Quali sono le città più umide d’Italia? Ecco dove l’afa diventa insopportabile

Pasquale Conte

2 Maggio 2026 - 15:38

L’Italia si prepara ad affrontare un’altra stagione di caldo tropicale e clima torrido. Ma quali sono le città più umide in assoluto? E quelle più fresche?

Quali sono le città più umide d’Italia? Ecco dove l’afa diventa insopportabile

L’estate è sempre più vicina e per milioni di italiani è quasi tempo di correre ai ripari, chiudendosi il più possibile in casa con l’aria condizionata o con un ventilatore. A rendere alcune città italiane più invivibili di altre non è però la temperatura, bensì l’afa.

Ossia quella sensazione quasi oppressiva che sembra togliere il respiro di giorno e rende più difficile dormire la notte. La causa? Una combinazione tra calore e umidità. Ma quali sono le città dove vivere l’estate diventa una sfida?

I dati dell’Indice di Vivibilità Climatica (IVC) di IlMeteo.it ci danno un’idea più precisa di quello che sarà il trend per l’estate 2026 e delle località italiane in cui presto l’afa la farà da padrona.

Cos’è il comfort per umidità

Prima ancora di vedere la classifica relativa alle città più umide d’Italia, è bene spiegare un concetto fondamentale: il comfort per umidità. Si tratta di un’unità di misura relativa al numero di giorni all’anno in cui il tasso d’umidità resta nella fascia compresa tra il 30 e il 75%.

Perché è importante? Perché se l’umidità scende sotto il 30%, l’aria diventa troppo secca. Se invece supera il 75%, diventa satura e la sudorazione perde di efficacia. Ovviamente più alta è la temperatura, più questo effetto provoca problemi.

Per completezza, bisogna citare anche il concetto di notte tropicale. Questa entra in gioco quando, nella fascia tra la mezzanotte e le sei del mattino, la temperatura non scende sotto i 20 gradi.

Vuol dire che, con le temperature percepite che rimangono tra i 27 e i 30 gradi, il corpo non riesce a raffreddarsi e provoca uno stress fisico, con problemi cardiovascolari e relativi alle capacità cognitive del giorno cognitivo.

La classifica delle città più umide d’Italia

Fatte le dovute premesse, vediamo ora quali sono le città con il più basso comfort d’umidità in Italia. Secondo i dati dell’IVC di IlMeteo.it, oggi sono le aree padane e alcune città della costa adriatica settentrionale quelle in cui l’umidità è per più tempo fuori dalla zona di comfort.

Ecco l’elenco completo:

  1. Belluno: 263 giorni all’anno fuori dalla fascia di comfort. Si tratta della città dove in assoluto l’umidità rimane più elevata e persistente durante l’anno, per via della sua collocazione nelle valli prealpine. Di contro, però, ha solo 15 notti tropicali all’anno;
  2. Treviso: l’area a nord-est della laguna veneziana è tra le più umide d’Italia. Questo perché i canali e la vicinanza al mare provocano la nascita di un microclima che d’estate diventa afoso;
  3. Venezia: rimaniamo in zona nord-est con Venezia, una città dove l’umidità rimane persistente poiché costruita sull’acqua. In estate, il caldo percepito è superiore rispetto a quello del termometro;
  4. Bologna: tra le aree più critiche a livello climatico del nostro Paese, c’è il bacino tra il Po e l’Appennino. Bologna ha oggi 96 notti tropicali all’anno, 40 in più rispetto a 15 anni fa;
  5. Milano: è tra le città più umide d’Italia, in particolare per le notti tropicali. A giugno 2025, è stato segnato il record di 27 su 30 nel mese. In un anno se ne contano quasi 80, circa 36 in più rispetto a 15 anni fa;
  6. Torino: è la peggiore città d’Italia per circolazione d’aria, con 162 periodi di aria stagnante all’anno. Una condizione che, combinata con il caldo e l’umidità, rende le sue estati sempre più complicate.
  7. Mantova: tutte le città della Padania centrale ed emiliana occupano le ultime posizioni nella classifica climatica generale. La conca del Po, senza vento e circondata da colture, provoca vapore acqueo in quantità ingenti durante i mesi estivi.

