Oltre alle accise, esiste un altro balzello fiscale sul prezzo di benzina e diesel, forse ancora più difficile da accettare.
Il prezzo del carburante continua a salire e, nonostante i tentativi di contenimento messi in campo dal Governo, rimane su livelli particolarmente elevati. Con un recente provvedimento, è stata infatti prorogata al 1° maggio 2026 la riduzione di 24,40 centesimi di euro al litro su benzina e diesel, una misura pensata per alleggerire il peso dei rincari su famiglie e imprese.
Tuttavia, questo intervento non è stato sufficiente a riportare i prezzi su livelli più sostenibili: attualmente, la media nazionale si attesta intorno a 1,783 euro al litro per la benzina e a 2,074 euro per il diesel, cifre che continuano a incidere in modo significativo sul bilancio degli automobilisti e sui costi della filiera produttiva.
Come ormai noto, una parte consistente di questi aumenti è riconducibile al recente conflitto in Medio Oriente, che ha determinato nuove tensioni sui mercati energetici internazionali, influenzando il prezzo del petrolio e, di conseguenza, quello dei carburanti. Tuttavia, questo fattore può giustificare soltanto l’aumento legato alla materia prima e ai costi di distribuzione. Il prezzo finale alla pompa, infatti, è appesantito anche da una componente fiscale particolarmente rilevante: le ormai celebri accise. [...]
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