Piazza Affari: nuovi rischi all’orizzonte

Tommaso Scarpellini

0 Commenta

Gli esperti si mostrano preoccupati riguardo la situazione economica in Italia. A complicare le cose, oltre all’alto rapporto debito/Pil, è il contesto energetico. Nuovi problemi all’orizzonte?

Piazza Affari: nuovi rischi all'orizzonte

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Da un punto di vista economico, l’Italia non si presenta certamente come il Paese più solido del territorio europeo. Il debito italiano è infatti stimato a circa il 145% rispetto al Pil. Rappresenta il secondo valore in classifica per dimensioni, al primo posto c’è la Grecia con un valore stimato a circa il 182,1%.

L’Italia presenta un debito che ammonta a circa € 2.300 miliardi e una produttività a rischio contrazione. Ed è per tale motivo che il Tesoro, nella definizione delle linee guida strategiche, si è mostrato intenzionato a cercare di allungare le scadenze dei titoli di debito nella speranza di raccogliere più capitale dai retail. Dal 6 al 9 marzo, infatti, è un programma una nuova emissione di Btp Italia.

La BCE ormai da un anno ha terminato il suo programma di «quantitative easing» e alcuni esperti si sono mostrati preoccupati riguardo la mancanza di un sostengo istituzionale che vada oltre il Transmission Protection Instrument. Nonostante questo, non si notano particolari anomalie nel mercato obbligazionario: lo spread fra i BTP italiani e i titoli di stato degli altri Paesi dell’Eurozona si mantiene costante e inferiore alla soglia critica dei 200. È opinione comune però che questa situazione d’instabilità sarà portatrice di forte volatilità sul mercato, cosa che potrebbe complicare le operazioni del Tesoro. Le pressioni inflazionistiche restano ancora eccessive e la presidente della BCE Christine Lagarde non ha esitato a confermare il fatto che la banca centrale reagirà aumentando ancora i tassi d’interesse nell’area Euro.

Italia: arrivano nuove preoccupazioni economiche e militari

Arrivano preoccupazioni però anche da altre variabili economiche oltre quelle già comunicate a chiusura del 2022. Il commercio estero italiano ha infatti registrato un deficit e la causa sembra attribuibile principalmente al mercato energetico che ha un buco pari a €111,28 miliardi.

L’export non presenterebbe valori allarmanti: la crescita sarebbe guidata dai beni di consumo non durevoli e dai beni intermedi ma l’import energetico vale molto di più. In poche parole il peso della variabile energetica è probabilmente uno dei principali motivi per cui i Paesi del continente europeo si trovano ad affrontare questo genere di problema.

La situazione in Ucraina nel frattempo non sembra affatto migliorare e dal ministro della difesa Guido Crosetto arriva un indizio rilevante riguardo la posizione futura dell’Italia. La Nato vuole che il Paese raggiunga la spesa del 2% del Pil per la difesa già dal prossimo anno, indicando l’interesse per un aumento riguardo la spesa militare e suggerendo che la situazione bellica non sia affatto in dirittura d’arrivo.

Argomenti

# Guerra

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su