La Lega propone di eliminare i vaccini obbligatori per i minori, incluso quello per il morbillo e i pediatri si ribellano segnalandone la pericolosità. Ma perché la Lega vuole eliminarli?
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La Lega vuole eliminare l’obbligo vaccinale per i bambini, ma i pediatri non sono d’accordo e lanciano una petizione.
In questi giorni ha fatto molto discutere l’emendamento del senatore leghista Claudio Borghi il quale ha definito l’obbligo vaccinale per i minori come “inutile”, proponendo di eliminarlo.
Un’evidente prova di come la pandemia sia finita, ma anche di come l’essere umano a volte non sappia veramente imparare dalla storia. Continua quindi la lotto ai vaccini della Lega, che ammicca e strizza l’occhiolino ai No Vax. Se l’emendamento passasse, le vaccinazioni resterebbero semplicemente raccomandate.
Sarebbe quindi eliminato l’obbligo vaccinale introdotto solo nel 2017 per aumentare la copertura vaccinale e la soglia di immunizzazione. Ecco perché Borghi ha presentato l’emendamento e perché secondo i pediatri questa non è la soluzione.
Quali vaccini obbligatori vuole eliminare la Lega e perché?
L’obbligo vaccinale che la Lega vuole cancellare in realtà è molto recente, risale al 2017 - Governo Gentiloni - e prevede che i bambini e ragazzi fino a 16 anni non immunizzati contro 12 malattie - tra cui il morbillo - non possano frequentare la scuola.
Un provvedimento necessario poiché all’epoca la copertura vaccinale era molto bassa, appena l’87,2%, e si rischiava l’insorgere improvviso di pericolosi focolai di morbillo. E infatti nel giro di due soli anni, nel 2019, il tasso di immunizzazione era salito al 94,46%, comunque al di sotto della soglia minima raccomandata per evitare focolai: il 95%. Ovviamente la minaccia di espellere i bambini non vaccinati non si è mai materializzata, in quanto anticostituzionale, tuttavia, anche le multe ai genitori sono state rare, a causa di controlli poco attenti e certificati falsi.
In ogni caso, quest’anno, proprio a causa del mancato raggiungimento della soglia di immunizzazione il morbillo è tornato a circolare in Italia (e nel resto d’Europa) con più forza. Nella penisola si sono registrati 556 casi, di cui un terzo ha presentato almeno una complicanza, contro i 44 casi dell’anno scorso.
Per tale ragione il leghista Claudio Borghi ha attaccato la legge: “L’imposizione non funziona, crea solo rabbia e violenza”. Ecco, quindi, che Borghi vorrebbe abolire l’obbligo vaccinale per:
- poliomielite;
- difterite;
- tetano;
- epatite B;
- pertosse;
- Haemophilus influenza tipo B;
- morbillo;
- rosolia;
- parotite;
- varicella;
- meningococco B;
- meningococco C.
Eppure, che il vaccino serva è innegabile, basti pensare che solo nei primi mesi del 2024 ci sono stati oltre cento casi di bambini ricoverati con la pertosse (per la quale non si è raggiunti la soglia di immunizzazione) e tre sono morti.
I pediatri contro la Lega: non si possono eliminare i vaccini dei bambini
Immediate sono state le reazioni dei medici e dei pediatri, i quali hanno definito deleteria la scelta di eliminare l’obbligo vaccinale per i minori.
L’idea di cancellare l’obbligo in un periodo di circolazione intensa di molte infezioni è fonte di grande preoccupazione per i pediatri. Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico sulle vaccinazioni per la Società Italiana di Pediatria, ha subito lanciato una petizione sul sito Change.org, spiegando che: “non è affatto vero che la legge dell’obbligo non abbia funzionato”.
La copertura vaccinale del morbillo, infatti, è comunque aumentata del 7% e i benefici si sono visti soprattutto nei bambini con meno di 6 anni. “L’imposizione dei vaccini, che è una sconfitta anche per noi pediatri, ha permesso di recuperare i genitori distratti o indecisi. I veri No Vax hanno magari fatto carte false, ma hanno continuato a non immunizzare i propri figli”.
Dalla parte dei pediatri si schiera anche Roberto Speranza, ministro della Salute durante la pandemia, definendo l’emendamento Borghi “una farneticazione antiscientifica” per accalappiare i voti dei No Vax.
Forse la soluzione non è quella di eliminare l’obbligo vaccinale, ma di educare la popolazione. Invece che alimentare una battaglia sterile contro “l’obbligo” dei vaccini, per corteggiare i No Vax, si dovrebbe far capire alla popolazione (No Vax inclusi) la vera importanza di tutelare e difendere la propria salute.
Insomma, trattare da adulti l’intera popolazione (bambini compresi) spiegando rischi e benefici, e non lasciar vincere quella retorica che Michela Murgia chiamava “cuginismo” - ossia quella brutta abitudine di contrastare i dati e studi scientifici (per i quali sono necessari anni di formazione e ricerca) con un semplice episodio dal sapore complottista che inizia sempre con «all’amico di mio cugino è capitato che».
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