Più ore di lavoro per salvare l’economia. La Germania lancia la sfida delle 12 ore

Laura Pellegrini

23 Febbraio 2026 - 05:25

Per alcuni settori specifici, come turismo, gastronomia e cura, i dipendenti potrebbero dover lavorare fino a 12 ore al giorno. La riforma fa discutere.

Più ore di lavoro per salvare l’economia. La Germania lancia la sfida delle 12 ore

Mentre la Spagna annuncia l’aumento del salario minimo per i lavoratori, la Germania corre ai ripari e annuncia una possibile estensione della giornata lavorativa da 8 a 12 ore, almeno per alcuni settori produttivi. Il Paese non è più la locomotiva d’Europa e per migliorare efficienza e produttività punta a modificare uno dei capisaldi della normativa contrattuale ottenuto dopo anni di lotte sindacali.

Quello che sembrava ormai un diritto acquisito, viene messo nuovamente in discussione. Anziché ridurre l’orario di lavoro e puntare sulla settimana corta, la Germania fa il ragionamento opposto e mira a raggiungere maggiore competitività economica tramite una migliore flessibilità lavorativa.

Le opposizioni e i sindacati sono già sul piede di guerra, così come i lavoratori non sembrano apprezzare le proposte governative.

Germania verso l’aumento dell’orario di lavoro giornaliero

Se otto ore vi sembran poche, provate voi a lavorar”, così diceva una canzone operaia del primo ‘900, quando la giornata lavorativa di 8 ore non era ancora un diritto acquisito e consolidato, come invece si potrebbe pensare oggi. Il governo tedesco guidato da Friedrich Merz, mette in discussione anni e anni di battaglie sindacali e proteste dei lavoratori per ottenere le 8 ore di lavoro al giorno.

La proposta prevede l’introduzione di un limite massimo settimanale di lavoro in sostituzione di quello giornaliero, mantenendo invariate le normative sui periodi di riposo.

Il piano di Berlino è quello di introdurre una settimana lavorativa più lunga per garantire maggiore flessibilità lavorativa: in questo modo, si lavorerebbe per 48 ore a settimana, fino a 12 ore al giorno.
Attualmente i datori di lavoro devono garantire al lavoratore le undici ore di riposo tra un turno e l’altro, con l’aggiunta di una pausa obbligatoria di 45 minuti durante l’orario lavorativo, e concedere almeno un giorno libero a settimana. Queste condizioni resterebbero invariate.

Secondo alcune ipotesi trapelate dal responsabile governativo per il turismo, Christoph Pleiss, la riforma si potrebbe applicare esclusivamente ad alcuni settori produttivi, come turismo, gastronomia e cura.

Lavorare 12 ore al giorno: vantaggio economico o rischio?

L’Istituto Hugo Sinzheimer per il diritto del lavoro (HSI) ha elaborato uno studio che evidenzia quali potrebbero essere le conseguenze e gli effetti dell’introduzione di una giornata lavorativa fino a 12 ore.

Superare le otto ore di lavoro al giorno potrebbe mettere i lavoratori di fronte a rischi importanti per la propria salute fisica e mentale, esponendoli maggiormente a disturbi psicologici e patologie correlate allo stress. Questi elementi incrementerebbero le assenze per malattia e rischierebbero di ridurre, nel complesso, gli anni di possibile attività lavorativa.

L’aumento dei rischi legati a una giornata lavorativa superiore alle 8 ore, come evidenzia lo studio, non si limita all’ambiente di lavoro ma si estendono anche al tragitto casa-lavoro, con possibili conseguenze per coloro che viaggiano sulle strade in condizioni di stanchezza fisica, stress psicologico e pressione lavorativa.

La settimana lavorativa negli altri Paesi europei

La riforma della Germania fa discutere i sindacati e l’opinione pubblica, ma non tutti ricordano che il parlamento greco ha già approvato una delle riforme del lavoro più controverse d’Europa: la possibilità di lavorare fino a 13 ore al giorno per un massimo di 37 giorni all’anno.

Il disegno di legge, firmato dalla ministra del Lavoro Niki Kerameos e sostenuto dal premier conservatore Kyriakos Mitsotakis, prevede che i dipendenti del settore privato possano lavorare fino a 13 ore al giorno con una retribuzione maggiorata del 40% per le ore successive alle otto “tradizionali”.

Secondo i dati Eurostat (2024), la settimana lavorativa media nel Vecchio Continente per i lavoratori dai 20 ai 64 anni è di 36 ore, in calo rispetto alle 37 ore del 2014. Le settimane lavorative più lunghe sono state registrate in Grecia (39,8 ore), Bulgaria (39 ore), Polonia (38,9 ore) e Romania (38,8 ore).

Sul versante opposto ci sono invece i Paesi Bassi, che godono della settimana lavorativa più breve (32,1 ore), seguiti da Danimarca, Germania e Austria (tutti a quota 33,9 ore).

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