«Siamo di fronte a una crisi di regime, perché è il principio stesso della rappresentanza del popolo attraverso gli eletti, quello ereditato dal 1789, e sul quale poggiano le nostre istituzioni, che è messo in causa».
Così Dominique Rousseau, giurista e professore alla Sorbonne, su Le Monde, denuncia la crisi della democrazia in Francia, ricordando anche che «da trent’anni, la Costituzione è stata rivista dieci volte». Uno degli slogan più urlati dai manifestanti è proprio: «Lo stato di diritto non esiste più».
Il golpe bianco di Macron
L’atto d’accusa si rivolge contro gli atti di un governo che ha scelto la strada dell’autoritarismo, realizzando di fatto un «golpe bianco», come lo ha definito Fausto Bertinotti su Il Riformista.
A Parigi e in tutte le grandi città francesi milioni di cittadini hanno sottoscritto una mozione di sfiducia contro il sistema. Lo scontro sull’età pensionabile, da questione sindacale, è diventato una questione politica. Lo scontro tra i manifestanti e il governo ha messo in luce che quest’ultimo, sulla sua riforma delle pensioni, non dispone della maggioranza parlamentare. Invece di prenderne atto, il governo ha fatto ricorso all’articolo 49.3, che consente al Presidente di varare una legge senza passare per il voto del Parlamento.
Macron si è rifiutato di ascoltare la voce dei cittadini, le ragioni dei lavoratori e la forza delle proteste. E ora ne paga il prezzo con una protesta che è ben lungi dal fermarsi.
Le proteste, infatti, non arretrano e anzi, dopo la guerriglia della scorsa settimana, continuano. Si prepara, infatti, una nuova giornata di mobilitazione per domani, martedì.
Continuano le proteste
La posizione dei sindacati è netta: «Il forte rifiuto di questo progetto da parte della società è legittimo e bisogna continuare a farsi sentire», ha dichiarato Marylise Léon, vicesegretaria generale della Cfdt, citata dall’emittente Bfmtv.
Prima del rinvio della visita di Carlo III, i sindacati avevano promesso di continuare la battaglia: «Noi continueremo la mobilitazione» contro la riforma delle pensioni, e anche la visita di re Carlo III in Francia «sarà nel nostro mirino», hanno detto due sindacalisti, Mathieu Obry della Cgt e Yvan Fort di Force Ouvrière, in dichiarazioni rese al quotidiano francese Sud-Ouest.
Sul fronte degli scioperi, nettezza urbana ed energia sono sempre i settori in prima fila e i disagi sono enormi. Alle pompe di benzina la penuria comincia a farsi sentire, anche se grazie a un intervento della polizia che ha sbloccato i rifornimenti dalla raffineria di Normandia - che serve Parigi - la situazione è migliorata questa mattina.
I sondaggi
Rassemblement National di Marine Le Pen vola e aggancia Nupes al 26%. Pur non avendo appoggiato ufficialmente il movimento delle piazze, è la forza che beneficia maggiormente delle proteste e cresce soprattutto tra le fasce più ostili alla riforma delle pensioni.
Il partito di Macron arretra di ben cinque punti e ormai si appoggia solo sui pensionati.