Perché il titolo Ferrari sta risalendo nonostante le critiche al nuovo modello Luce?

Redazione Money Premium

13/07/2026

Il titolo ha dimostrato di avere le spalle larghe: ha assorbito il colpo iniziale e ha ripreso quota grazie ai numeri che, ancora una volta, prevalgono sulle emozioni di breve termine.

Perché il titolo Ferrari sta risalendo nonostante le critiche al nuovo modello Luce?

Il lancio della Luce, la prima Ferrari completamente elettrica presentata il 25 maggio 2026 a Roma, ha rappresentato un momento spartiacque per il titolo quotato su Euronext Milan. L’evento ha scatenato reazioni polarizzate: critiche feroci sul design minimalista firmato in collaborazione con lo studio LoveFrom di Jony Ive, meme virali e un sell-off immediato delle azioni.

Eppure, a distanza di quasi due mesi, il mercato ha digerito lo shock e il titolo RACE ha recuperato gran parte del terreno perso, dimostrando ancora una volta la resilienza del modello di business del Cavallino.

Come sta andando il titolo?

Il giorno del debutto le quotazioni a Milano hanno ceduto fino all’8%, cancellando oltre 5 miliardi di capitalizzazione in poche ore. Il titolo era sceso sotto i 300 euro in intraday prima di stabilizzarsi. Da allora, però, il rimbalzo è stato netto: tra fine maggio e i primi di luglio 2026 Ferrari ha guadagnato circa l’8-10% in poche sedute, tornando vicino ai livelli pre-lancio e sovraperformando il FTSE MIB in diverse giornate.

A metà luglio il prezzo oscilla tra i 320 e i 332 euro, con una capitalizzazione intorno ai 58-60 miliardi di euro e un range 52 settimane che resta ampio (269-447,50 euro). La correzione annua accumulata (-20-23%) appare quindi più legata alla fase di turn-over di modelli e alle preoccupazioni macro che al destino della Luce stessa.

L’azienda resta solida

I fondamentali continuano a raccontare una storia di forza. Nel primo trimestre 2026, chiuso prima del lancio, Ferrari ha registrato ricavi netti per 1.848 milioni di euro (+3% rispetto al 2025), un margine EBITDA del 39,1% e un free cash flow industriale di 653 milioni. La guidance per l’intero esercizio resta confermata: ricavi intorno a 7,5 miliardi, margine EBITDA adjusted almeno al 39% e cassa generata per almeno 1,5 miliardi. Il portafoglio ordini si estende già fino alla fine del 2027, inclusa la Luce le cui consegne partiranno nel quarto trimestre 2026.

Il vero test per gli investitori è arrivato proprio dalla reazione del mercato alla Luce. Nonostante il design controverso – una cinque posti con linee pulite e oltre 1.000 cavalli – gli ordini sono arrivati sia da clienti storici sia da nuovi acquirenti. L’allocazione destinata alla Cina è andata esaurita in pochissimo tempo. Benedetto Vigna, amministratore delegato, ha più volte sottolineato che la vettura non sostituisce la gamma tradizionale ma la integra, con un obiettivo di circa il 20% di vendite full electric entro il 2030. Il management ha incassato la contrarietà iniziale come un classico “buy the rumor, sell the news” amplificato dai social, ma i numeri di prenotazione dimostrano che la base clienti premium resta fedele al brand.

La capacità di superare le difficoltà di mercato

Il titolo su Milano scambia ancora su multipli elevati (P/E forward intorno a 30-33x), ma giustificati dai margini operativi tra i più alti del settore lusso e dalla generazione di cassa costante. Gli analisti mantengono un consenso prevalentemente positivo, con target price medi tra 370 e 380 euro (fino a 460 euro nelle stime più ottimistiche), che implicano un upside potenziale del 15-20% dai livelli attuali. Il programma di buyback pluriennale da 3,5 miliardi procede regolarmente, con acquisti sia su Euronext Milan sia sul NYSE, sostenendo il valore per azionista.

I rischi restano concreti: esecuzione della transizione elettrica senza intaccare l’esclusività del marchio, possibili impatti geopolitici sulla supply chain e la capacità di convertire l’interesse iniziale in consegne effettive a partire dall’autunno. Tuttavia, la storia recente del titolo dopo la Luce mostra che Ferrari possiede una capacità unica di trasformare anche le controversità in narrazioni di lungo periodo. La domanda strutturale per i prodotti del Cavallino, il pricing power elevato e la visibilità pluriennale sugli ordini continuano a rappresentare un solido ancoraggio.