Perché l’energia nucleare è il peggiore oltraggio alla religione green?

Guido Salerno Aletta

01/10/2024

L’energia nucleare si scontra con le attuali visioni che privilegiano la scarsità e l’alto costo delle risorse per garantire una prosperità sostenibile a lungo termine.

Perché l’energia nucleare è il peggiore oltraggio alla religione green?

Sarebbe un nuovo furto del fuoco divino, quello che compirebbe un moderno Prometeo che volesse donare all’Umanità l’energia che anima la luce ed il calore del sole: sarebbe questa la vera energia naturale, finalmente gratuita e disponibile per tutti in modo illimitato.

Ma sarebbe un insulto alla Green Religion, immaginare che in piena transizione green, si possa permettere qualcuno di usare l’energia nucleare, soprattutto quella pulita e naturale che deriva dalla fusione dell’idrogeno e non dalla fissione dell’uranio.
Bisogna prendere atto del Nuovo Pensiero Dominante, che sostituisce la Lotta di Classe ottocentesca, al cui esito gli uomini sarebbero stati finalmente tutti uguali e liberi, con la necessità di una Nuova Alleanza tra le generazioni che parte da una premessa ineludibile: noi, oggi, siamo i veri responsabili del futuro dell’Umanità.

L’Uomo, infatti, con il suo comportamento sempre più irrispettoso della Natura, ne è divenuto il principale nemico.
E serve una “Green Religion” che non solo non accetta la centralità dell’Umano e la sua assoluta superiorità rispetto alla Natura, ma al contrario predica il rispetto assoluto degli equilibri naturali: solo così la stirpe umana potrà sopravvivere.
C’è dunque un nuovo paradigma economico e sociale: una prosperità sostenibile a lungo termine comporta una drastica riduzione dei consumi e soprattutto delle aspettative di crescita. Ed il presupposto di questo cambiamento radicale sta nella drastica mutazione del presupposto energetico: solo nella misura in cui l’energia diviene un bene estremamente scarso e soprattutto costoso, solo allora sarà resa impossibile quella crescita economica continua e dunque insostenibile, che si è andata sempre più diffondendo a livello globale.

Il Trattato di Parigi sul clima, la lotta decisa nell’ambito dell’ONU contro il riscaldamento globale, il Green Deal della Unione europea che imita le normative americane introdotte con l’Inflation Reduction Act (IRA) e con il Chips & Science Act, rappresentano altrettante tappe del Great Reset, che prevede una duplice transizione: quella energetica con la progressiva decarbonizzazione delle fonti di energia, e quella informatica con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale che ribalta dalle fondamenta le acquisizioni della scienza novecentesca basata sull’adattamento all’ambiente e sulla selezione naturale della specie: se l’Uomo è, e sarà, sempre e comunque debole e soprattutto limitato nelle sue capacità cognitive, solo la Tecnologia lo potrà aiutare e soprattutto sostituire.

Si saldano così, nel progetto di Iper Umanesimo*, le due precedenti tendenze al Post Umano ed al Trans Umano: per l’energia nucleare, e soprattutto per quella pulita, non c’è davvero posto.

*Iper Umanesimo, un nuovo ineluttabile futuro? In Guido Salerno Aletta, Non ci fidiamo più, 2023, pp. 277-293