Perché la protesta degli automobilisti americani riguarda anche noi?

Redazione Money Premium

15 Dicembre 2025 - 08:29

L’aumento dei prezzi delle auto negli USA, la riduzione dei sussidi EV e il calo delle vendite evidenziano trend globali che influenzano anche il mercato europeo e italiano.

Perché la protesta degli automobilisti americani riguarda anche noi?

Negli ultimi anni sembrava che nessun prezzo di auto nuove fosse troppo alto per i consumatori americani. Anche mentre il prezzo medio di una nuova automobile si avvicinava ai 50.000 dollari nel 2025, i concessionari si preoccupavano soprattutto della scarsa disponibilità di veicoli.

Tuttavia, i consumatori, sempre più sotto pressione economica, stanno cominciando a porre limiti a quanto sono disposti a spendere per una macchina nuova, secondo concessionari, analisti e dati di settore. Molti stanno optando per auto usate, prestiti più lunghi o aspettano offerte speciali prima di acquistare.

Per l’industria automobilistica statunitense, il 2025 doveva essere un anno di crescita record, spinto da tagli fiscali e da una deregulation favorevole. Le previsioni parlavano di un terzo anno consecutivo di aumento delle vendite, dopo il periodo difficile causato dalla pandemia e dalla carenza di semiconduttori. Ora, invece, gli analisti stimano una crescita moderata o nulla per quest’anno e uno scenario simile per il 2026.

Il motivo per cui l’industria era ottimista era chiaro: i prezzi delle auto erano aumentati a causa della scarsità post-Covid e i consumatori sembravano disposti a pagare di più anche con l’incremento delle scorte. Ma ora, tariffe sulle importazioni, inflazione persistente e un mercato del lavoro più rigido stanno portando molti americani a ripensare i loro acquisti più costosi.

La fine del credito federale EV da 7.500 dollari a settembre ha inoltre contribuito al crollo del mercato delle auto elettriche, privando l’industria di centinaia di migliaia di potenziali vendite. Prima della scadenza del credito, le vendite erano cresciute grazie alla domanda di veicoli elettrici, con GM in aumento del 10,5% e Ford del 7,3%. Ma a ottobre la vendita è stata la più lenta in oltre un anno e le prospettive non prevedono un rapido recupero.

Segnali di tensione nel mercato iniziano a emergere: le auto restano più a lungo nei concessionari, i dealer offrono sconti extra e i mutuatari a basso reddito rischiano il default sui prestiti auto. Complessivamente, gli americani spendono meno per l’acquisto di veicoli rispetto all’anno precedente.

Nonostante ciò, analisti ed economisti prevedono che i prezzi non crolleranno drasticamente. La scarsità di auto nuove mantiene alto anche il costo delle auto usate, e molte persone hanno già raggiunto il limite della pazienza nell’attesa di un nuovo acquisto. Inoltre, i costi di manutenzione e riparazione delle vecchie auto continuano a salire, rendendo la soluzione di conservare il veicolo meno conveniente.

Alcuni consumatori più abbienti continuano comunque a sostenere i profitti del settore, acquistando SUV e pickup di fascia alta con optional costosi come volanti riscaldati, sedili massaggianti e sistemi avanzati di assistenza alla guida. Ma questi rappresentano solo una parte della cosiddetta economia a forma di K, dove una minoranza sostiene la maggioranza.
I consumatori meno sensibili al prezzo hanno già acquistato, mentre altri esitano a impegnarsi in rate più alte.
La parte positiva è che la manutenzione dei veicoli è in aumento, segno che gli automobilisti cercano di far durare più a lungo le loro auto.

Il mercato automobilistico americano mostra segni di rallentamento: consumatori più cauti, incentivi ridotti e costi crescenti stanno trasformando un settore che fino a pochi anni fa sembrava immune a qualsiasi shock dei prezzi. L’industria dovrà adattarsi a questa nuova realtà, bilanciando margini più sottili e domanda più selettiva.