La Polonia ha più oro della BCE. E non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro

Alessandro Nuzzo

20 Gennaio 2026 - 19:49

Varsavia sta investendo tanto nei lingotti e non intende cambiare politica: ecco perché.

La Polonia ha più oro della BCE. E non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro

La Polonia compie un sorpasso simbolico ma tutt’altro che marginale nel panorama economico europeo: le sue riserve auree hanno superato quelle della Banca Centrale Europea. Un risultato che certifica una strategia perseguita con costanza negli ultimi anni e che oggi colloca Varsavia tra i Paesi più attivi nella corsa globale all’oro.

Secondo i dati ufficiali, la Narodowy Bank Polski (NBP) detiene 509,3 tonnellate di oro, contro le 506,5 tonnellate della BCE. L’annuncio è arrivato direttamente dal governatore Adam Glapiński, che ha presentato il traguardo come un chiaro segnale di solidità economica, indipendenza finanziaria e protezione contro le incertezze geopolitiche e monetarie.

L’accumulo di oro da parte della banca centrale polacca non è frutto di una scelta improvvisata. Nel 2016 Varsavia possedeva appena 102 tonnellate di metallo prezioso. Da allora, soprattutto a partire dal 2022, la strategia è stata accelerata in modo deciso: tra il 2022 e il 2024 le riserve sono passate da 228 a 480 tonnellate, fino al balzo definitivo del 2025.

Nel solo primo semestre dello scorso anno, la Polonia ha acquistato 67 tonnellate di oro, risultando il principale acquirente sovrano a livello mondiale. Un dato che emerge anche dalle statistiche del World Gold Council, secondo cui Varsavia ha superato non solo i singoli Stati europei, ma anche la stessa BCE.

Oggi l’oro rappresenta circa il 22% delle riserve totali della NBP, superando l’obiettivo interno fissato al 20%. Per Glapiński si tratta di una soglia strategica: l’oro non dipende da politiche monetarie estere, non è esposto a sanzioni e conserva valore anche nei momenti di crisi profonda. In altre parole, è il bene rifugio per eccellenza.

Dal punto di vista contabile, la scelta si è rivelata vincente. Alla fine del 2024, il valore dell’oro polacco era già superiore di circa 14 miliardi di euro rispetto al prezzo di acquisto. Nel 2025, grazie al rally del metallo prezioso, il valore complessivo delle riserve auree ha raggiunto 44,3 miliardi di euro. Guadagni teorici, certo, perché la NBP ha ribadito di non avere alcuna intenzione di vendere.

Dove è custodito l’oro polacco

Una parte significativa dell’oro è custodita sul territorio nazionale, mentre il resto è depositato nei principali hub finanziari globali, come New York e Londra. Una scelta che unisce sicurezza fisica e flessibilità operativa, mantenendo comunque il controllo sovrano sulle riserve.

Il caso polacco si inserisce in una tendenza più ampia. Nel 2025 le banche centrali di tutto il mondo stanno tornando ad accumulare oro. Nel primo semestre dell’anno gli acquisti globali hanno raggiunto 123 tonnellate, con Paesi come Uzbekistan, Kazakistan, Cina e Turchia particolarmente attivi. Anche alcune economie emergenti stanno rafforzando le proprie riserve per ridurre la dipendenza dal dollaro.

Non mancano le eccezioni: Singapore e la Russia hanno invece ridotto parte delle proprie riserve, ma il saldo complessivo resta positivo.

Il sorpasso della Polonia sulla BCE non cambia gli equilibri monetari europei nel breve periodo, ma manda un messaggio chiaro: in un mondo segnato da guerre, inflazione e instabilità finanziaria, l’oro torna a essere centrale. Varsavia ha scelto di puntarci con decisione, rafforzando la propria sovranità economica e posizionandosi come uno degli attori più determinati nella nuova geografia delle riserve auree globali.

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