Proteste in Francia: stretta sui social, Macron si dice «pronto a sospenderli»

Enrica Perucchietti

07/07/2023

Il governo francese sta considerando l’adozione di misure draconiane per controllare l’uso dei social media, alimentando preoccupazioni riguardo alla libertà di espressione nel Paese.

Proteste in Francia: stretta sui social, Macron si dice «pronto a sospenderli»

Mentre le proteste in Francia sembrano essersi attenuate, il timore di nuove violenze durante la festa nazionale del 14 luglio ha spinto il presidente Emmanuel Macron a discutere con i sindaci sulle possibili contromisure da adottare.

Stretta sui social

Il governo francese sta, infatti, seriamente considerando l’adozione di misure drastiche per controllare l’uso dei social media, alimentando preoccupazioni riguardo alla libertà di espressione e alla democrazia nel Paese.

Secondo quanto riportato dal Messaggero, l’amministrazione dell’Eliseo sembra concentrarsi sui social media come possibile «cassa di risonanza» per le proteste. Questa preoccupazione ha portato il governo a valutare l’eliminazione di alcune funzionalità delle piattaforme web, come la geolocalizzazione in tempo reale utilizzata per organizzare proteste o attacchi. Il ministero dell’Economia digitale ha già annunciato la cancellazione di migliaia di contenuti illegali e la sospensione di centinaia di account sui social media.

Le possibili derive liberticide

Tuttavia, questa possibile stretta sui social media evoca ricordi di quanto accaduto durante la pandemia di Covid-19, quando i governi hanno applicato controlli ferrei sui contenuti online, limitando la libertà di espressione e il diritto al dissenso, come ampiamente dimostrato da inchieste come i Twitter Files, i Facebook Files e i Lockdown Files.

Il controllo eccessivo esercitato sui social durante quel periodo ha portato all’adozione di un atteggiamento paternalistico da parte dei governi e allo sdoganamento del concetto di «censura costruttiva» per salvaguardare la collettività, innescando una serie di interrogativi fondamentali: chi sorveglia i sorveglianti? Chi impedisce che i diritti dei cittadini vengano calpestati in nome del presunto bene comune?

Evitare i disordini o censurare il dissenso?

La proposta del governo francese di eliminare alcune funzioni delle piattaforme web solleva timori legittimi riguardo alla libertà di espressione e alla democrazia. Sebbene si sostenga che non ci sarà un black out virtuale totale e che l’obiettivo sia quello di evitare nuovi disordini, l’impatto di tali misure potrebbe essere controproducente. Invece di placare gli animi, potrebbero generare ulteriore rabbia e frustrazione tra i manifestanti.

È importante riflettere sul ruolo dei social media nella società contemporanea. Indubbiamente, questi strumenti hanno un’influenza significativa sulla diffusione delle informazioni e sulla mobilitazione delle persone. Tuttavia, la soluzione non può essere quella di limitare le libertà dei cittadini o di trasformare i social media in strumenti di sorveglianza e controllo.

La libertà di espressione è un pilastro fondamentale delle società democratiche. Qualsiasi tentativo di limitarla deve essere affrontato con estrema cautela e vigilanza e soprattutto si deve respongere ogni tentativo di strumentalizzare le crisi per imporre misure draconiane.

Le autorità devono garantire che le misure adottate rispettino i diritti fondamentali dei cittadini e non violino il principio di proporzionalità. Inoltre, è necessaria una supervisione indipendente per assicurare che queste misure non siano utilizzate per scopi politici o per sopprimere il dissenso.

Libertà di espressione a rischio

In conclusione, la proposta del governo francese di adottare misure drastiche per controllare i social media solleva importanti questioni riguardanti la libertà di espressione e la democrazia. Mentre è comprensibile che il governo cerchi di prevenire violenze e disordini durante eventi sensibili, come la festa nazionale, è essenziale trovare un equilibrio tra la sicurezza pubblica e i diritti fondamentali dei cittadini. Le misure proposte, come l’eliminazione di funzionalità delle piattaforme web, potrebbero avere effetti negativi sulla libertà di espressione e alimentare un clima di sfiducia e insoddisfazione.

Inoltre, in un contesto in cui il governo assume un ruolo sempre più attivo nel regolare e limitare la comunicazione online, è cruciale garantire che vi sia una supervisione indipendente e che i cittadini possano esercitare il proprio diritto alla critica e al dissenso senza timori di ritorsioni o censure.

La libertà di espressione non può essere sacrificata sull’altare della sicurezza o della stabilità politica. È essenziale che il governo francese prenda in considerazione alternative che permettano di affrontare le preoccupazioni di sicurezza senza violare i diritti dei cittadini.

La democrazia si basa sulla partecipazione attiva dei cittadini e sulla possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni.

Limitare l’accesso alle informazioni e reprimere il dissenso minaccia la pluralità di idee e mette a rischio la vitalità stessa della democrazia. È responsabilità di ogni cittadino e della società nel suo insieme rimanere vigili e difendere i diritti fondamentali di libertà di espressione, anche in tempi di crisi o tensione sociale.