Questa compagnia di navi (guidata da italiani) sta facendo i soldi veri. E BofA lo sa

Redazione Money Premium

8 Maggio 2026 - 13:54

Da underperform a Buy in un colpo solo: perché Bank of America si è innamorata di questa azienda con il management italiano?

Questa compagnia di navi (guidata da italiani) sta facendo i soldi veri. E BofA lo sa

Mentre gli investitori seguono con apprensione le notizie che arrivano dal Medio Oriente e si interrogano sulle possibili conseguenze di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, esiste un settore della finanza che sta vivendo un vero e proprio momento d’oro: quello delle compagnie di trasporto marittimo di petrolio greggio e prodotti raffinati.

Negli ultimi mesi, le tensioni geopolitiche hanno costretto le petroliere a percorrere rotte molto più lunghe per evitare le zone a rischio, facendo esplodere i noli e generando profitti straordinari per le società del comparto. Anche in uno scenario di distensione, secondo i principali analisti di Wall Street, alcune di queste aziende potrebbero continuare a offrire rendimenti interessanti per i portafogli degli investitori e dei risparmiatori italiani.

Una società in particolare ha attirato l’attenzione di Bank of America, che ha deciso di rivedere al rialzo la propria raccomandazione in modo deciso. L’istituto ha alzato il rating da “underperform” a “buy” e ha portato il target price a 100 dollari per azione, implicando un potenziale upside di circa il 21% rispetto alla chiusura di mercoledì.

L’analista Ken Hoexter di Bank of America ha motivato la scelta nel report pubblicato mercoledì, sottolineando che il titolo resta attraente “sulla sostenibilità di noli elevati e sulle esigenze di ricostituzione delle scorte da parte delle raffinerie, anche qualora le ostilità con l’Iran dovessero terminare”.
Hoexter prevede infatti che i noli, pur diminuendo rispetto ai picchi attuali, rimarranno su livelli storicamente elevati per i prossimi trimestri. Questo scenario dovrebbe permettere alla società di generare flussi di cassa liberi (free cash flow) molto consistenti, sostenendo ulteriormente la redditività e la capacità di distribuzione di dividendi o buyback.

Il contesto geopolitico che ha spinto il settore

Da quando il conflitto tra USA e Iran è scoppiato alla fine di febbraio 2026, il mercato del trasporto marittimo di idrocarburi ha beneficiato di un forte aumento della domanda di “tonnellate-miglio”. Le navi hanno dovuto evitare il Mar Rosso e altre rotte critiche, allungando i viaggi anche del 30-40%. Questo ha creato una scarsità temporanea di capacità di trasporto, facendo impennare i noleggi giornalieri.In questo ambiente favorevole, la società oggetto dell’upgrade di Bank of America ha siglato contratti ben superiori alle attese, in particolare sulle unità specializzate Long Range 2 (LR2) e Medium Range (MR), le più richieste dal mercato.Il titolo ha reagito con forza: da inizio anno ha messo a segno un guadagno superiore al 62%, chiudendo mercoledì a 84,69 dollari, in rialzo del 2,58% nella singola seduta.

Perché Bank of America è così ottimista

Secondo l’analista Ken Hoexter, il vantaggio competitivo di questa compagnia deriva dalla qualità della flotta moderna, dall’ottima gestione operativa e dalla capacità di cogliere le opportunità create dal riassorbimento delle scorte globali di petrolio. Le raffinerie, dopo mesi di destocking, dovranno infatti ricostituire le riserve, sostenendo la domanda di trasporto anche in uno scenario di normalizzazione dei prezzi del greggio.Inoltre, l’offerta di nuove navi resta limitata: i tempi di costruzione sono lunghi e i costi elevati, il che dovrebbe impedire un rapido riequilibrio del mercato a sfavore degli armatori.

Il consenso degli analisti

Bank of America non è l’unica a credere nelle prospettive del titolo. Su 11 analisti che seguono la società, ben 9 esprimono un giudizio positivo (buy o strong buy), mentre solo due mantengono un approccio più cauto, secondo i dati raccolti da LSEG. Questo ampio consenso rende il caso particolarmente interessante per gli investitori retail che cercano esposizione indiretta al settore energetico, senza dover necessariamente puntare sul prezzo spot del Brent o del WTI, che rimangono volatili.

Naturalmente, non mancano gli elementi di cautela. Un accordo di pace rapido e stabile tra Washington e Teheran potrebbe accelerare il calo dei noli più di quanto previsto. Inoltre, un eventuale rallentamento economico globale ridurrebbe la domanda di petrolio e, di conseguenza, di trasporto. Infine, il settore delle tanker resta ciclico per natura e storicamente soggetto a fasi di boom seguite da periodi di forte correzione.
Tuttavia, per Bank of America il rischio/rendimento appare attualmente favorevole, soprattutto per chi ha un orizzonte di investimento di 12-18 mesi.

Dunque, cosa fare?

In un momento in cui i titoli tecnologici appaiono costosi e i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono tornati su livelli più contenuti, le azioni di società legate al trasporto petrolifero rappresentano una diversificazione interessante per chi vuole esporsi al ciclo delle materie prime senza assumersi tutti i rischi diretti del prezzo del greggio.Chi sta valutando di inserire questo titolo nel proprio portafoglio dovrebbe comunque monitorare con attenzione i prossimi dati sui noli (disponibili settimanalmente) e le evoluzioni dei negoziati di pace tra USA e Iran.
Resta un fatto: nel 2026, mentre molti settori soffrono la volatilità geopolitica, alcune compagnie di tanker stanno trasformando le tensioni internazionali in profitti concreti per gli azionisti.

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