La Generazione Z rivoluziona il mercato: esige esperienze mobile perfette, valori autentici e trasparenza, spingendo le PMI italiane verso micro-creator e social per conquistare fiducia reale.
La Generazione Z (in genere identificata con i nati tra fine anni ’90 e inizio anni 2010) sta entrando nell’età adulta con una capacità di spesa in rapida crescita e abitudini digitali che mettono sotto pressione il marketing tradizionale. Non è la “generazione distratta” dei luoghi comuni: è un pubblico spesso informato, veloce nel giudicare e poco disposto a tollerare inefficienza e incoerenze. Per le aziende questo significa una cosa semplice: non basta più comunicare bene, bisogna funzionare bene (sul digitale) e dimostrare ciò che si dichiara (sui valori).
Quanto vale davvero la Gen Z?
Le stime sulla “ricchezza” o sulla “spesa” della Gen Z cambiano a seconda di cosa si misura (reddito disponibile, consumo diretto, influenza sugli acquisti familiari) e delle aree geografiche considerate. Però la direzione è chiara: secondo Spend Z (NielsenIQ e World Data Lab), la capacità di spesa della Gen Z è destinata a crescere rapidamente fino a circa 12 trilioni di dollari entro il 2030. [...]
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