I numeri parlano chiaro: il petrolio a 100 dollari può accelerare la transizione, riducendo i tempi di ritorno e aumentando l’attrattività delle auto elettriche. Ma la direzione è già segnata.
Quando il prezzo del greggio si avvicina ai 100 dollari al barile, torna una narrativa familiare: carburanti più cari spingeranno rapidamente la diffusione delle auto elettriche. Ma i dati raccontano una storia più complessa. Il ruolo del prezzo del petrolio è reale, ma incide soprattutto sulla velocità della transizione, non sulla sua direzione.
Partiamo dai numeri. Un’auto elettrica come una berlina di fascia media consuma circa 25 kWh ogni 100 miglia (circa 160 km). Con un costo medio dell’elettricità di 0,175 dollari per kWh, il costo operativo è di circa 4,4–4,5 centesimi per miglio. Tradotto in chilometri, siamo intorno a 2,7 centesimi per km costo per chilometro.
Per un’auto a benzina con un consumo di 38 miglia per gallone (circa 16 km/l), il costo equivalente si raggiungerebbe solo con carburante a circa 1,70 dollari per gallone. Oggi, negli Stati Uniti, il prezzo medio ha superato i 4 dollari al gallone, più del doppio. In Europa, i prezzi sono spesso ancora più alti, con punte superiori a 1,8–2 euro al litro prezzo del petrolio.
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