Patente per drone, quando è obbligatoria e quanto costa prenderla

Simone Micocci

30 Luglio 2026 - 14:11

Vuoi acquistare un drone ma prima vuoi informarti su quando è obbligatoria la patente e quanto costa prenderla? Ecco una guida utile.

Patente per drone, quando è obbligatoria e quanto costa prenderla

Stai per partire per le vacanze e hai deciso di arricchire la tua esperienza acquistando un drone, così da riprendere al meglio panorami e momenti trascorsi con la famiglia. Tuttavia, soprattutto se hai poca esperienza, i dubbi possono essere molti: non solo su come pilotarlo, ma anche sugli adempimenti necessari per volare nel rispetto delle regole, a cominciare dall’eventuale obbligo della patente.

La patente per il drone è infatti l’attestato che, in determinate circostanze, è necessario conseguire per poter utilizzare questi apparecchi.

D’altronde, i droni permettono di realizzare riprese spettacolari, ma possono rappresentare anche un rischio per le persone e le cose, soprattutto in caso di caduta da un’altezza elevata o di utilizzo in aree affollate.

Per questo motivo la normativa prevede l’obbligo della patente per il drone, ma non per tutti i modelli. Il requisito, infatti, scatta solo al superamento di determinati limiti, legati principalmente al peso e alla categoria nella quale si intende volare.

Ad esempio, chi acquista un modello più piccolo, destinato prevalentemente a un utilizzo amatoriale, solitamente non deve conseguire alcun attestato. Restano però altri adempimenti da rispettare, come la registrazione dell’operatore e, nei casi previsti, l’applicazione sul drone del relativo codice identificativo.

A tal proposito, ecco una guida utile per capire quando serve la patente e quanto costa conseguirla; vedremo inoltre quali sono tutti i passaggi necessari per mettersi in regola, evitando non soltanto il rischio di una multa, ma assicurando anche che il volo si svolga in condizioni di sicurezza per tutti.

Quando è obbligatoria la patente per il drone

Come anticipato, acquistare un drone non comporta automaticamente l’obbligo di prendere la patente, visto che non esiste un adempimento valido per qualsiasi modello.

Nel dettaglio, la normativa europea stabilisce che, per pilotare un drone con un peso pari o superiore a 250 grammi (calcolato considerando il peso effettivo al decollo, compresi batteria, protezioni, supporti e altri accessori), è necessario possedere almeno l’attestato A1/A3.

Al di sotto di questo peso, quindi, non serve nulla.

Nel dettaglio:

  • droni con marcatura C1 e peso inferiore a 900 grammi: è necessario conseguire l’attestato A1/A3, che si ottiene attraverso una formazione teorica e il superamento di un esame online;
  • droni con marcatura C2 e peso inferiore a 4 chilogrammi: per volare nella sottocategoria A2, quindi più vicino alle persone, è necessario il certificato A2.
  • droni con marcatura C3 o C4 e peso inferiore a 25 chilogrammi: serve l’attestato A1/A3 e si può volare solamente nella sottocategoria A3, lontano dalle persone e ad almeno 150 metri dalle zone residenziali, commerciali, industriali o ricreative.

È infine bene chiarire che la patente non autorizza a volare ovunque. Anche chi possiede l’A1/A3 o l’A2 deve rispettare le altre norme previste in materia di limiti di altezza, come pure per le distanze dalle persone, i divieti di sorvolo e le restrizioni geografiche indicate sulle mappe ufficiali.

Come prendere la patente per il drone e quanto costa

Come avviene per le patenti di guida, anche nel caso dei droni la presenza di differenti tipologie di attestato comporta procedure e costi diversi. Per la patente più comune, ossia l’attestato A1/A3, la procedura è piuttosto semplice e può essere completata interamente online attraverso il portale dei Servizi web dell’Enac.

