Portafoglio del Martedì: investimento su Telecom Italia si chiude in rosso

Ufficio Studi Money.it

13 Luglio 2021 - 15:12

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Nonostante la perdita innescata dall’investimento nelle azioni Telecom Italia, il rendimento complessivo del nostro portafoglio si conferma sopra quota 100 punti percentuali.

I dati intraday e in tempo reale del Grafico TLIT sono tratti dalle quotazioni di prodotti OTC.

Negli ultimi sette giorni il rendimento complessivo del nostro portafoglio di investimento realizzato con i Turbo Certificates di UniCredit ha registrato una decisa contrazione a causa dell’investimento nelle azioni Telecom Italia.

Se nella precedente occasione il titolo TIT ci aveva regalato un rendimento di oltre 24 punti percentuali, con l’ultimo trade, entrato ed in stop loss dopo pochi giorni, abbiamo registrato una contrazione del rendimento decisamente simile.

A questo punto, all’interno del nostro Portafoglio del Martedì troviamo gli investimenti sulle azioni Ferrari, BPER Banca, sul titolo Snam Rete Gas, su STMicroelectronics e su Banco BPM. La quota di liquidità è al 35%.

Portafoglio di investimento: la situazione generale

Se fino qualche tempo fa il rendimento del decennale USA era in decisa ascesa (tra agosto 2020 e marzo 2021 è passato dallo 0,5 all’1,77%), a partire da inizio aprile il dato ha iniziato una fase di correzione che lo ha portato all’’attuale 1,33%.

E’ probabile che l’arrivo delle nuove varianti abbia finito per fiaccare l’entusiasmo degli operatori sulla ripresa dell’economia USA e che le ultime indicazioni arrivate da Pechino siano risultate deludenti (se fino a qualche mese fa il confronto era con mesi di lockdown, a giugno 2020 la seconda economia mondiale era già stata “normalizzata” dalla pandemia).

Non va escluso il fatto che i mercati possano iniziare a prezzare uno scenario “giapponese” che obbligherebbe la Fed e le altre maggiori banche centrali a tenere in piedi il blocco di stimoli a tempo indefinito.

Per ora a prevalere è la view che il rendimento dei Treasury sia in una fase di storno in attesa di ripartire quando l’incremento dei salari sarà inglobato dai prezzi al consumo.

Diffuso oggi, l’aggiornamento relativo l’inflazione USA a giugno ha evidenziato un andamento decisamente maggiore delle stime (+0,9% mensile e +5,4% annuo vs un consenso a +0,5% e +4,9%). Secondo autorevoli commentatori, entro la fine dell’anno il rendimento del decennale USA si attesterà sopra il 2%.

Dal fronte europeo, la BCE ha modificato in senso “colomba” la sua guidance sull’inflazione: se prima il target era “vicino, ma inferiore al 2%«, ora diventa un “2% simmetrico». Per l’istituto si tratta della terza volta che questo accade: nel 1998 si parlava di un’inflazione “sotto il 2%” e nel 2003 si è iniziato a stimare un dato in quota 2%. In qualunque caso, riteniamo che qualsiasi intervento da parte dell’istituto guidato da Christine Lagarde arriverà con un ritardo di qualche trimestre rispetto alla Fed.

Spostandoci sul fronte materie prime, l’Opec+ ha terminato l’ultimo meeting senza un accordo sulle mosse future. Se da un lato il cartello è cosciente che solo un rilascio graduale della produzione è in grado di preservare l’attuale livello dei prezzi, dall’altro ci sono membri, come gli Emirati Arabi, che ritengono di aver già fatto abbastanza.

Alla fine è probabile che si trovi una soluzione di compromesso che includa un allentamento di parte dei vincoli per i produttori minori a scapito di quelli più grandi. Anche perché l’alternativa è un “liberi tutti” che finirebbe per ricadere sui prezzi.

Tante carne al fuoco anche questa volta ha finito per portare volatilità in mercati che si stanno preparando per la pausa estiva. Il sentiment resta, e non potrebbe essere altrimenti, ottimista anche se è lecito attendersi qualche scivolone. Come un acquazzone estivo che libera per qualche ora dalla calura, ci attendiamo storni da utilizzare per ricalibrare gli investimenti all’interno dei nostri portafogli.

Portafoglio di investimento: rosso del 20% per il trade su Telecom Italia

Nonostante il deal su Telecom Italia abbia prodotto un rendimento negativo di 22,7 punti percentuali, il rendimento del nostro portafoglio si conferma sopra la soglia dei 100 punti percentuali.


Nello scorso numero del Portafoglio del Martedì avevamo inserito una posizione rialzista sulle azioni Telecom Italia. Convinti che ci fossero le condizioni per un ritorno in area 0,45 euro, avevamo investito tramite un Turbo Open End di UniCredit con codice ISIN DE000HV4HKP9 e leva a 3,86.

Il trade, divenuto operativo lunedì scorso, era basato sulla tenuta del supporto ottenuto unendo i lows del 10 luglio e del 18 settembre 2020. Contrariamente a quanto stimato, i corsi del titolo sono stati in grado non solo di bucare questo livello dinamico ma di oltrepassare anche il sostegno fornito dalla media mobile a 200 giorni.

Azioni Telecom Italia, grafico giornaliero. Fonte: TeleTrader

Questo ha prodotto un rendimento negativo di quasi 5,9 punti percentuali che, moltiplicato per una leva di 3,86 volte, ha ridotto lo “yield” complessivo del nostro portafoglio di oltre 20 punti percentuali. Il -22,7% registrato con questa operazione ha finito per compensare il +24,2% registrato con questo titolo a fine marzo e fatto scendere il rendimento del portafoglio dal 133 al 111 per cento.

Sono attualmente operativi cinque investimenti:

  • quello sul titolo Ferrari (DE000HV4FCL9), che si conferma ben iimpostato in vista del raggiungimento del nostro target a 183 euro;

    Azioni Ferrari, grafico giornaliero. Fonte: TeleTrader
  • su BPER Banca (DE000HV4K8M7), dopo aver sfiorato lo stop loss a 1,7 euro sembrerebbe pronta a riscattarsi;

    Azioni BPER Banca, grafico giornaliero. Fonte: TeleTrader
  • sul titolo Banco BPM (DE000HV8B1D8, per il quale la fase di correzione sembrerebbe finita.

    Azioni Banco BPM, grafico giornaliero. Fonte: TeleTrader

I prodotti e le rispettive leve sono stati selezionati alle 16 del 12 luglio 2021. Le strategie si considerano valide se i prezzi toccano il punto di entrata prima del take profit o dello stop loss.

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