Quanto fattura Piquadro? La crescita è più solida di quanto sembri, occhio al dividendo oltre il 6%

Claudia Cervi

13 Gennaio 2026 - 13:41

Piquadro cresce nei conti, ma il mercato guarda soprattutto al dividendo sopra il 6%. Ecco perché il titolo torna interessante per chi cerca rendimento.

Quanto fattura Piquadro? La crescita è più solida di quanto sembri, occhio al dividendo oltre il 6%

C’è un numero che oggi conta più del fatturato. Ed è quello che fa gola agli investitori che guardano Piquadro: un dividendo che supera il 6%.

In un mercato che corre a intermittenza, con i tassi che iniziano a scendere e le certezze che iniziano a vacillare, i titoli “tranquilli” tornano improvvisamente di moda. Non fanno rumore, non promettono rivoluzioni, ma pagano. E Piquadro rientra sempre più in questa categoria.

Il gruppo della pelletteria di lusso non promette rally clamorosi. È una di quelle aziende che crescono poco alla volta, difendono i margini e soprattutto generano cassa sufficiente per remunerare gli azionisti. Nei primi nove mesi dell’esercizio, i ricavi tornano a salire e il terzo trimestre accelera. Segnali positivi, ma non eclatanti.

Eppure il mercato guarda altrove. Perché quando un titolo di Piazza Affari offre un rendimento superiore al 6%, con conti in ordine e marchi riconoscibili, smette di essere solo una “small cap industriale”. Ma diventa un potenziale titolo da dividendo da tenere in portafoglio.

Quanto fattura oggi Piquadro (e perché la crescita è più solida di quanto sembri)

A guardare l’andamento in Borsa, Piquadro non sembra certo una “top pick”. Ma nei conti, qualcosa si sta muovendo, in modo più ordinato di quanto il mercato sembri riconoscere.

Nei primi nove mesi dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, il gruppo ha registrato un fatturato consolidato di 136,8 milioni di euro, in crescita dell’1,7% su base annua. Non sono numeri da capogiro, ma descrivono un miglioramento continuo, trimestre dopo trimestre.

Il segnale più interessante arriva proprio dall’ultimo periodo dell’anno. Nel terzo trimestre (ottobre-dicembre), il fatturato sale a 48,4 milioni di euro, con un incremento del 3,4%. A spingere è soprattutto Lancel, che continua a confermarsi il brand più dinamico del gruppo, con ricavi in aumento del 7,9% nei nove mesi e una crescita diffusa sia nei negozi diretti sia online.

Guardando ai singoli marchi, emerge una fotografia chiara. Piquadro registra ricavi per 54,4 milioni, in lieve calo (-5,1%), penalizzato soprattutto dalla riduzione del canale wholesale, scelta voluta dal management per rafforzare la distribuzione selettiva. In controtendenza, però, crescono i negozi diretti (+5,3%) e soprattutto l’e-commerce, che mette a segno un balzo vicino al +48%.
The Bridge, invece, continua a crescere con ricavi per 26,6 milioni (+4,1%), sostenuti dal buon andamento dei punti vendita diretti e dell’online.

Anche dal punto di vista geografico il quadro resta stabile: l’Italia si conferma il primo mercato del gruppo, con 63,4 milioni di euro di fatturato, pari a oltre il 46% delle vendite complessive, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.

Il punto, però, non è solo quanto cresce Piquadro, ma come. La crescita è sempre più selettiva, meno legata ai volumi e più alla qualità dei ricavi. Una scelta che può pesare poco nel breve, ma che diventa centrale quando l’obiettivo non è stupire il mercato, bensì generare cassa e sostenere nel tempo un dividendo generoso.

Perché il mercato guarda al dividendo (più che alla crescita)

Arrivati a questo punto, il motivo per cui Piquadro resta nel radar degli investitori è più chiaro. La crescita dei ricavi è ordinata, ma non è ciò che accende davvero l’interesse del mercato. Il vero tema è la remunerazione.

Ai prezzi attuali, il titolo offre un rendimento da dividendo del 6,4%, un livello che oggi non passa inosservato, soprattutto in una fase in cui i rendimenti risk-free iniziano lentamente a scendere e la ricerca di flussi cedolari torna centrale nelle strategie di portafoglio.

Negli ultimi anni ha mantenuto una politica di dividendi regolare, sostenuta da una struttura finanziaria sotto controllo e da una gestione prudente della crescita. Il modello di payout di Piquadro privilegia dunque la cassa alla rincorsa dei volumi.

È per questo che il titolo smette di essere una semplice small cap industriale e assume sempre più le sembianze di un titolo da dividendo, pensato per chi cerca rendimento e stabilità più che scommesse sul breve termine.

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