La classifica delle città con più notti tropicali

Già accennate nel capitolo precedente, le notti tropicali sono un vero e proprio incubo per chi soffre il caldo e non è pronto per vivere un’altra estate torrida. I valori di umidità inquadrano il problema su base annua, mentre le notti tropicali raccontano meglio quanto l’estate possa diventare insostenibile.

Ecco la classifica aggiornata:

  1. Palermo: primato in graduatoria con oltre 137 notti tropicali all’anno, provocate dall’umidità del Mediterraneo e dal caldo africano;
  2. Messina: con 122 notti tropicali, si piazza al secondo posto. Influisce qui l’effetto dello Stretto;
  3. Reggio Calabria: con 121 notti tropicali di media all’anno, ha temperature percepite di notte che spesso arrivano fino a 30 gradi;
  4. Napoli: si contano 117 notti tropicali all’anno, per via della vicinanza costiera e dell’effetto dell’isola di calore urbana;
  5. Catania: parimerito con Napoli, ha 117 notti tropicali all’anno;
  6. Bologna: 96 notti tropicali, dovute al calore estivo ormai incuneato nella Pianura Padana;
  7. Roma: con 84 notti tropicali, la Capitale soffre sempre di più l’effetto di calore, umidità e poca circolazione dell’aria;
  8. Torino: con 84 notti tropicali totali, ha registrato un +54 rispetto al 2010. È l’incremento più alto d’Italia;
  9. Firenze: anche Firenze rimane a 84 notti tropicali di media all’anno, dovute alle colline che trattengono calore e umidità;
  10. Milano: registra circa 80 notti tropicali all’anno. A preoccupare è stato il record di 27 notti su 30 a giugno 2025.

Perché l’umidità aumenta la percezione del caldo

Quando si parla di afa e di clima insopportabile, bisogna fare una differenziazione tra caldo secco e caldo umido. Se l’umidità supera il 70% e le temperature rimangono elevate, la sudorazione del nostro corpo diventa meno efficace.

Per fare un esempio, se c’è un’umidità del 75% e la temperatura esterna è di 32 gradi, quella percepita può facilmente superare i 40 gradi. Ecco perché se a Bologna ci sono 33 gradi e un’alta umidità il caldo è più stressante rispetto a Palermo con 35 gradi e un’umidità moderata.

Proprio per questo, gli esperti sottolineano come le notti tropicali siano un indicatore sanitario, oltre che climatico. Non poter recuperare durante il riposo notturno porta a un accumulo di stress termico con conseguenze molto serie soprattutto nei soggetti più fragili.

Quale impatto sta avendo il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico sta portando a un veloce peggioramento del tasso di umidità e del caldo percepito anche in Italia. Secondo i dati de Il Sole 24 Ore, la temperatura media annua nelle città italiane è aumentata in media di 1,8 gradi negli ultimi 15 anni.

Nel Nord, addirittura si parla di un +2,3 gradi nei capoluoghi. Questo si traduce in giornate con temperature superiori ai 35 gradi che sono passate da meno di 2 all’anno nel 2015 a oltre 11 oggi, notti tropicali schizzate da 44 nel 2010 a circa 80 nel 2026 e giorni di gelo in Pianura Padana scesi da 28 a 5 all’anno.

L’Indice del Clima 2026 ci dice che il riscaldamento globale sta portando sempre più vapore acqueo nell’atmosfera, con livelli di umidità più elevati soprattutto durante i mesi estivi.

Dove si vive meglio

Secondo i dati aggiornati de Il Sole 24 Ore 2026, oggi le città dove meglio si sopporta il caldo durante l’estate sono quelle situate nella costiera adriatica. Bari è al primo posto per il terzo anno consecutivo, seguita da Barletta-Andria-Trani al secondo e da Pescara al terzo.

Si tratta di aree che godono di brezza marina capace di mitigare le temperature elevate, di una buona circolazione dell’aria e di un dato sulle notti tropicali parecchio più basso rispetto alle città del nord.

In generale, la brezza estiva è uno tra i fattori che più contribuisce al benessere fisico e alla sopportazione del calore. Negli ultimi anni, località come Genova, Imperia, Savona, Trieste e Ancona hanno saputo scalare le classifiche proprio grazie a questo fenomeno.

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