Allarme variante Omicron, divieto di «baci» a Natale. La proposta fa discutere

Emiliana Costa

3 Dicembre 2021 - 17:45

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La quarta ondata continua a piegare l’Europa e l’arrivo della variante Omicron aggrava la situazione. Per contenere i contagi, arriva la proposta di divieto di «baci» a Natale. Entriamo nel dettaglio.

Allarme variante Omicron, divieto di «baci» a Natale. La proposta fa discutere

La quarta ondata di Covid continua a piegare l’Europa e l’arrivo della variante Omicron complica la situazione. Come riporta la mappa dell’Ecdc di questa settimana, il vecchio continente è ormai gran parte in zona rossa o rosso scuro (ovvero il rischio epidemiologico massimo). I governi corrono ai ripari con nuove restrizioni per «salvare il Natale».

E se in Italia dal 6 dicembre al 15 gennaio sarà attivo il super green pass (il certificato verde rilasciato con la sola vaccinazione o guarigione da Covid-19), in Gran Bretagna si discute sul tipo di misure da mettere in campo. E c’è una proposta sui party natalizi con i baci sotto il vischio che fa discutere. Ma entriamo nel dettaglio.

Divieto di «baci sotto il vischio», il governo britannico si divide

Nel Regno Unito si registrano circa 50 mila contagi al giorno da Covid-19, ma il primo ministro Boris Johnson sembra intenzionato a non voler introdurre nuove misure restrittive, oltre all’obbligo di mascherina nei negozi e sui mezzi pubblici. Per ora, dunque, niente green pass né obbligo vaccinale.

«Vogliamo - ha spiegato il premier - che le persone continuino come ora. Non dovrebbero cancellare niente, non c’è nessun bisogno di farlo. Il Natale quest’anno sarà considerevolmente meglio dell’anno scorso». Dunque per Johnson via libera a festicciole natalizie, storica tradizione negli uffici inglesi. Così come le recite a scuola. Altro grande classico del Natale.

Di tutt’altra idea, il sottosegretario allo Sviluppo economico George Freeman, che ha esortato le aziende a cancellare le festicciole di Natale: «Col mio staff faremo un brindisi su Zoom». Gli fa eco la ministra del Lavoro Theresa Coffey, che ha ammonito «non baciatevi sotto il vischio con gli estranei».

La ministra però è stata subito smentita dal ministro della Salute, Sajid Javid, che ha ribattuto: «Baciatevi con chi vi pare. Non è affare del governo con chi vi baciate. Godetevela».

Boris Johnson sembra irremovibile: «Non c’è nulla nelle attuali regole che impedisca a chiunque di fare feste di Natale. Non vogliamo che la gente cancelli questi eventi, non c’è nessuna indicazione governativa a questo fine». Da Downing Street hanno confermato che anche loro andranno avanti con una serie di party natalizi per lo staff.

Party natalizi, la scelta degli uffici della City

Molti uffici, soprattutto nell’area della City, avrebbero scelto la linea della prudenza, annullando o ridimensionando i party organizzati in vista delle festività. Ma il panorama che si profila è a macchia di leopardo, tra chi raccoglie l’invito al low profile e chi al «bacio sotto il vischio» non vuole assolutamente rinunciare.

Cosa c’è dietro le scelte di Boris Johnson

Ma perché Downing Street non vuole ridimensionare i party natalizi per cercare di contenere i contagi da Covid-19? Dietro la scelta del premier ci sono diverse ragioni. Prima di tutto, si vuole evitare di arrivare a nuovi lockdown dal momento che l’economia inglese è quella che ha ripreso a correre maggiormente, con una crescita di quasi il 7%.

In secondo luogo, la paura che i cittadini dopo due anni di pandemia non accetterebbero altre limitazioni. E infine, un diverso approccio rispetto all’andamento dei contagi. Il governo britannico non bada tanto ai casi giornalieri (che sono circa 50 mila al giorno), quanto al livello di ricoveri e decessi. Che al momento resta gestibile.

E quindi, per Johnson via libera ai party natalizi in ufficio. Nessun divieto ufficiale. Non resta che ai lavoratori decidere se festeggiare o rimandare il «bacio sotto il vischio» al prossimo anno.

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