Ecco i costi attuali per ottenere o rinnovare lo SPID presso i principali provider italiani, tra tariffe, offerte, modalità d’uso e funzioni.
Il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) è il metodo più diffuso in Italia per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica identità digitale. Ad oggi, alcune stime indicano che oltre il 70% degli utenti SPID si affida a Poste Italiane, il quale offre il servizio ancora gratuitamente per privati, salvo alcune modalità di attivazione a pagamento. Tuttavia, a partire dal 2025, alcuni provider, tra cui Aruba e InfoCert, hanno introdotto un canone annuo per il mantenimento dell’identità digitale, una novità che ha acceso dibattiti tra consumatori e operatori, con tanto di ricerca - per alcuni - di alternative più economiche.
La decisione di applicare un costo è legata al ritardo nei fondi statali previsti per il sostegno del servizio SPID: circa 40 milioni di euro stanziati nel 2023 non sono stati erogati, compromettendo la sostenibilità economica del servizio per i provider. A fronte di questo scenario, è fondamentale per i privati conoscere le modalità e i costi delle diverse offerte, così da orientarsi e scegliere consapevolmente il provider più adatto alle proprie esigenze nel contesto normativo e tecnologico attuale. Senza dimenticare che le funzioni di base sono le medesime, ma possono cambiare tanti aspetti legati allo spazio di memoria, ai sistemi di supporto, alle offerte e molto altro.
Ecco, allora, l’analisi dei provider più importanti e attivi oggi nel panorama SPID italiano, esaminando le tariffe aggiornate, le modalità di riconoscimento, gli eventuali costi annuali e le principali funzionalità proposte.
1) Aruba PEC (Aruba ID)
Aruba è tra i gestori SPID più diffusi in Italia e nel 2025 ha aggiornato il proprio modello tariffario introducendo un costo annuale. L’attivazione dello SPID con Aruba rimane gratuita per il primo anno, ma al momento del rinnovo viene richiesto un contributo pari a 4,90 € + IVA. Questo importo, piuttosto contenuto rispetto ad altri provider, consente di mantenere attiva la propria identità digitale anche oltre i 12 mesi iniziali.
Per quanto riguarda il riconoscimento, sono previste diverse modalità. La più conveniente è l’uso della Carta d’Identità Elettronica (CIE) o della Carta Nazionale dei Servizi (CNS), che non comportano alcun costo. Chi preferisce un’alternativa può ricorrere al riconoscimento tramite firma digitale al prezzo di 9,90 € + IVA o, in caso di necessità, alla videochiamata con operatore, disponibile al costo di 29,90 € + IVA.
Aruba offre inoltre servizi opzionali per migliorare la sicurezza, come i dispositivi OTP display che generano codici temporanei senza connessione internet. Questa combinazione di soluzioni rende Aruba una scelta adatta sia a cittadini privati sia a professionisti, con un equilibrio tra economicità e flessibilità operativa.
2) Poste Italiane (PosteID / Postecertifica)
Poste Italiane è il provider SPID più utilizzato in Italia e continua, anche nel 2025, a garantire condizioni particolarmente vantaggiose. Il servizio PosteID è infatti gratuito se l’utente sceglie di identificarsi tramite app PosteID, utilizzando la propria Carta d’Identità Elettronica (CIE), la CNS, o la firma digitale. In questi casi non è previsto alcun canone annuale, né costi di rinnovo.
Per chi non dispone di strumenti digitali, sono previsti altri canali di riconoscimento. L’identificazione da remoto tramite app, con operatore dedicato, ha un costo di 10 € IVA inclusa, mentre quella effettuata direttamente presso un ufficio postale è proposta al prezzo di 12 € IVA inclusa. Entrambe le modalità garantiscono lo stesso livello di sicurezza e permettono di completare l’attivazione in tempi rapidi.
Il principale punto di forza di Poste Italiane è l’ampia rete di uffici, che rende il servizio accessibile anche a chi ha poca dimestichezza con strumenti online. Inoltre, non essendo previsti costi annuali, PosteID rappresenta al tempo stesso l’opzione più economica e popolare per privati e famiglie, soprattutto per chi intende utilizzare SPID senza spese ricorrenti.
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3) InfoCert (Legalmail / InfoCert ID)
InfoCert è tra i provider storici dello SPID e, fino al 2025, ha offerto il servizio gratuitamente. A partire dal 28 luglio 2025, però, è stato introdotto un canone annuo di 5,98 € IVA inclusa, rendendo necessario per gli utenti esprimere il consenso esplicito al rinnovo. In mancanza di conferma, l’identità digitale viene sospesa, a tutela della trasparenza contrattuale.
