Il dollaro rimbalza ma i fondamentali cedono. Un segnale valutario che potrebbe anticipare movimenti opposti su azioni e capitale. E non solo.
C’è un segnale che i mercati valutari stanno mandando con una certa insistenza, e riguarda proprio il dollaro. Se il biglietto verde dovesse tornare a indebolirsi, le ripercussioni sui mercati azionari europei (e su Piazza Affari in particolare) potrebbero risultare tutt’altro che uniformi: alcune aziende ne uscirebbero rafforzate, altre si troverebbero esposte a dinamiche di cambio e di flussi di capitale difficili da gestire.
È un elemento concreto di valutazione del rischio che potrebbe fare la differenza tra cogliere un’opportunità e restare intrappolati in una posizione costruita su basi fragili.
Il punto di partenza dell’intera analisi è il DXY, l’indice sintetico che misura la forza relativa del dollaro americano rispetto a un paniere di sei valute principali tra cui euro, yen e sterlina. Da diversi mesi questo indice si trovava già posizionato al di sotto della propria media mobile a 200 giorni, un livello tecnico che la comunità degli operatori professionali considera la linea di demarcazione convenzionale tra un regime di trend rialzista e uno ribassista di lungo periodo. Trovarsi strutturalmente sotto quella soglia prima ancora che emergessero tensioni geopolitiche significative sembrerebbe configurare una debolezza endogena, non episodica. [...]
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