Cosa s’è dietro alla decisione di Nvidia di annullare l’accordo da 100 miliardi di dollari con OpenAI, preferendo un investimento di 30 miliardi di dollari?
Secondo un report del Financial Times, Nvidia è vicina a finalizzare un investimento azionario da 30 miliardi di dollari in OpenAI, in sostituzione di una partnership pluriennale da 100 miliardi di dollari di cui si parlava precedentemente, annunciata ma mai andata oltre un accordo preliminare.
L’accordo precedente, annunciato a settembre dello scorso anno come lettera d’intenti, prevedeva che Nvidia investisse 10 tranche da 10 miliardi di dollari nell’arco di diversi anni. In cambio, OpenAI prevedeva di implementare fino a 10 gigawatt di nuova capacità di calcolo e di acquistare milioni di processori di intelligenza artificiale firmati Nvidia.
Addio al maxi accordo Nvidia-OpenAI da $100 miliardi
L’accordo tra le due società era stato concepito come un legame strategico a lungo termine tra il principale produttore mondiale di chip per l’intelligenza artificiale e uno dei suoi maggiori clienti. Ma, come anticipato, l’intento non si è mai concretizzato in un contratto formale. A gennaio di quest’anno, il Wall Street Journal ha riferito che l’accordo era di fatto sospeso a causa della maggiore cautela degli investitori nei confronti degli investimenti nell’intelligenza artificiale. I titoli tecnologici statunitensi sono scesi del 17% dall’inizio dell’anno, un ribasso che riflette palesemente le preoccupazioni sulle valutazioni e sul ritmo della spesa infrastrutturale portato avanti dalle società del comparto.
I dettagli del nuovo investimento di Nvidia da $30 miliardi in OpenAI
Secondo il FT, il nuovo accordo è strutturato come un investimento azionario diretto, in cui Nvidia investirà fino a 30 miliardi di dollari in OpenAI in cambio di azioni della società, andando di fatto a sostituire il modello di investimento precedente, scaglionato e legato all’espansione della potenza di calcolo.
Questo investimento fa parte di un round di finanziamento più ampio con cui OpenAI dovrebbe raccogliere oltre 100 miliardi di dollari. Alla sua conclusione, la valutazione di OpenAI salirebbe a 730 miliardi di dollari, escludendo il nuovo capitale raccolto.
Secondo gli osservatori di mercato, OpenAI reinvestirà gran parte dei nuovi finanziamenti nell’espansione della propria infrastruttura di calcolo, che si basa in larga misura su chip di intelligenza artificiale specializzati, e nell’aumento di gigawatt di capacità di calcolo aggiuntiva nel tempo.
Lo stesso round di finanziamento vede coinvolti anche altri investitori importanti, specifica il FT. SoftBank sarebbe nelle fasi finali di una trattativa per investire 30 miliardi di dollari, mentre Amazon potrebbe investire fino a 50 miliardi di dollari con una partnership più vasta che prevede l’uso dei modelli di OpenAI.
Perché OpenAI vuole ridurre la sua dipendenza dai chip Nvidia?
Il fallimento del precedente accordo di partnership coincide con l’espansione della base di fornitori hardware di OpenAI oltre Nvidia.
Nell’ottobre dello scorso anno, OpenAI ha annunciato una partnership importante con AMD che le permette di assicurarsi fino a sei gigawatt di capacità di calcolo utilizzando i chip Instinct MI450 di AMD. L’accordo include warrant per 160 milioni di azioni AMD, per un valore di oltre 26 miliardi di dollari.
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Secondo Reuters, OpenAI valuta fornitori di chip alternativi come Cerebras e Groq dal 2025. Si prevede che questi fornitori gestiranno circa il 10% del carico di lavoro di inferenza di OpenAI, che prevede l’esecuzione di modelli addestrati anziché la loro costruzione.
Le notizie su questi accordi hanno alimentato le speculazioni su una possibile tensione tra l’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang e l’amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, sebbene entrambi abbiano pubblicamente negato qualsiasi attrito.
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