L’attivazione resta comunque accessibile attraverso diversi canali. Se si utilizza la CIE, la CNS o la firma digitale, il riconoscimento è gratuito. Per chi preferisce la modalità via webcam con operatore, il costo varia e può essere applicata una tariffa aggiuntiva, mentre le alternative tramite app InfoCert ID risultano pratiche e intuitive.
InfoCert è particolarmente apprezzata da professionisti e imprese, anche perché integra i servizi SPID con strumenti di firma digitale e con la PEC Legalmail, creando un ecosistema utile per la gestione documentale certificata. Con l’introduzione del canone, il provider punta a garantire la sostenibilità economica del servizio, offrendo in cambio un’interfaccia sicura, un supporto tecnico costante e un approccio mirato all’utenza business e privata più evoluta - che altri non offrono, va rimarcato.
4) Namirial (SpidMail e altri servizi)
Anche Namirial è un provider SPID che si distingue per l’integrazione con altri strumenti digitali, come la PEC e le firme elettroniche avanzate. Nel 2025 non ha introdotto un canone annuale per il mantenimento dello SPID, tenendo, quindi, il servizio gratuito per gli utenti che scelgono modalità di riconoscimento basate su CIE, CNS o firma digitale. Questa scelta lo rende ancora competitivo rispetto ad Aruba o InfoCert, che hanno già previsto tariffe ricorrenti.
Tuttavia, chi non dispone di strumenti elettronici deve affrontare un costo per il riconoscimento tramite videochiamata con operatore, fissato a circa 19,90 € + IVA. Questa soluzione è pensata per chi vuole completare l’attivazione da casa, senza spostarsi fisicamente, ma richiede un investimento iniziale superiore rispetto alla registrazione gratuita con documenti elettronici.
Un ulteriore punto di forza di Namirial è il servizio SpidMail, che combina l’indirizzo PEC con l’identità digitale SPID. Questa integrazione consente agli utenti di avere un’unica piattaforma per gestire comunicazioni certificate e accessi sicuri, una funzionalità apprezzata in particolare da professionisti, aziende e liberi professionisti.
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5) Intesi Group
Intesi Group offre SPID senza costi annuali nel 2025, ma applica tariffe in base al metodo di riconoscimento scelto. L’identificazione con strumenti già attivi, come CIE, CNS o firma digitale, resta gratuita. In alternativa, è possibile ricorrere alla videochiamata con operatore, che ha un costo medio di circa 14,90 € + IVA, posizionandosi come una delle opzioni meno onerose tra i provider che offrono riconoscimento da remoto.
Il servizio si caratterizza per un approccio orientato alla sicurezza: Intesi Group integra SPID con sistemi di autenticazione forte e con soluzioni di identità digitale già diffuse nel settore finanziario e assicurativo. Ciò lo rende particolarmente interessante per chi cerca non solo un accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione, ma anche un ecosistema in grado di rispondere a esigenze aziendali o di gestione documentale sicura.
6) Register.it (PEC Agile / SpidItalia)
Register.it, conosciuta soprattutto per i servizi di registrazione domini e PEC, ha annunciato l’introduzione di un canone annuo di 9,90 € + IVA a partire dal 1° settembre 2025 per il rinnovo dello SPID. Questa decisione allinea l’azienda ad altri provider che hanno già introdotto costi di mantenimento, come i già citati Aruba e InfoCert, ma con un importo più elevato. Va detto, comunque, che il primo anno ad oggi è ancora gratuito.
Le modalità di riconoscimento seguono il modello comune: gratuito tramite CIE, CNS o firma digitale, a pagamento se si sceglie il riconoscimento via operatore remoto. In questo secondo caso, il costo può variare, ma resta in linea con la media del mercato (tra i 15 e i 30 euro una tantum).
La caratteristica principale dell’offerta Register.it è l’integrazione con gli altri servizi digitali della piattaforma, come la PEC Agile e le soluzioni di hosting e domini. Questo rende il provider particolarmente interessante per chi ha già un rapporto con Register.it e vuole gestire più strumenti digitali in un unico ambiente. L’introduzione del canone annuale rappresenta, però, un elemento da valutare attentamente, soprattutto per gli utenti privati che cercano un’alternativa gratuita.
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