Prescrizione: significato, calcolo e differenze tra civile e penale

Qual è il significato di prescrizione? Dipende dalla valenza civile e penale, dalle quali dipende anche il termine. Ecco le differenze e la guida al calcolo della prescrizione.

Prescrizione: significato, calcolo e differenze tra civile e penale

La prescrizione è l’istituto giuridico riguardante gli effetti giuridici del trascorrere del tempo.

La prescrizione assume un diverso significato a seconda della valenza civile o penale.

Nel dettaglio, nell’ambito civile la prescrizione è l’istituto che comporta l’estinzione di un diritto soggettivo qualora il titolare non ne abbia beneficiato entro il limite di tempo indicato dalla legge.

Nel diritto penale, invece, la prescrizione è la causa di estinzione del reato; quindi, qualora sia trascorso un determinato periodo di tempo -di seguito approfondiremo il come si calcola- senza che sia stata emessa una sentenza definitiva, lo Stato non può più perseguire l’autore del reato, il quale sarà prosciolto per estinzione del reato.

Nel diritto penale la prescrizione del reato si differenzia da quella della pena, come vedremo in maniera più approfondita nel prosieguo dell’articolo.

Quindi quando si parla del significato di prescrizione bisogna capire prima a quale valenza si fa riferimento, se a quella penale o civile.

Quello della prescrizione, specialmente in ambito penale, è un tema ancora oggi di profonda discussione. Infatti, spesso a causa della lentezza dei procedimenti penali molti reati cadono in prescrizione e persone colpevoli per aver commesso il fatto vengono prosciolte.

Questo ad esempio è quanto successo al pedofilo colpevole per aver molestato una dodicenne nel lontano 1997, che adesso grazie alla prescrizione, ma specialmente ai ritardi del processo, può circolare a piede libero.

Non è il primo né sarà l’ultimo caso in cui una persona colpevole non viene condannata per lo scattare della prescrizione; quindi se volete saperne di più sul perché questo accade e su come funziona l’istituto della prescrizione in Italia, qui siete nel posto giusto perché di seguito trovate tutte le informazioni sul calcolo e sulle differenze tra prescrizione del reato e della pena.

Prima però ecco qual è il significato, e il termine, della prescrizione nel diritto civile.

Prescrizione nel diritto civile: significato e termine

Nel diritto civile la prescrizione è disciplinata dagli articoli 2934 - 2963 del Codice Civile.

Qui viene stabilito che la prescrizione è l’estinzione del diritto soggettivo nel caso in cui il titolare non lo eserciti per un certo periodo di tempo. Il termine della prescrizione nel diritto civile varia a seconda delle fattispecie, ma per la maggior parte dei casi è di 10 anni (prescrizione ordinaria).

Fondamento della prescrizione è la certezza del diritto. In questo modo infatti si tutela l’interesse del soggetto passivo, poiché questo non può rimanere obbligato per un periodo indefinito di tempo.

Il titolare di un diritto quindi è obbligato ad esercitarlo entro un determinato periodo di tempo, altrimenti non potrà più farlo.

Inoltre, la prescrizione tutela coloro che hanno adempiuto ad una determinata obbligazione: può succedere infatti che con il trascorrere del tempo vengano persi quei documenti che provano l’effettività di un adempimento, come ad esempio l’atto di compravendita di un immobile. In questo caso la prescrizione li tutela, perché dopo un determinato periodo di tempo non sarà più necessaria alcuna prova.

La prescrizione però non vale per tutti i diritti; infatti, non sono soggetti a prescrizione i diritti indisponibili (diritti soggettivi che non possono essere trasmessi dal titolare a un altro soggetto) come quelli di personalità, gli status familiari e la potestà dei genitori sui figli.

Qual è il termine della prescrizione nel diritto civile? Per tutte quelle leggi per le quali non è specificato un tempo per la prescrizione si applica il termine di prescrizione ordinaria, che come abbiamo visto è di 10 anni.

Ci sono però dei diritti o delle fattispecie per le quali si applica un termine diverso di prescrizione, come ad esempio:

  • 20 anni: diritti reali su cosa altrui;
  • prescrizione breve 5 anni: capitale nominale dei titoli di Stato, annualità pensioni militari, indennità per la cessazione del rapporto di lavoro, azione di responsabilità dei creditori sociali verso gli amministratori;
  • prescrizione presuntiva 3 anni : diritti dei lavoratori per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese, dei professionisti per il compenso dell’opera prestata, dei notai per gli atti del loro ministero, degli insegnanti per la retribuzione delle lezioni impartite a tempo più lungo di un mese;
  • 1 anno: diritti verso gli esercenti pubblici dei servizi di linea, pagamenti delle rate dei premi assicurativi, pagamenti delle provvigioni, compenso atti compiuti da ufficiali giudiziari.

Per le fattispecie del diritto civile, quindi, la prescrizione è determinata dalla legge.

Anche per il diritto penale è così, ma in questo caso calcolare la prescrizione è più complesso; vediamo perché.

Per approfondire potrebbe interessarti anche: Prescrizione multe: termine di notifica e regole 2017.

Prescrizione nel diritto penale: significato, calcolo e differenze tra reato e pena

Nell’ordinamento penale italiano si fa differenza tra prescrizione del reato e prescrizione della pena.

Fondamento di entrambi è che la pretesa punitiva dello Stato scompare qualora sia decorso un determinato periodo di tempo. Ci sono però delle differenze sostanziali:

  • prescrizione del reato: se con il decorso di un determinato periodo di tempo manca la sentenza di condanna irrevocabile, scatta l’estinzione del reato per prescrizione. Lo Stato quindi rinuncia all’applicazione della sanzione punitiva;
  • prescrizione della pena: anche per una sentenza passata in giudicato, ma con una pena non eseguita per un determinato periodo di tempo, è prevista la prescrizione. Il passare del tempo quindi ha delle conseguenze anche per le pene.

Quindi, mentre nel primo caso la prescrizione agisce sul diritto penale sostanziale, nel secondo ha effetti sull’esecuzione della pena.

Qui vogliamo soffermarci sulla prescrizione del reato e sul termine previsto dalla legge. In questo caso non è definito, ma va calcolato a seconda della fattispecie di reato.

In linea generale la regola vuole che per il calcolo del termine della prescrizione nel diritto penale si debba fare riferimento alla pena massima stabilita dalla legge per il reato imputato, con un minimo di 6 anni per i delitti e di 4 anni per le contravvenzioni.

Nel calcolo del termine della prescrizione non rientrano né le aggravanti né le attenuanti. Rientrano invece le circostanze ad effetto speciale (che comportano un aumento di pena superiore ad 1/3, e quelle speciali che determinano una pena di specie diversa.

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