Lo studio pubblicato su Nature che mette in crisi un’idea diffusa sulla disuguaglianza economica.
È diventata quasi un’affermazione standard sostenere che la disuguaglianza economica faccia sentire le persone più svantaggiate o che conduca addirittura a disturbi di salute mentale.
Tuttavia, Nicolas Sommet, Adrien A. Fillon, Ocyna Rudmann, Alfredo Rossi Saldanha Cunha e Annahita Ehsan hanno condotto quella che viene definita una meta-analisi degli studi disponibili: in altre parole, sono tornati a esaminare i dati di base, i metodi e i risultati delle ricerche esistenti. Espongono le loro conclusioni in modo netto già nel titolo: “Nessun effetto meta-analitico della disuguaglianza economica su benessere o salute mentale” (Nature, pubblicato il 26 novembre 2025; una sintesi divulgativa dello studio è disponibile online e viene citata di seguito).
È forse utile chiarire meglio la domanda che viene posta. Molti studi utilizzano dati di indagine che chiedono alle persone di rispondere a domande su sé stesse e di valutare il proprio benessere soggettivo, ad esempio su una scala da 1 a 7. Chi ha redditi più bassi tende generalmente a riportare livelli di benessere inferiori rispetto a chi ha redditi più elevati. Ma questo risultato dimostra solo che il reddito è associato al benessere, non che il grado di disuguaglianza influisca sul livello di benessere. [...]
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