Quando serve l’autocertificazione in zona arancione?

Isabella Policarpio

23/02/2021

23/02/2021 - 11:44

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Spieghiamo quando e perché serve l’autocertificazione per uscire in zona arancione: spostamenti consentiti e vietati, attività sportiva e seconde case. Ecco tutte le ipotesi (e cosa rischia chi non ha il modulo con sé).

Quando serve l'autocertificazione in zona arancione?

Quando serve l’autocertificazione in zona arancione, cosa scrivere al suo interno e quando, invece, non è necessaria: in questo articolo spiegheremo tutte le ipotesi in cui bisogna uscire muniti di autocertificazione, quando è superflua e i motivi da indicare.

Coprifuoco, uscire dalla Regione e dal Comune, praticare sport, passeggiare e andare al lavoro fanno parte dei casi in cui occorre motivare i propri spostamenti.

Chi non ha l’autocertificazione con sé (ma un valido motivo per spostarsi dalla zona arancione), può richiedere il modulo direttamente alle Forze dell’ordine e compilarlo sul posto, senza rischiare la multa.

Coprifuoco, l’autocertificazione serve sempre

Nelle regioni della zona arancione serve l’autocertificazione per uscire durante il coprifuoco, ovvero nella fascia oraria tra le 22.00 e le 5.00 del mattino successivo. Precisiamo che gli spostamenti durante la fascia notturna sono consentiti soltanto per comprovate esigenze di lavoro, salute e casi di necessità e urgenza, da dichiarare nel modulo.

Chi è in giro dopo le 22.00 senza una valida motivazione tra quelle elencate rischia la multa da 400 a 1.000 euro.

Uscire dal Comune di residenza/domicilio

L’autocertificazione in zona arancione è richiesta ogni volta che si esce dal Comune di residenza/domicilio.

Le motivazioni che giustificano lo spostamento tra comuni sono quelle note: lavoro, salute e situazioni di necessità e urgenza (tra le quali rientra fare la spesa in un supermercato più conveniente ubicato fuori dal proprio Comune).

Il governo ha confermato la deroga agli spostamenti da piccoli comuni fino a 5mila abitanti; questi possono avvenire entro il raggio di 30 km e senza raggiungere i capoluoghi di provincia. Dunque chi abita in un piccolo centro può spostarsi verso altri comuni - munito di autocertificazione - senza rischiare la multa.

Visite ad amici e parenti

Non serve l’autocertificazione per visitare a casa amici, parenti e congiunti non conviventi entro i confini del proprio Comune. È ammessa una sola visita al giorno, nel limite di due persone al massimo, al netto di figli under 14 e conviventi disabili o non autosufficienti.

Sport e attività fisica

Per praticare sport (jogging, ciclismo e altro) all’interno dei confini comunali non serve l’autocertificazione. Stesso discorso per l’attività motoria semplice, come le passeggiate a passo svelto, consentite lontano dalla propria abitazione ma senza sconfinare il Comune di residenza e domicilio.

Il governo ha ammesso che si possa fare sport fuori dal Comune soltanto se dove si abita non ci sono spazi o luoghi attrezzati.

Spostamenti tra Regioni

Fino al 27 marzo 2021 è vietato uscire dalla Regione di residenza/domicilio se non per i motivi indicati nel modulo di autocertificazione, quindi salute, lavoro, necessità e rientro al domicilio.

Tale divieto è contenuto del decreto Covid firmato da Mario Draghi.

Ricordiamo che chi dichiara informazioni che non corrispondono al vero rischia la denuncia per Falso (articolo 495 del Codice penale) e la reclusione da 1 a 6 anni.

Seconde case fuori Regione

Veniamo adesso al capitolo seconde case. Il 16 gennaio 2021 è caduto il divieto generale di raggiungere la seconda casa fuori dalla Regione, ad una condizione: il dichiarante deve provare di avere avuto un titolo valido per recarsi nello stesso immobile prima del 14 gennaio 2021. Lo spostamento è consentito da soli o insieme al nucleo familiare (non con amici o parenti non conviventi).

Detto in altre parole, la possibilità di andare nella seconda casa è limitata all’ipotesi di “rientro”.

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