Il primo passaggio consiste nello studiare il corso messo gratuitamente a disposizione dall’Enac. Successivamente, dopo aver effettuato l’accesso con Spid e versato il diritto fisso previsto, è possibile sostenere l’esame online. Per i candidati minorenni è prevista una procedura specifica, con la presentazione dei documenti del ragazzo e del genitore o tutore.

L’esame per ottenere l’attestato A1/A3:

  • costa 31 euro;
  • è composto da 40 domande a risposta multipla;
  • deve essere completato entro 60 minuti;
  • si considera superato raggiungendo almeno il 75% del punteggio massimo;
  • comprende fino a quattro tentativi con lo stesso pagamento.

Una volta superato l’esame, l’attestato può essere scaricato direttamente dalla propria area personale e ha una validità di cinque anni.

Più articolata è invece la procedura per ottenere il certificato A2, necessario per utilizzare i droni di classe C2 più vicino alle persone. Prima di potervi accedere bisogna:

  • aver già conseguito l’attestato A1/A3;
  • attendere almeno 15 giorni dal suo rilascio;
  • completare autonomamente un addestramento pratico in condizioni compatibili con la sottocategoria A3;
  • compilare la relativa dichiarazione sul portale Enac;
  • superare un ulteriore esame teorico presso un’Entità riconosciuta.

L’esame A2 prevede 30 domande a risposta multipla, da completare in 60 minuti, e richiede anche in questo caso almeno il 75% del punteggio disponibile. Inoltre, non può essere sostenuto liberamente da casa, in quanto deve svolgersi sotto la sorveglianza di una delle strutture riconosciute dall’Enac, anche quando viene utilizzata una modalità online controllata.

Anche per l’A2 il diritto fisso richiesto dall’Enac è pari a 31 euro. A questa somma può però aggiungersi la tariffa applicata dall’Entità riconosciuta presso cui viene sostenuto l’esame, il cui importo non è stabilito dall’Enac e può quindi variare da una struttura all’altra.

Cosa serve oltre alla patente

Abbiamo anticipato come, nella maggior parte dei casi, per l’acquisto di un drone destinato a un utilizzo amatoriale e con un peso inferiore a 250 grammi non sia necessario sostenere alcun esame.

Questo, però, non significa essere automaticamente in regola per volare, visto che la normativa vigente richiede comunque alcune formalità burocratiche.

Nel dettaglio, anche per utilizzare un piccolo drone dotato di telecamera servono:

Registrazione su D-Flight: obbligatoria anche quando il drone pesa meno di 250 grammi, purché sia dotato di una telecamera o di un altro dispositivo capace di raccogliere dati personali.La registrazione viene effettuata sul portale D-Flight, attraverso la sottoscrizione di un piccolo abbonamento. Per un operatore privato è sufficiente il piano Base, che costa 7 euro per un anno e consente di ottenere il codice europeo identificativo dell’operatore. Una volta completata la procedura, D-Flight rilascia il QR code dell’operatore UAS, che deve essere stampato e applicato in maniera leggibile su tutti i droni utilizzati dalla stessa persona. Il codice è unico per l’operatore ed è riconosciuto negli altri Stati membri dell’Unione europea.

  • Assicurazione obbligatoria: serve poi una polizza di responsabilità civile che copra i danni eventualmente causati dal drone a persone o cose. In Italia l’assicurazione è richiesta anche per i modelli con un peso inferiore a 250 grammi e deve essere adeguata alla tipologia di operazioni effettuate. Non va confusa con servizi come DJI Care Refresh, che coprono principalmente il danneggiamento o la sostituzione del dispositivo: per essere in regola serve una vera e propria RC drone verso terzi, che per un utilizzo amatoriale può costare indicativamente poche decine di euro l’anno.

Infine, è bene ricordare prima di ogni decollo di consultare le mappe presenti su D-Flight, così da verificare se nell’area scelta il volo sia consentito e quale sia l’altezza massima autorizzata. La possibilità di volare, infatti, non dipende soltanto dal peso del drone o dal possesso della patente.

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