Quali Paesi stanno aiutando l’Italia? Russia e Cina in prima linea, gli USA fanno poco

L’Italia nell’emergenza coronavirus sta ricevendo supporto principalmente da Russia e Cina, gli Usa per ora non hanno fatto abbastanza.

Tanti gesti di solidarietà da parte di Paesi esteri nei confronti dell’Italia in queste settimane di lotta al coronavirus.

La Cina è stata la prima a rendersi disponibile, mettendo a disposizione attrezzature e personale medico. È già da qualche giorno infatti che esperti cinesi stanno studiando l’evoluzione dell’epidemia nella penisola. Poi la Russia, con Putin che qualche giorno fa ha rassicurato il premier Giuseppe Conte circa il sostegno che verrà fornito.

Gli Stati Uniti solamente ieri hanno deciso di intervenire ma gli alleati storici non sembra stiano facendo abbastanza.

Dalla Russia (e dalla Cina) con amore: gli aiuti all’Italia

Già da alcuni giorni un team di medici cinesi è in Italia per studiare la propagazione del coronavirus nel Paese. Esperti che hanno già sconfitto il nuovo virus in Cina e stanno fornendo consigli utili tratti dall’esperienza. Assieme al personale medico da Pechino sono state messe a disposizione tante attrezzature per far fronte all’emergenza.

La Cina si è prodigata sin da subito, tendendo una mano all’Italia. Così sta cercando di fare anche la Russia. Sabato, il presidente russo Vladimir Putin e il premier Giuseppe Conte si sono confrontati telefonicamente, secondo quanto riporta l’agenzia TASS. Durante la telefonata, Putin ha rassicurato Conte circa la disponibilità di Mosca a fornire il proprio aiuto.

Proprio in queste ore, come confermato dal presidente della Regione Lombardia Fontana, l’operazione soprannominata “Dalla Russia con amore” è ai nastri di partenza: il Cremlino ha predisposto la partenza di nove aerei con otto brigate di medici, veicoli speciali, attrezzature e dispositivi per la disinfezione di materiale e ambienti.

Anche Cuba invia medici. E gli Stati Uniti?

Gli alleati storici dell’Italia, gli Stati Uniti, non stanno fornendo l’apporto sperato. È chiaro che la situazione negli USA stia diventando drammatica col passare dei giorni ma ci si sarebbe aspettati qualcosa in più.

Un primo segnale è arrivato ieri dall’ambasciata statunitense: è stato inviato un sistema mobile di stabilizzazione dei pazienti (ERPSS) alla base aerea di Aviano. Questo “fornisce 10 posti letto e può supportare un totale di 40 pazienti per un periodo di 24 ore”.

Fortunatamente, altri Paesi stanno contribuendo con aiuti essenziali. Anche Cuba ha deciso di inviare medici e infermieri con esperienza nelle emergenze sanitarie, alcuni si sono confrontati con l’epidemia di Ebola nel 2014 in Africa. In 52 sono sbarcati nella giornata di ieri e si sono messi subito a disposizione per aiutare il personale medico di Crema.

Gesti che fanno riflettere e che, una volta che tutto questo sarà finito, andranno probabilmente a ridefinire gli equilibri politici e diplomatici. Nasceranno nuove alleanze e si rafforzeranno alcune di quelle preesistenti.

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