Come investire se Trump vince le Elezioni USA 2024

R. F.

16/07/2024

Se Trump diventasse il prossimo presidente degli Stati Uniti, quali prospettive si aprirebbero per i mercati finanziari?

Come investire se Trump vince le Elezioni USA 2024

Non c’è dubbio: la probabilità di una vittoria di Trump è destinata a crescere dopo la sparatoria in Pennsylvania, così almeno dicono gli investitori e gli analisti politici.
Quali conseguenze sui mercati finanziari? In che modo un’elezione di Donald Trump influenzerà la finanza americana e mondiale?

La foto iconica di Donald con il pugno in alto, sorretto dalle guardie del corpo e avendo alle spalle la bandiera americana, è di per sé una calamita del consenso elettorale che difficilmente potrebbe essere scardinata da Joe Biden.
Inoltre, anche se Biden si facesse da parte e aprisse la strada ad un altro candidato outsider fra i democratici, nessun candidato avrebbe la forza, il denaro e il tempo per organizzare una campagna elettorale efficace contro il tycoon nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni di novembre.

Analizziamo, dunque, come gestire il portafoglio titoli nella prima metà del 2025, quando Trump sarà a tutti gli effetti il nuovo presidente degli Stati Uniti e metterà in atto le sue promesse elettorali.

Gli effetti sui mercati se Trump vince le elezioni

Quali effetti potrebbero prodursi sia nel comparto equity che nel comparto fixed income?

Esaminiamo prima di tutto il programma elettorale di Trump (fotocopia del programma elettorale del 2016, l’anno della sua prima campagna elettorale da candidato presidente).

In sintesi, per la sola parte economica e fiscale, il progetto di Donald Trump è il seguente:

Tasse più basse
Trump ha attribuito l’inflazione al grande impulso alla spesa pubblica di Biden e ha promesso un ritorno a un’agenda di tasse più basse e meno regolamenti per l’espletamento della attività produttiva, meno licenze necessarie per le aziende, e meno autorizzazioni per l’attività di export. Trump si sta impegnando a ridurre le tasse su tutta la linea se tornasse in carica, in parte anche prorogando i tagli alle imposte sul reddito aziendale in scadenza nella primavera del 2025, insieme alle agevolazioni fiscali sulle compravendite immobiliari e a più basse aliquote fiscali sul patrimonio. Manterrà così l’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche al 21%. E qualcosa di simile lo attuerà sulla tassazione del reddito delle persone fisiche.

Tariffe sull’import
Trump propone una tariffa universale del 10% su tutte le importazioni statunitensi dall’estero e una tariffa del 60% sulle importazioni dalla Cina. Se mantiene quello che promette mi aspetto una guerra commerciale con la Cina. Come avvenne nel 2017-2018.

Influenza sulla banca centrale USA
Trump cercherà di sostituire il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, un uomo da lui nominato ma che ora accusa di essere troppo “politico”, cioè poco accondiscendente alle istanze di sviluppo economico degli USA e molto attaccato alle istanze di controllo dell’inflazione (ma è proprio il mandato della Fed!). Ne deriva che, nel 2025, quando scadrà il mandato di Jerome Powell, Trump nominerà un governatore un po più accondiscendente e disponibile ad attuare una politica monetaria morbida, cioè restia ad alzare i tassi e disponibile ad abbassarli. Dubito che ci possa riuscire perché l’indipendenza della Fed è uno dei capisaldi della costituzione americana, e anche perché il governatore decide la politica monetaria non da solo, ma in maniera collegiale, con decisioni che vengono prese dal Board of Governors a maggioranza assoluta. Quindi, anche nominando una persona di sua fiducia, non è detto che assisteremmo ad una Fed accondiscendente.

Clima e salvaguardia dell’ambiente
Trump è odiato dagli ecologisti perché ha nuovamente mantenuto l’impegno di liberalizzare l’attività di estrazione del petrolio e del gas e di scatenare così una ripresa della produzione nazionale di energia, soprattutto per abbassare i prezzi alla pompa e tagliare i costi di produzione dell’industria americana e i costi di trasporto delle famiglie americane.

Obbligazioni

Prima della sparatoria, i mercati avevano reagito alla prospettiva di una presidenza Trump spingendo il dollaro al rialzo e posizionandosi per una curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA più ripida, e tali operazioni potrebbero rafforzarsi nella prossima settimana, e anche per i mesi a venire.

