Quanto conviene (davvero) investire €10.000 per 1.000 giorni in titoli di Stato con cedola fino al 6%?

Stefano Vozza

23 Dicembre 2025 - 08:24

Obbligazioni sovrane a confronto in termini di rischio, valuta di denominazione e potenziale ritorno a scadenza

Quanto conviene (davvero) investire €10.000 per 1.000 giorni in titoli di Stato con cedola fino al 6%?

Minimizzare il tempo e il rischio per ottimizzare il ritorno finale dovrebbe essere in teoria il mantra di ogni singolo investitore. Nella pratica ci sono invece almeno due ordini di problemi. Il primo è che si tratta di concetti personali e relativi, tipo quello di rischio. C’è chi respinge tout court il rischio mercato di un bond a medio termine e cerca soltanto prodotti a capitale garantito anche prima del termine. Altri, invece, comprano criptovalute o azioni di Borsa quali ordinarie scelte di investimento.

Le stesse valutazioni si potrebbero fare in merito ai concetti di tempo e di ritorno finale. Premesso ciò, vediamo i pro e i contro dell’investire 10.000 € per 1.000 giorni in titoli di Stato con cedola fino al 6%.

Il BTP in euro e senza rischi di cambio

L’obbligazione MEF con ISIN IT0005340929 emessa il 1° agosto 2018 e in scadenza il 1° dicembre 2028 rientrerebbe tra i prodotti a basso rischio. Questo decennale in origine ha oggi una modesta duration modificata a 2,78 e vita residua a 2,85 anni. Sul MOT, il mercato regolamentato dove si tradano i bond sovrani e corporate, registra pochi contratti giornalieri, in media tra i 20 e i 40/60, con controvalori daily relativamente modesti.

Rispetto al titolo che seguirà non espone al rischio di cambio essendo denominato in euro. La circostanza di per sé non “ovvia”, dato che il MEF emette ogni tanto bond in valuta estera. Il BTP Dc28 Eur paga il 2,80% di interessi fissi annui, l’1,225% netto semestrale (01/12 e 01/06), ma prezza a 101,12 per cui ci sono tre cose da dire:

  • per sottoscrivere 10mila € di debito nominale servono 10.100 €, a cui vanno aggiunti 12,5 € per lo 0,125% di rateo lordo in corso e altri 10/15 € di spese bancarie;
  • il rendimento effettivo a scadenza è al 2,42% annuo lordo (dati: Borsa Italiana);
  • il prezzo sopra cento da diritto a un credito d’imposta dello 0,14% spendibile (entro 4 anni, altrimenti si perde) per compensare future imposte su altri redditi finanziari.

101 è un buon prezzo di acquisto del BTP Tf2,80% Dc28 Eur?

Per ottimizzare il ritorno finale chiediamoci se l’attuale quotazione è a premio o a sconto rispetto al trend attuale e potenziale del titolo. I prezzi min e max annui del BTP Tf2,80% Dc28 Eur sono stati, nell’ordine, 99,56 e 102,16, per cui siamo quasi nel mezzo tra i due valori.

I tempi di grazia, in termini di rendimento, sono ormai andati e non torneranno più. Il 18/10/’23 lo yield netto sfiorava il 3,9%, e per tutto ottobre di quell’anno si era sopra il 3,4% netto. Riguardo al 2025, invece, i due picchi si sono avuti il 14/01 e il 06/03, poi da aprile a novembre si è stabilizzato in area 2% netto annuo. Ora siamo risaliti in area 2,10-15% causa i timori del mercato sul quel che sarà del costo del denaro nel 2026: scenderà ancora e, se sì, di quanto?

Morale, il mercato forse potrebbe dar modo di ottimizzare il prezzo di ingresso, ma vietato nutrire aspettative chissà quanto rosee. Cedola e yield sono bene o male in linea con il contesto attuale di mercato sui bond sovrani MEF a tre anni residui.

Il titolo di Stato inglese a cedola ricca

Gli investitori ad elevata propensione al rischio guarderanno sicuramente a titoli più speculativi combinando al meglio rischio emittente e/o durata residua e/o valuta del bond. Tra le alternative di mercato consideriamo il Gilt 6% 7dec2028 in sterline inglesi ed identificativo ISIN GB0002404191 (mercato Euronext). Ha data emissione 13/12/’04 e scadenza al 07/12/’28, per una durata residua di i 1.000 giorni scarsi, come per il BTP Dc28.

Il coupon è più ricco dato che stacca il 3,00% lordo ogni 07/12 e 07/06, idem per l’effettivo netto a scadenza oltre il 3% annuo per via dei prezzi in area 106,5 GBP. La ritenuta fiscale resta sempre al 12,50%, mentre ovviamente anche le cedole sono corrisposte in sterline. Inoltre sul ritorno del proprio investimento anche pesa il prezzo di carico del titolo: sale a prezzi di ingresso migliori degli attuali e viceversa.

Tra i pro e i contro dello strumento, infine, citiamo da un lato il miglior rating emittente (rispetto al BTP), e dall’altro la scarsa liquidità sul mercato secondario.

Investire 10.000 € per 1.000 giorni in titoli di Stato con cedola fino al 6%: pro e contro

Tuttavia, il principale rischio del Gilt 6% 7dec2028 è quello valutario. Oggi il cross EUR/GBP si attesta a 0,8757 (dati Investing), mentre a scadenza e/o alla data di rivendita anticipata sarà tutto da vedere. Secondo previsionieuro.com il cross tra le due valute a dicembre ’28 dovrebbe attestarsi nel range 0,857–0,883.

Si tratta di proiezioni e non certezze che a grandi linee, e laddove si avverassero, ci farebbero ritenere quasi invariato il cross a quella data. Nello specifico, se la GBP dovesse apprezzarsi a 0,883 ne deriverebbe un +0,9% di extra gain da cambio rispetto ai corsi attuali. Se invece dovesse perdere il 2% e portarsi a 0,857 andrebbe sacrificata una parte di cedola per coprire la perdita valutaria.

Insomma, un bond inadatto a chi antepone la “serenità” a tutto il resto e cerca soluzioni di investimento senza troppe variabili di mezzo che ne condizionino i ritorni effettivi finali.