Prendere il sole in balcone può costare fino a 10.000 €: ecco quando

Isabella Policarpio

27/05/2021

15/06/2021 - 13:12

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Prendere il sole in balcone, in costume o in reggiseno, si può o è vietato dalla legge e dai regolamenti condominiali? Attenzione perché talvolta può costare una multa salata.

Prendere il sole in balcone può costare fino a 10.000 €: ecco quando

La multa per chi prende il sole in balcone, magari in costume da bagno o in reggiseno può arrivare nelle ipotesi peggiori fino a 10.000 euro, poiché potrebbe integrare la fattispecie prevista all’articolo 726 del Codice penale, ovvero «Atti contrari alla pubblica decenza».

Abbronzarsi in balcone infatti potrebbe violare le regole condominiali e offendere il decoro pubblico, per questo ci sono una serie di regole da rispettare e tra queste l’obbligo di non offendere il decoro del condominio di fronte ai vicini e ai passanti.

Ciò non significa che prendere il sole in casa sia vietato in modo assoluto: per farlo, basta rispettare piccoli accorgimenti e, se la terrazza è condominiale, chiedere il permesso agli altri condomini (sempre che non sia espressamente vietato dal regolamento condominiale).

Si può prendere il sole in balcone e quando scatta la multa?

Prendere il sole sul proprio balcone non è sempre legale. Infatti, anche se si tratta di spazi privati, sono comunque soggetti al rispetto del cosiddetto “decoro pubblico” in quanto posti all’attenzione di un numero indeterminato di persone.

Prendere il sole nudi (o quasi) in giardino o sul balcone, potrebbe “turbare” il vicinato e, di conseguenza, esporre al rischio di pensati sanzioni. Nel dettaglio, si infrange il dettato dell’articolo 726 del Codice penale sulla pubblica decenza, che recita:

“Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 10.000.”

L’articolo in questione rientra tra quelli che sono stati depenalizzati dal legislatore, significa che non comporta conseguenze penali, tuttavia la sanzione amministrativa per chi offende il decoro pubblico abbronzandosi è tutt’altro che trascurabile: parte da 5.000 euro e può raggiungere i 10.000 euro nelle ipotesi più eclatanti (ad esempio quando la persona che prendere il sole lo fa con atteggiamenti contrari alla morale pubblica, in maniera ripetuta e in zone particolarmente affollate).

Quando si può prendere il sole in balcone?

Quanto detto non significa che la tintarella in balcone, in giardino o in terrazza sia sempre vietata. Bisogna considerare diversi fattori, in primis la riservatezza del luogo.

Ciò significa che se il bancone o la terrazza sono così in alto da essere al riparo da sguardi indiscreti, prendere il sole è sempre possibile, anche nudi. Stessa cosa se il giardino è protetto da un alto recinto o da una siepe che non permette di vedere al suo interno.

Bisogna poi considerare anche la zona in cui si vive, se per esempio è poco affollata o, al contrario, in prossimità di scuole. Altri elementi rilevanti possono essere l’orario o l’abbigliamento indossato. Insomma serve seguire il principio generale del buonsenso.

Se la terrazza o il giardino è condominiale serve il permesso per prendere il sole?

Cosa succede se la terrazza appartiene al condominio? Non sempre è chiaro se è possibile abbronzarsi sulla terrazza o nel giardino condominiale, per questo occorre consultare il regolamento condominiale.

Se mancano previsioni di questo genere si potrà sempre proporre la questione nell’ordine del giorno dell’assemblea di condominio e cercare, insieme agli altri condomini, di raggiungere un compromesso circa gli orari e le modalità della tintarella.

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