Aumentano i prezzi alla pompa con l’addio al taglio delle accise. Ecco quanto costerà un pieno di benzina e diesel
Quanto costerà fare rifornimento di carburante la prossima settimana? Una domanda tutt’altro che banale, soprattutto alla luce del rialzo dei prezzi di benzina e diesel legato alla fine del periodo coperto dal taglio delle accise.
La misura voluta dal governo Meloni per limitare le conseguenze della guerra in Iran, e in particolare del blocco dello Stretto di Hormuz, terminerà infatti il 1° maggio 2026. Già da questo weekend, quindi, così come per tutta la prossima settimana (dal 4 al 10 maggio), è lecito attendersi un aumento significativo dei prezzi di benzina e diesel, con rincari più marcati soprattutto in autostrada.
Brutte notizie, dunque, per chi ha in programma un viaggio per il ponte del 1° maggio, al quale conviene sicuramente fare il pieno con qualche giorno di anticipo. E, per quanto il governo voglia evitare di raggiungere un nuovo record negativo - quello del Paese europeo con il diesel più caro - al momento non sembrano esserci risorse sufficienti per una nuova proroga della misura.
Le famiglie italiane si preparano quindi a subire le conseguenze di quanto sta accadendo in Medio Oriente, tenendo conto che l’aumento dei prezzi di benzina e diesel rischia di avere effetti ben più ampi, alimentando una nuova spinta inflattiva.
Taglio delle accise addio dall’1 maggio
Oggi la benzina ha un prezzo medio di 1,738 euro al litro sulla rete ordinaria e di 1,788 euro in autostrada, mentre il gasolio ha ormai superato la soglia dei 2 euro: nel dettaglio, siamo a 2,060 euro sulla rete stradale e a 2,117 euro in autostrada.
Su questi prezzi incide, in positivo, il taglio alle accise che il governo Meloni ha introdotto per far fronte all’emergenza scaturita dallo scoppio della guerra in Iran, con un risparmio di circa 24,4 centesimi al litro. Nel dettaglio, per benzina e diesel l’accisa è stata ridotta da 67 a 47 centesimi al litro, mentre per il Gpl si è passati da 27 a 17 centesimi per chilogrammo.
Come anticipato, però, il taglio è in scadenza il 1° maggio 2026: per questo motivo dobbiamo prepararci a un aumento dei prezzi di benzina e diesel, con un rincaro che potrebbe tradursi in diversi euro in più a ogni pieno.
La possibilità di una proroga non è del tutto esclusa, come confermato da Matteo Salvini, ma resta il nodo delle risorse: basti pensare che per finanziare il taglio per 45 giorni sono stati necessari circa 1 miliardo di euro, una cifra che il governo fatica a reperire per prolungare ulteriormente la misura.
Quanto costeranno benzina e diesel dall’1 maggio?
Nonostante il governo si “vanti” di essere tra i Paesi europei in cui l’aumento dei prezzi dei carburanti alla pompa sia stato più contenuto, già dal 2 maggio l’Italia potrebbe ritrovarsi a essere il Paese con il costo del diesel più alto.
Nel dettaglio, considerando i prezzi medi attuali e aggiungendo i 24,4 centesimi derivanti dalla fine del taglio alle accise, già da questo weekend la benzina salirebbe a circa 1,981 euro al litro, posizionandosi leggermente sopra la media europea.
Per quanto riguarda il diesel, invece, si raggiungerebbe una vetta tutt’altro che ambita: con un prezzo stimato di circa 2,307 euro al litro, l’Italia rischierebbe di diventare il Paese europeo in cui il gasolio costa di più.
Qui possiamo fare qualche esempio per capire quanto spenderanno in più le famiglie. Pensiamo, ad esempio, a un pieno da 50 litri: con la fine del taglio alle accise, il prezzo aumenterà di circa 24,4 centesimi al litro: questo significa che si pagheranno circa 12,20 euro in più rispetto a oggi. Nel dettaglio, per la benzina si passerebbe da una spesa media di circa 87 euro a quasi 99 euro. Ancora più pesante l’impatto sul diesel: da circa 103 euro si arriverebbe a oltre 115 euro.
Un rincaro che, moltiplicato per più rifornimenti al mese, rischia di incidere in modo significativo sul bilancio delle famiglie, soprattutto per chi utilizza l’auto quotidianamente.
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