Il motivo è presto detto: la politica economica di Trump produrrà, a partire dal 2° semestre 2025, un innalzamento del deficit federale e di lì un aumento del rapporto debito/PIL degli USA, con probabile rialzo dei tassi a lungo termine per la curva dei tassi americana. Ciò accadrà contemporaneamente ad un ribasso dei tassi di interesse per la parte corta della curva dei rendimenti, in quanto è opinione comune che nel 2025, nella prima metà soprattutto, la Fed continuerà ad abbassare i tassi sui Fed Funds, in linea con il progressivo raggiungimento del target inflattivo del 2%.

Il “combinato disposto” della politica della Fed (ribasso dei tassi sui Treasury a 1-2 anni) e della politica fiscale di Trump (rialzo dei tassi sui Treasury a 10-20 anni) sarà quindi un ritorno, nel 2025, alla curva dei rendimenti inclinata positivamente, con i tassi a breve più bassi dei tassi a lungo termine.

Ora è il contrario, visto che il Treasury a 2 anni rende un 4,45% e il Treasury a 10 anni rende un 4,20%. La raccomandazione per il periodo successivo alla primavera del 2025 è quindi di lasciar perdere la parte lunga della curva americana e concentrarsi sulla parte a breve termine (fino a 2 anni).

Mentre invece per il breve termine, cioè da qui alla fine dell’anno, conviene ancora comprare Treasury 2030-2040, perché puntiamo ad un ribasso dell’inflazione e a ben due ribassi dei tassi di interesse da parte della Fed, così come delineato nel mio articolo pubblicato il 15 luglio su queste pagine (vedi qui: Come investire sui bond USA con il taglio dei tassi Fed).

Azioni

I prezzi delle azioni sono aumentati già notevolmente nel 2024. Entrambi gli indici S&P 500 e Dow Jones Industrial Average hanno raggiunto livelli record venerdì 12 luglio e l’S&P 500 è cresciuto del 18% quest’anno.

Chi se lo aspettava a gennaio? Certo, un ritracciamento potrebbe arrivare, ma è mia opinione che utili aziendali e Fed saranno propizi per la parte restante del 2024, con un ulteriore +5%/+8% di rialzo dai livelli attuali ancora da spendere per Nasdaq e SP500 sino a dicembre 2024.

Tuttavia, per il 2025 penso che il miglioramento del sentiment aziendale, prevedendo una politica fiscale più leggera con Trump, porterà ad un aumento della spesa delle imprese per gli investimenti, ancor prima che le minori tasse entreranno in vigore. Una vittoria di Trump potrebbe quindi aumentare le prospettive di utile per le aziende in via anticipata, già con le trimestrali del 2° e del 3° trimestre. Anche se le riforme fiscali non avranno dispiegato in pieno i loro effetti.

Con questo voglio dire che l’attesa di minor pressione fiscale condurrà da subito le aziende ad aumentare la CAPEX, la spesa in beni durevoli, per aumentare la capacità produttiva ed essere pronte all’aumento della domanda globale riveniente da una politica fiscale più accomodante.

In pratica, se io imprenditore so che sta per arrivare una politica di detassazione degli utili reinvestiti, non aspetto che la legge entri in vigore, ma inizio a investire già da ora, tanto gli adempimenti fiscali arriveranno a fine anno.
In particolare, se rileggete il punto n. 4 del programma politico di cui sopra, mi aspetto una aumento della profittablità delle aziende petrolifere nel biennio 2025-2026. Da tenere sott’occhio quindi Exxon, Chevron e Halliburton.

La politica fiscale di Trump sarà “market friendly” per il comparto azionario (diversamente che per il comparto obbligazionario) nel corso del 2025 e verrà potenziata ulteriormente da altri due importanti fattori:

  • dal ribasso dei tassi Fed;
  • dalla monetizzazione degli investimenti in IA nel 2025, cioè dalla produzione di risultati tangibili a livello di bilanci, e in termini di maggior profitto, derivante da un aumento della produttività e da una compressione dei costi di produzione.

Per chi è avvezzo all’investimento azionario, si aprono quindi prospettive interessanti da oggi sino al termine del 2025.
Basta avere un po’ di pazienza, E nervi saldi.

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