Burro scarseggia, prezzo alle stelle. Cosa succede?

Mentre il burro comincia a scarseggiare, il suo prezzo inizia ad aumentare ogni giorno di più. Cosa sta succedendo?

Burro scarseggia, prezzo alle stelle. Cosa succede?

Il prezzo del burro sta aumentando e i consumatori se ne stanno rendendo conto già in questi giorni.

A lanciare l’allarme è stata la Coldiretti che ha evidenziato, soltanto a maggio, quotazioni alla produzione praticamente raddoppiate. La domanda ora è perché il prezzo del burro stia aumentando e quanto tutto ciò andrà a ripercuotersi sulle tasche dei consumatori, non solo italiani ma anche europei.

L’incremento dei prezzi è stato e continuerà ad essere determinato dalla sempre crescente scarsità dei prodotti. Secondo i principi di base dell’economia, più un bene scarseggia più il suo prezzo sarà elevato. È esattamente ciò che sta accadendo al burro, ma allora viene da chiedersi da cosa dipenda la scarsità che sta facendo decollare i prezzi.

La risposta è semplice, ma non banale, e risiede nel tanto criticato e ormai bistrattato olio di palma. Scendiamo nel dettaglio della questione e tentiamo di capire davvero perché il prezzo del burro sta aumentando e quanto dovremmo pagare in più.

Prezzo burro alle stelle: perché? 2 motivi

Come abbiamo già accennato, l’aumento del prezzo del burro è stato determinato dall’abbandono dell’olio di palma, ma non solo. A pesare sui prezzi e dunque sulle tasche dei consumatori è stata anche la legge, entrata in vigore lo scorso 19 aprile, che obbliga ad indicare l’origine di tutti i prodotti lattiero-caseari. Sono questi i due motivi alla base dell’aumento dei prezzi del burro.

Le scelte dei consumatori italiani, ma anche europei, sono tornate ad influenzare il mercato: il 60% dei connazionali non acquista più prodotti che contengono olio di palma, le cui importazioni sono crollate del 41% solo nei primi 2 mesi dell’anno.

Sempre per le elementari leggi dell’economia, nel momento in cui nessuno vuole più comprare un determinato bene, il suo prezzo crolla ed è proprio quello che sta succedendo con l’olio di palma. Se quest’ultimo è crollato, di riflesso il prezzo del burro, la nuova alternativa all’olio, è decollato.

Prezzo burro sale: conseguenze per consumatori e non solo

Le rilevazione effettuate dalla Coldiretti non hanno avuto un esito incoraggiante. I dati resi noti in occasione della giornata Mondiale del latte, hanno mostrato quotazioni del burro alla produzione quasi raddoppiate a maggio.

Rispetto allo stesso periodo del 2016 l’aumento è stato enorme. Gli ultimi dati parlano di come, all’ingrosso, un chilo di burro sia venduto a 4,67 euro ossia al 104% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

La federazione delle imprese dolciarie di Francia ha già avvertito circa l’arrivo di prossimi rincari. Se il prezzo del burro aumenta a dismisura, l’unico modo per continuare a produrre è quello di alzare il costo per i consumatori.

Le conseguenze di questo aumento dei prezzi si stanno facendo sentire proprio sulle imprese dolciarie che non riescono più a reperire il bene necessario alla produzione, non solo per i prezzi elevati ma anche e soprattutto per l’impossibilità di reperirlo. Alla luce di tutto questo, la domanda è una sola: fin dove si spingerà il prezzo del burro?

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