mezzo durante l’esame per la patente B
Sul fronte dell’esame pratico, la gestione tramite autoscuola (prenotazione, uso dell’auto con doppi comandi, presenza dell’istruttore) costa in genere 100-150 €. Qui pesa anche un’altra novità: dal 1° novembre 2025 il compenso degli esaminatori, fermo da quasi quarant’anni, è stato rivisto. Non è più legato ai chilometri percorsi dal domicilio dell’esaminatore alla sede dell’esame, ma è diventato un rimborso fisso di 275 € per ogni sessione pratica, di cui 100 € di rimborso spese e 175 € di straordinario per ogni seduta da 6-7 candidati.
Ciò si traduce in un costo aggiuntivo per le autoscuole di circa 39-40 € per allievo, a cui si sommano le spese per veicolo, carburante e logistica: alla fine, l’aumento stimato a carico di ogni candidato è di circa 10-15 €. Se l’esame va male, ripeterlo comporta una nuova quota simile, più eventuali guide extra per colmare le lacune: la bocciatura resta uno dei modi più veloci per far salire il totale.
Le altre novità in arrivo: cosa cambierà ancora?
Oltre ai rincari già scattati, il quadro normativo si muove anche su un altro fronte, quello europeo. Il Parlamento europeo ha approvato la Direttiva (UE) 2025/2206, che introduce diversi cambiamenti destinati ad arrivare anche in Italia:
- la possibilità di conseguire la patente B già a 17 anni, ma sempre accompagnati da un maggiorenne fino al compimento dei 18;
- esami di guida più aggiornati, con domande dedicate ai rischi legati all’uso dello smartphone, agli angoli ciechi, ai moderni sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e alla tutela di pedoni e ciclisti;
- un periodo di prova di almeno due anni dopo il conseguimento, durante il quale le violazioni più gravi, dall’eccesso di velocità alla guida in stato di ebbrezza, saranno punite con sanzioni più severe.
Ogni Stato membro avrà tre anni di tempo per recepire la direttiva nel proprio ordinamento, più un ulteriore anno per renderla pienamente operativa. Per l’Italia questo significa che le novità, compresa la possibilità di prendere la patente già a 17 anni, difficilmente diventeranno realtà prima della fine del 2028 o dell’inizio del 2029.
Quanto costa la patente A2 avendo la B
Domanda frequente: quanto costa la patente A2 avendo già la B? In genere si spende meno rispetto a partire da zero, perché chi possiede già la patente B non deve ripetere l’esame di teoria. Restano da sostenere visite e versamenti, l’iscrizione all’esame pratico e le eventuali guide necessarie.
In molti casi, il totale in autoscuola rientra indicativamente tra 250 e 400 €, variabile in base a città, tariffe locali e numero di lezioni necessarie.
Da privatista, con un mezzo idoneo già a disposizione per l’esame, la spesa può scendere ulteriormente, ma dipende molto dalla situazione personale e dai requisiti richiesti.
5 mosse pratiche per spendere meno (senza tagliare sulla sicurezza)
- Se possibile, prepara la teoria da privatista: resta spesso il taglio di costi più efficace, soprattutto ora che le ore di guida obbligatorie sono destinate ad aumentare.
- Sfrutta davvero il foglio rosa una volta ottenuto: più pratica si fa nel rispetto delle regole, meno ore extra a pagamento serviranno dopo.
- Chiedi preventivi dettagliati a più autoscuole: nella stessa città possono esserci differenze importanti su iscrizione, guide e gestione dell’esame.
- Valuta i pacchetti guida, perché comprare «a blocchi» spesso conviene rispetto alla singola ora.
- Riduci il rischio bocciatura: preparazione e costanza costano sempre meno di un esame ripetuto, soprattutto ora che ogni sessione pesa di più anche sul portafoglio dell’autoscuola.