Fase 2, Viminale rafforza controlli e posti di blocco nel primo weekend dopo il 4 maggio

Mario D’Angelo

09/05/2020

07/05/2021 - 18:01

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È il primo weekend della Fase 2: il Ministero dell’Interno annuncia maggiori controlli

Fase 2, Viminale rafforza controlli e posti di blocco nel primo weekend dopo il 4 maggio

Viminale in allerta per il primo weekend della Fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia. Dopo le polemiche sulle foto dei Navigli di Milano, nella giornata di oggi e domenica sono stati individuati due giorni particolarmente delicati per il contenimento dell’epidemia. Il Ministero dell’Interno ha quindi rafforzato tutti i controlli delle forze dell’ordine, come già è stato fatto per il periodo di Pasqua e Pasquetta.

Controlli nel primo weekend della Fase 2

All’attenzione delle forze dell’ordine saranno in particolare gli assembramenti, nei parchi come nelle spiagge. Nei primi, a monitorare, ci saranno le pattuglie di polizia a cavallo.

Polizia e carabinieri controlleranno anche le vicinanze delle attività di ristorazione e dei luoghi della movida, in modo da evitare eventuali assembramenti per il viavai per l’asporto di bibite o alimenti.

I controlli a Roma

Sarà difficile uscire dalla città senza un valido motivo. A Roma, ad esempio, saranno sotto osservazione le vie consolari e, in generale, le strade in uscita verso il litorale, i laghi e i Castelli. Le forze dell’ordine avranno particolare attenzione per evitare il raggiungimento delle seconde case, ancora non consentito.

Sempre nella Capitale le forze dell’ordine vigileranno sui luoghi tradizionali di svago e ritrovo come Trastevere, San Lorenzo, Ponte Milvio, ma anche parchi e ville pubbliche, luoghi prediletti da runner e famiglie, dove potrebbero verificarsi assembramenti.

Il numero dei controlli, intanto, descrive un maggior rispetto delle regole da parte degli italiani. A fronte di 175 mila controlli, infatti, solo 1.894 di questi hanno portato a una sanzione, ha fatto sapere il Viminale. Le attività commerciali controllate sono state 67 mila, ma ci sono state soltanto 130 sanzioni e 43 provvedimenti di chiusura.

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