Quando Jeff Bezos offrì l’1% di Amazon per $50.000, in molti rifiutarono. Oggi quella quota vale decine di miliardi

Alessandro Nuzzo

8 Luglio 2026 - 18:33

Nel 1995 Jeff Bezos per finanziare la sua azienda offrì l’1% di Amazon per 50.000 dollari. In tanti rifiutarono la proposta salvo poi pentirsene.

Quando Jeff Bezos offrì l’1% di Amazon per $50.000, in molti rifiutarono. Oggi quella quota vale decine di miliardi

Quando nel 2026 parliamo di Amazon, parliamo di un’azienda miliardaria e di Jeff Bezos, uno degli uomini più ricchi del mondo, con la prima posizione che ha occupato per tanti anni. Ma non tutti sanno che dietro la storia di successo di Amazon c’è stato anche molto sacrificio, perché, come accade per tutte le grandi aziende, non si parte mai immediatamente dal successo.

E così è stato anche per Amazon, che prima di diventare uno dei giganti del pianeta, con attività che spaziano dall’e-commerce al cloud computing, dall’intelligenza artificiale alla tecnologia spaziale e all’intrattenimento, era una piccola azienda creata da un visionario di nome Jeff Bezos. La sua idea iniziale era molto semplice: vendere libri online.

La storia di Amazon è una delle storie di successo più importanti e affascinanti degli ultimi decenni, una di quelle che andrebbero studiate nelle scuole di business. Eppure c’è un piccolo aneddoto, risalente ai primi anni in cui Bezos stava costruendo la sua creatura, che racconta bene quanto fosse difficile convincere gli altri quando nessuno credeva davvero nel suo progetto e quasi nessuno voleva investire in lui.

Su 60 persone ben 40 si rifiutarono di investire in Amazon

Accadde esattamente 31 anni fa, nel 1995, quando Internet era ancora un territorio sconosciuto per la stragrande maggioranza del mondo. Jeff Bezos era alla ricerca di finanziatori per far crescere la sua piccola azienda, che vendeva libri attraverso il computer. Allora l’idea dell’e-commerce non esisteva nemmeno nell’immaginario collettivo e, per la maggior parte delle persone, Internet era una tecnologia incomprensibile. L’idea che qualcuno potesse acquistare un prodotto online con carta di credito e riceverlo poi a casa tramite spedizione sembrava pura fantascienza.

Eppure Bezos non chiedeva miliardi per finanziare la sua azienda. Cercava semplicemente di raccogliere 1 milione di dollari, valutando Amazon 5 milioni. All’epoca la sua proposta era semplice: chiunque avesse investito 50.000 dollari nella sua azienda avrebbe ottenuto l’1% di Amazon. Secondo gli standard di oggi, la cifra appare quasi ridicola, ma in quel momento nessuno poteva prevedere cosa sarebbe diventata Amazon nel giro di pochi anni.

Bezos dovette incontrare circa 60 potenziali investitori. Ci furono lunghe conversazioni, vari contatti, domande, dubbi e tentativi di convincere quelle persone che la sua idea meritava fiducia. E invece due terzi di coloro che Bezos incontrò dissero di no. Quaranta persone su sessanta rifiutarono di investire 50.000 dollari per ottenere l’1% dell’azienda. Una scelta di cui, probabilmente, oggi si stanno pentendo amaramente.

Come ha ricordato lo stesso Bezos nel corso di alcune interviste, quei «no» non furono affrettati, ma spesso ben ponderati. La maggior parte di coloro che rifiutò di investire in Amazon non vedeva alcun potenziale in quell’azienda che vendeva libri online. Alcuni facevano persino fatica a capire che cosa fosse Internet.

Bezos, inoltre, fu molto sincero. Non cercò di ottenere i soldi promettendo profitti garantiti, ma avvertì con grande trasparenza i potenziali investitori che c’era il 70% di probabilità di perdere tutto il loro denaro. In altre parole, chiedeva alle persone di investire in un’idea, pur dicendo loro che le possibilità di fallimento erano superiori a quelle di successo.

Se qualcuno tra coloro che rifiutarono la proposta avesse effettivamente staccato quell’assegno da 50.000 dollari e fosse riuscito a mantenere la propria quota dell’1% fino a oggi, il valore della partecipazione ammonterebbe teoricamente a decine di miliardi di dollari. In realtà, le quote dei primi investitori si sono diluite attraverso i successivi round di finanziamento e le nuove emissioni di azioni. Tuttavia, anche con una significativa riduzione di quella quota iniziale, l’investimento avrebbe generato rendimenti enormi.

In qualche modo, quei 40 «no» ricevuti da Bezos sono entrati nella memoria collettiva come una delle più costose occasioni perse mai registrate nel mondo degli investimenti.

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