Pnrr? In Europa non lo vuole più nessuno

Redazione Money Premium

24/11/2023

Questa tendenza al ribasso può indicare una crescente sfiducia nei confronti delle politiche europee, con le preoccupazioni dei cittadini che riflettono una maggiore polarizzazione politica.

Pnrr? In Europa non lo vuole più nessuno

L’Europa si trova attualmente in una fase caratterizzata da un crescente senso di sfiducia nei confronti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e da una tensione crescente, in particolare nei paesi del nord, che alimenta il sentimento euroscettico.

L’analisi delle opinioni dei cittadini in merito al piano di recupero, che prevede un sostegno finanziario di 723 miliardi di euro attraverso sovvenzioni e prestiti, ha evidenziato una serie di dinamiche interessanti.

Secondo l’ultimo report dell’Eurobarometro, sette cittadini europei su dieci (70%) ritengono che il Pnrr sia una buona iniziativa, anche se si osserva una diminuzione del 5% rispetto ai dati di ottobre 2022. Al contrario, il 21% dei cittadini intervistati pensa che il piano non sia una buona cosa, con un aumento del 4% rispetto ai dati precedenti. Un decimo degli intervistati rimane indeciso (5%) o dichiara di non sapere (5%).

La distribuzione dell’approvazione varia tra i paesi dell’area euro, evidenziando un divario significativo. In Lettonia, ad esempio, meno della metà degli intervistati (47%) ritiene positivo il piano di ripresa, contrariamente alla maggioranza dei cittadini in Italia (83%) e in Spagna (80%). Questa disparità riflette una crescente polarizzazione tra gli Stati membri, con alcuni paesi che mostrano un’approvazione in calo rispetto ai dati precedenti.

Cosa ne pensi del più recente sostegno finanziario dell'UE agli Stati membri dell'UE? Cosa ne pensi del più recente sostegno finanziario dell’UE agli Stati membri dell’UE? Fonte: Eurobarometro (novembre 2023)

Tra le nazioni in cui si è registrata una significativa diminuzione dell’approvazione del Pnrr, troviamo Belgio (-8%), Cipro (-12%), Estonia (-7%), Germania (-6%), Francia (-12%), Lettonia (-15%), Slovenia (-13%), e Spagna (-4%). Questa tendenza al ribasso può indicare una crescente sfiducia nei confronti delle politiche europee di ripresa, con le preoccupazioni dei cittadini che riflettono una maggiore polarizzazione politica.

L’analisi demografica evidenzia ulteriori sfumature nelle opinioni dei cittadini europei. Ad esempio, i più giovani (15-24 anni) mostrano un maggiore sostegno al piano di ripresa rispetto alle fasce d’età più avanzate, con il 74% che approva l’iniziativa rispetto al 67-70% nelle altre categorie di età. Questo divario generazionale potrebbe riflettere una maggiore sensibilità dei giovani alle sfide ambientali, digitali e sociali che il piano si propone di affrontare.

Anche le differenze occupazionali influenzano l’opinione sul Piano di ripresa. Il 72% di coloro che non sono attualmente occupati approva il piano, mentre per tutte le altre categorie professionali, l’approvazione varia tra il 66% e il 69%. Questo suggerisce che la percezione del piano di ripresa potrebbe essere influenzata dalla situazione occupazionale dei cittadini.

Pensi che sia stato positivo o negativo fornire un Piano di ripresa a sostegno di tutti gli Stati membri? Pensi che sia stato positivo o negativo fornire un Piano di ripresa a sostegno di tutti gli Stati membri? Fonte: Eurobarometro (novembre 2023)

Un elemento chiave nel determinare l’opinione sul Piano di ripresa è la percezione dell’euro. Coloro che ritengono che l’euro sia positivo per l’Unione Europea o per il loro paese sono più inclini a sostenere il sostegno finanziario dell’UE per superare la crisi COVID-19. Ad esempio, il 75% di coloro che considerano l’euro positivo per il loro paese approva il Pnrr, rispetto al 57% di coloro che ritengono che l’UE sia negativa per il loro paese.

Se da un lato una maggioranza sostanziale approva l’iniziativa, vi è una crescente sfiducia in alcuni paesi e gruppi demografici. Questa diversità di opinioni potrebbe alimentare tensioni crescenti e contribuire a una maggior polarizzazione nell’Unione Europea, mettendo a dura prova la solidarietà tra i suoi membri.

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