Quanti soldi avresti già oggi se avessi investito €10.000 nel primo Btp Valore

Claudia Cervi

29 Novembre 2025 - 08:23

Meglio incassare subito il 9,1% o aspettare un anno e mezzo per arrivare al 14,6%? Ecco la simulazione che chiarisce cosa conviene davvero.

Quanti soldi avresti già oggi se avessi investito €10.000 nel primo Btp Valore

Il primo Btp Valore arriva sul mercato nel giugno 2023, nel momento più teso degli ultimi anni. L’inflazione morde ancora forte, la BCE continua ad alzare i tassi e tutti temono che non sia finita lì. Infatti, altre tre strette arriveranno entro il 2024. In questo clima di ansia e decisioni difficili, i risparmiatori cercano qualcosa che non sia il solito riparo temporaneo. Vogliono una certezza, un rendimento che non evapori mentre la curva dei tassi impazzisce. È in questo vuoto che il primo Btp Valore si prende la scena.

Chi seguiva i mercati ricorda bene quella sensazione. Bastava aprire una chat Telegram di finanza per ritrovare sempre la stessa domanda: conviene entrare adesso? Meglio aspettare che la BCE molli la presa? O si rischia di perdere il treno proprio mentre passa?

Nessuno aveva la risposta, nessuno ce l’ha davvero nemmeno oggi. Ma ora almeno abbiamo un dato concreto, qualcosa che racconta più di mille previsioni: quanto avrebbe in tasca oggi, al 28 novembre 2025, chi ha investito 10.000 euro in quel primo Btp Valore. Perché nei momenti di paura nascono spesso le scelte migliori e ciò che allora sembrava rischioso oggi potrebbe valere molto più di quanto molti immaginano.

Hai investito 10.000 euro nel primo Btp Valore. Ecco quanto valgono oggi

Chi ha comprato il primo Btp Valore in emissione, dal 5 al 9 giugno 2023 a prezzo 100, poteva già avere un’idea dei guadagni futuri: tasso del 3,25% per i primi due anni, 4% per i successivi, cedole semestrali step-up e premio finale dello 0,5% per chi resta fino alla scadenza. Su un investimento da 10.000 euro significa incassare l’1,625% ogni semestre dal 13 dicembre 2023 al 13 giugno 2026. Per poi salire al 2% ogni semestre dal 13 dicembre 2026 a scadenza il 13 giugno 2027.

Ad oggi, 28 novembre 2025, le cedole incassate sono quattro, tutte nella fascia al 3,25%. Il conto è semplice:
1,625% × 4 = 6,50% del capitale.
Vuol dire 650 euro lordi di cedole già in tasca. Con la tassazione al 12,5%, il netto diventa 568,75 euro.

E questo senza considerare ciò che arriverà se il titolo viene tenuto fino a scadenza.

Cerchiamo ora di capire quanto ancora si può ottenere da questo titolo, per capire se conviene portarlo alla sua scadenza naturale.

Conviene tenerlo fino a scadenza o spostarsi su altri titoli?

Chi ha comprato il Btp Valore (ISIN IT0005547408) durante l’emissione ha già incassato 650 euro lordi di cedole. Con il prezzo attuale intorno a 102,60, chi vende oggi aggiunge altri 260 euro lordi di capital gain. Significa chiudere l’operazione con 910 euro lordi complessivi, circa 796 euro netti, in poco più di due anni. Un risultato già molto solido.

Restare fino alla scadenza del 13 giugno 2027 cambia però completamente lo scenario. L’investitore conserva i 650 euro lordi già incassati e può aggiungere:

  • 162,5 euro lordi dalla cedola del 13 dicembre 2025 (l’ultima al 1,625%);
  • 600 euro lordi dalle tre cedole successive al 2% semestrale;
  • 50 euro lordi del premio fedeltà.
    In tutto altri 812,5 euro lordi, pari a 710,94 euro netti.

In pratica:
Vendendo oggi si guadagnano 650 + 260 = 910 euro lordi (796 euro netti)
Tenendo fino a scadenza il guadagno sale a 650 + 812,5 = 1.462,5 euro lordi (1.279,7 netti)

E il confronto con gli altri BTP in scadenza nel 2027 conferma la convenienza: i rendimenti netti dei titoli con durata simile viaggiano tra 1,8% e 1,9%, quindi in linea o inferiori al rendimento effettivo del Btp Valore mantenuto fino alla fine, soprattutto grazie al premio fedeltà.

Questo significa che spostarsi su altri titoli ha senso solo per chi deve modificare la struttura del portafoglio. Per chi cerca rendimento, restare sul Btp Valore fino al 2027 è la scelta più razionale.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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